Bagnara Calabra

Foto di Domenico Gioffré
“Bagnara è piazzata in una rocca peninsulare, e sporge splendidamente nelle acque al di là della baia di Palmi. Le rocce scoscese sono infinitamente maestose fra le due città, scendendo in punte di rocce perpendicolari, e se non fosse stato per l’assenza di case, la costa mi avrebbe fatto spesso ricordare Amalfi e Positano. Bagnara sorge dalle rive del mare in un anfiteatro di case, coronata da un’alta roccia che è raggiunta dalle montagne sopra un castello e un acquedotto ed è senza dubbio una delle città di aspetto più imponente che noi abbiamo visto fino ad ora. Gli archi dell’acquedotto s’incrociano in un abisso nella rocca peninsulare dove è eretta, e mentre il castello adorna la posizione verso il mare, le rocce interne sono decorate con lucenti file di case, molte delle quali sono annidate proprio sotto la riva fra crepacci e burroni dove i precipizi sono dirottati. Una mezzaluna di sabbia fina si estende ai piedi delle rocce, dando una calma e piacevole atmosfera a tutto il panorama”.
Così Edward Lear nel 1847 descriveva la cittadina tirrenica in provincia di Reggio. Oggi Bagnara ha mantenuto intatta la sua bellezza, tanto da essere definita la perla del Tirreno assieme alla vicina Scilla. Bagnara, che ha dato i natali ai Florio, potente famiglia che trovò fortuna in Sicilia, e alla indimenticabile Mia Martini, oggi si presenta con delle bellezze paesaggistiche e monumentali di rara bellezza.
Le montagne coltivate a rasole che scendono a picco sul mare, i sentieri naturalistici che si inoltrano sull’Aspromonte o lungo le fiumare, il mare cristallino con le grotte delle Rondini e del Monaco, offrono uno spettacolo mozzafiato. Per non parlare delle bellezze artistiche, la chiesa del Carmine con il suo fasto barocco e il suo tesoro nascosto: l’icona della Madonna Eleusa, risalente al XII-XII secolo, scampata a incendi e terremoti, il Castello ducale Ruffo e la torre aragonese che dominano dall’alto il mare e lo stretto di Messina. Questa è Bagnara, con i suoi pescatori che cacciano all’antica maniera il pescespada, le Bagnarote, donne dalla forza mascolina che lavorano come e più degli uomini, i ceramisti con le loro botteghe dove si modellano vasi e opere in terracotta uniche nel loro genere. Bagnara è al centro della Costa Viola, il mare assume colori spettacolari al tramonto in estate. Gli spostamenti verso Scilla e Reggio sono ottimi e comodissimi. Un luogo da visitare e da vivere assolutamente.
Domenico Gioffré





























