Viaggio in Cornovaglia

Foto di Valentina Botturi
Attirati da un vecchio articolo di “Itinerari e luoghi” e ispirati dalle pagine di Daphne du Maurier, Jane Austen e delle sorelle Brontë, con un paio di settimane di vacanza a disposizione, abbiamo deciso di utilizzare i punti del programma fedeltà della British Airlines per un volo a Londra, come partenza per una visita alla Cornovaglia. Arrivare a Londra in aereo è ormai facile ed anche economico,con le tante compagnie low cost che gravitano sui suoi vari aeroporti, ma certo Heathrow è molto comodo, pur dando per scontata la confusione e i probabili ritardi di quello scalo; già un’occhiata ai vari terminal è una esperienza che ti mette a contatto con l’enorme quantità di persone di tutte le razze che gravita su Londra. La nostra meta è la Cornovaglia, ma non vogliamo farci sfuggire anche gli aspetti più interessanti dell’Inghilterra storica più tradizionale.
Ecco che, appena noleggiata l’auto (la guida “dalla parte sbagliata della strada” è una sfida che si può accettare,e dopo poco ci si abitua, …quasi. Una dose aumentata di prudenza può compensare la differenza) e individuata la direzione, il castello di Windsor ci impone una fermata. Una rapida visita, e il confronto con l’impressione ricavata da una recente visita alle dimore imperiali di San Pietroburgo, ci conferma nell’impressione che, se da un lato l’Impero Britannico ha consentito alla casa regnante inglese grandi ricchezze e i tesori che si possono osservare lì, dall’altro la lunga storia di democrazia del Regno Unito ha probabilmente evitato che si raggiungessero le vette di esagerata opulenza basata probabilmente sui secoli di sfruttamento delle popolazioni russe.
Facciamo tappa ad Oxford, e i collegi che visitiamo ci mostrano la realtà a cui la saga di Harry Potter è ispirata: certamente la sua storia magica non potrebbe svolgersi in un altro paese, con radici nel passato meno forti. Di Oxford si apprezza però anche il piacere delle passeggiate, delle librerie e della visita all’orto botanico, da dove si gode anche di uno scorcio sul Tamigi e sui barcaioli col punt.
Il B&B in cui alloggiamo è un poco fuori città, ma i mezzi pubblici ci consentono di raggiungerlo senza problemi e di apprezzare l’aiuto del guidatore-controllore che, avendo notato dove eravamo saliti, al ritorno ci fa scendere alla fermata giusta.
Il giorno successivo siamo a Stratford upon Avon, con la visita doverosa alle numerose dimore della famiglia di Shakespeare. Ripartiti da qui, non ci facciamo mancare la visita al castello di Warwick, per avere un’idea dell’Inghilterra medioevale. Le animazioni che fanno di questo castello quasi un parco a tema e le ricostruzioni d’ambiente delle dimore shakespeariane ci fanno riflettere sull’abilità che gli inglesi hanno di utilizzare i monumenti, pregevoli di per sé, trasformandoli in vere e proprie attrazioni per turisti; qualche volta comunque si rimpiange l’aria di abbandono e il sentimento di scoperta che si ha visitando siti senza questo grado di organizzazione. Tralasciando i vari castelli, dimore gentilizie ed anche Stonhenge che abbiamo visto lungo la strada ( ahimè, qui realmente i turisti guastano l’atmosfera di magia che si dovrebbe percepire), arriviamo finalmente alla meta del nostro viaggio: la Cornovaglia!
Facciamo base a St.Yves, che è un sito privilegiato per osservare le scogliere della punta estrema, ma da lì si possono raggiungere anche le altre attrattive della zona: i giardini quasi tropicali, inaspettati in questa zona, il museo della cultura locale di Zennor, con la sua cappella nel cimitero con i cuscini ricamati dalle famiglie del luogo, l’atmosfera in bilico fra ambiente artistico e attività di pesca del paese. Ma è il paesaggio della costa che soprattutto ci attira: fermarci qualche giorno ci consente di apprezzarne vari aspetti: da quello malinconico o drammatico a seconda dell’intensità del tempo cattivo a quello quasi mediterraneo che assume con il sole. Il famoso tempo inglese con i suoi mutamenti rapidi e continui ci fa passare da un’atmosfera ad un’altra nel giro di poche ore. Percorrendo in macchina la strada costiera è facile fermarsi e trovare sentieri che ti conducono al mare o sugli scogli passando accanto a muretti a secco o a siepi di cespugli quali in Italia ormai le coltivazioni intensive hanno cancellato.
Ci siamo comunque riservato qualche giorno anche per il viaggio di ritorno e ciò ci consente di apprezzare i campi di erica con i cavalli selvatici , i fiumi impetuosi e limpidissimi del Dartmoor National Park e la New Forest, da cui ci si aspetta di veder sbucare da un momento all’altro Robin Hood. Qui, con un contrasto di per sé intrigante, ci ha colpito il Museo delle auto antiche di Beaulieu che colpisce anche chi di tecnica non si interessa per il fascino innegabile che sprigiona da queste antiche vetture.
Valentina Botturi





























