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	<title>Itinerari e Luoghi - I Vostri Itinerari</title>
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		<title>Val Poschiavo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 13:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver consultato due meravigliosi servizi sulla Val Poschiavo , abbiamo deciso  di prenotare un bellissimo ed accogliente agriturismo a conduzione familiare,  consigliato dalla redazione, con vista sul famoso viadotto elicoidale delle Ferrovie Retiche che, guarda caso, quest&#8217;anno compie 100 anni.
La Val Poschiavo non è  solo il Trenino Rosso del Bernina, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.itinerarieluoghi.it/area/i-vostri-itinerari/wp-content/uploads/2010/09/poschiavo.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">foto di Rudj Stelli</p></div>
<p>Dopo aver consultato due meravigliosi servizi sulla Val Poschiavo , abbiamo deciso  di prenotare un bellissimo ed accogliente agriturismo a conduzione familiare,  consigliato dalla redazione, con vista sul famoso viadotto elicoidale delle Ferrovie Retiche che<span id="more-104"></span>, guarda caso, quest&#8217;anno compie 100 anni.</p>
<p>La Val Poschiavo non è  solo il Trenino Rosso del Bernina, ma anche ghiacciai, come Il Diavolezza o  Morterash, formazioni carsiche come le marmitte del Giardino dei ghiacci oppure  laghi smeraldo come quelli della Val di Camp o del Passo Bernina.</p>
<p>La bellezza di questa valle e di quelle laterali è accompagnata spesso dalla calorosa  ospitalità degli abitanti e dall&#8217;ordine e pulizia che contraddistingue tutta la  Svizzera: totale assenza si traffico e di turismo di massa, nonché la possibilità di una  vacanza a prezzi abbordabili.</p>
<p><em>di Rudj Stelli</em></p>
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		<title>Coste normanne</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Auto]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver consultato tre numeri di Itinerari, abbiamo pensato che quella in Normandia era la giusta  vacanza per noi e abbiamo prenotato un volo da Pisa a Beauvais, 70Km a nord di  Parigi, e l&#8217;auto a a noleggio. Abbiamo trascorso la prima e l&#8217;ultima notte a Beauvais, una tranquilla  cittadina con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.itinerarieluoghi.it/area/i-vostri-itinerari/wp-content/uploads/2010/09/normandia.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">foto di Rudj Stelli</p></div>
<p>Dopo aver consultato tre numeri di Itinerari, abbiamo pensato che quella in Normandia era la giusta  vacanza per noi e abbiamo prenotato un volo da Pisa a Beauvais, 70Km a nord di  Parigi<span id="more-101"></span>, e l&#8217;auto a a noleggio. Abbiamo trascorso la prima e l&#8217;ultima notte a Beauvais, una tranquilla  cittadina con una cattedrale meravigliosia.</p>
<p>Il viaggio si è svolto lungo le coste normanne e ogni sera si dormiva in paesini di  pescatori. Siamo passati dalle bianchissime scogliere calcaree di Le Treport,  Dieppe, Fecamp e Etretat alle spiagge dello sbarco di Arromanches, Omaha e Juno,che  nel 1944 sono state teatro dello sbarco alleato. Inoltre, abbiamo ammirato i fari della penisola  del Cotentin fino famosa abbazia di Mont Saint Michel.</p>
<p>Il viaggio in completa libertà ci ha permesso di attraversare le sterminate distese di  grano della campagna francese, bordeggiare delle meravigliose coste spazzate dal  vento oceanico, passeggiare a piedi nudi nella bassa marea, dormire accompagnati  dal rumore del mare e svegliarsi al canto dei gabbiani, sempre  numerosissimi&#8230;</p>
<p><em>Rudj Stelli</em></p>
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		<title>Francia a pedali</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 18:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Bici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il viaggio  che vi  descriviamo è stato realizzato con un minibus, che ci ha permesso di raggiungere i punti nevralgici, mentre con le biciclette  ci siamo spostati realizzando dei percorsi circolari.
Le zone scelte sono I Castelli della Loira, la Bretagna nella zona di Carnac ricca di Menhir e la magica foresta di Broceliande, la Normandia con le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.itinerarieluoghi.it/area/i-vostri-itinerari/wp-content/uploads/2010/06/franciaapedali.jpg" alt="" width="350" height="220" /> <p class="wp-caption-text">foto di Cinzia Tosatto</p></div>
<p>Il viaggio  che vi  descriviamo è stato realizzato con un minibus, che ci ha permesso di raggiungere i punti nevralgici, mentre con le biciclette  ci siamo spostati realizzando dei percorsi circolari.</p>
<p>Le zone scelte sono I Castelli della Loira, la Bretagna nella zona di Carnac ricca di Menhir e la magica foresta di Broceliande, la Normandia con le sue maree e le storiche spiagge del D-Day concludendo con la magica Parigi.<span id="more-99"></span></p>
<p>Abbiamo cercato di realizzare un viaggio a misura per  2 giovani ciclisti, 10 e 12 anni,  con luoghi  che potessero renderli partecipi e attivi come Carnac, Broceliande e le spiagge del D-Day. Il viaggio è durato 14 giorni di cui 7 giorni in bicicletta gli altri sono spostamenti in minibus. Con un buon allenamento è un viaggio che consigliamo a tutti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Primo giorno</h4>
<p>Partenza da Bologna e arrivo in serata a Carcasonne con visita serale alla città dove troneggia il bellissimo castello.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Secondo giorno</strong></p>
<p>Visita a Carcasonne e poi partenza in minibus verso la Loira più precisamente ad Amboise</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Terzo  giorno</h4>
<p>Visita dei castelli percorso in bicicletta da Amboise a Blois . Si ritorna passando per Chaumont<br />
Percorso in bicicletta: Amboise &#8211; Procésur Clisse &#8211; Limeray &#8211; Ozain -Blois &#8211; Chaumont - Amboise, km 84</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Quarto giorno</h4>
<p>Seconda giornata di tour dei castelli; oggi pedaliamo dalla valle del fiume Cher di nuovo alla valle della Loira. Attraverso la foresta di Amboise, si arriva al castello delle tre dame: Chenonceaux. Il percorso è prevalentemente pianeggiante, solo alcune brevissime salite.<br />
Percorso in bicicletta: Amboise &#8211; Foresta di Amboise &#8211; Chenonceau -Amboise, km 35 circa</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Quinto giorno</h4>
<p>Giornata di spostamento con il minibus da Amboise a Carnac</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Sesto giorno</h4>
<p>Tour ciclistico che ci impegnerà tutta la giornata, con visita ai dolmen e menhir, monumenti eretti nell&#8217;era neolitica tra il 4500 e il 2000 a.C., di cui oggi si sa ancora pochissimo. Qui è concentrato il più grande complesso megalitico del mondo.<br />
Ci dirigiamo verso il golfo di golfo di Morbihan. Come spiega il nome bretone &#8221;mor-bihan&#8221;, mare piccolo, la baia è un piccolo mare interno (anche qui riserva naturale) disseminato di numerosissime isole e isolotti che si visitano in battello, tra cui le due maggiori sono l&#8217;île aux Moines e l&#8217;île d&#8217;Arz.<br />
Percorso in bicicletta: Kermario &#8211; La trinité sur mer &#8211; Loqmariaquer &#8211; Saint Philibert - La trinité sur mer &#8211; Kermario, km 50</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Settimo giorno</h4>
<p>La prima destinazione sono  gli allineamenti di Le Menec. Carnac, visita al museo e poi la direzione è la penisola di Quiberon che separa l&#8217;oceano aperto e potente dal golfo, dove le falesie rocciose si trasformano in</p>
<p>grandi spiagge. È affascinante percorrere la strada per Quiberon, che corre su uno stretto lembo di terra proteso su un mare dai due volti diversissimi: a ovest la Côte Sauvage (il nome dice tutto!), a est un mare calmo, autentico paradiso per la vela e il windsurf. Da Quiberon partono i battelli per la Belle Ile, a 12 chilometri in mare aperto.<br />
Percorso in bicicletta: Kermario &#8211; Menec &#8211; Carnac &#8211; Quiberon &#8211; Carnac- Kermario, km 45</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Ottavo giorno</h4>
<p>Giorno di spostamento con il minibus Kermario &#8211; Paimpoint. Visita al castello di Trécesson. Lasciamo Carnac con le sue civiltà perdute e ci  avviamo  verso il bellissimo  borgo medioevale di Vannes. Dopo la visita alla città ci spostiamo a Paimpont dove chiediamo informazioni sul percorso e dove dormire. Alloggiamo  in un campeggio vicino a Folle Pensèe</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Nono giorno</h4>
<p>I siti leggendari della foresta di Paimpont o meglio  conosciuta come la foresta di Broceliande. Il tour si  snoda nella prima parte della giornata sulla strada principale che attraversa la foresta.<br />
Da Folle Pensèe ci dirigiamo  verso Concoret e la prima tappa è la Quercia di Guillotin,  che si trova nella foresta bassa. Ci dirigiamo poi presso il castello di Comper. Si narra che la fata Viviana vi avrebbe cresciuto il  giovane  Lancelotto nel suo  castello di  cristallo nascosto sotto le acque dello stagno. Lasciamo  Viviana per cercare la tomba di Merlino; nel pomeriggio inoltrato arriviamo dentro la foresta che si apre su un lago, &#8220;Lo specchio delle fate&#8221;; riesce a redere tutto più magico una donna, con vestiti d&#8217;epoca, che suona un&#8217;arpa&#8230;.  poco  più in la l&#8217; Albero d&#8217;oro.<br />
Percorso in bicicletta: Folle Pensèe &#8211; Concoret &#8211; Paimpont &#8211; Folle Pensèe</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Decimo giorno</h4>
<p>Giorno di spostamento con minibus Paimpont &#8211; Mont Saint Michel &#8211; Avrances - Arromanches</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Undicesimo giorno</h4>
<p>Oggi siamo  arrivati in Normanidia dov&#8217;è c&#8217;è stato uno sbarco degli alleati decisivo per la seconda guerra mondiale.<br />
Grazie alla bassa marea abbiamo  potuto percorrere le spiagge in bici. Normandia, le spiaggie del D-DAY</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Dodicesimo giorno</h4>
<p>Visita alla città di Arromanches</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Tredicesimo giorno</h4>
<p>Giornata dedicata alla Parigi dei musei</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>Quattordicesimo giorno</h4>
<p>Parigi su due ruote!! Sì, oggi è una giornata dedicata alla bicicletta giriamo Parigi  come veri parigini&#8230;&#8230;in bicicletta. Diciamo  che non è stato facile però Filippo e Niccolò dobbiamo  riconoscere che sono stati molto bravi e attenti. Abbiamo scelto luoghi prettamente turistici come i  giardini  del Louvre, ma abbiamo scoperto che non si può girare al loro interno in bicicletta. Quindi la Torre Eiffel e poi sul al Tronadero, il nostro percorso  si  snoda lungo la Senna.<br />
La giornata ormai  è giunta al termine e dobbiamo rientrare per preparare i  bagagli: la nostra vacanza è ormai  finita.<br />
Ma vogliamo festeggiare l&#8217;ultima sera con una cena molto  speciale&#8230;.. un picnic sulla Senna. Infatti  passiamo la serata su un ponte pedonale, abbiamo trovato  un bel  posticino la vista è magnifica e la nostra tavola è piena di formaggi, affettativari e l&#8217;immancabile baguette accompagnata dal vino.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Abbiamo riassunto il viaggio per maggiori e più dettagliate informazioni vi rimandiamo a <a href="http://www.realbeccaccino.it/ViewNews.aspx?IDCategoria=12" target="_blank">www.realbeccaccino.it/ViewNews.aspx?IDCategoria=12</a> e per le immagini più belle del viaggio alla galleria <a href="http://www.realbeccaccino.it/ViewNews.aspx?IDCategoria=21">www.realbeccaccino.it/ViewNews.aspx?IDCategoria=21</a></p>
<p><em>Cinzia Tosatto</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Monte Menegosa &#8211; Nel mondo delle ofioliti</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 16:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>

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		<description><![CDATA[NEL MONDO DELLE OFIOLITI
Il monte Menegosa,meta di questo facile ma interessante itinerario è indubbiamente l&#8217;emergenza montuosa più rilevante della zona.
Visto da lontano,specialmente dalla val di Nure,appare come una cresta dentellata che si alza bruscamente dai sottostanti pendii argillosi, è da considerarsi sicuramente una delle più belle ofioliti di media quota.
E proprio le ofioliti che costituiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">NEL MONDO DELLE OFIOLITI</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il monte Menegosa,meta di questo facile ma interessante itinerario è indubbiamente l&#8217;emergenza montuosa più rilevante della zona.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Visto da lontano,specialmente dalla val di Nure,appare come una cresta dentellata che si alza bruscamente dai sottostanti pendii argillosi, è da considerarsi sicuramente una delle più belle ofioliti di media quota.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E proprio le ofioliti che costituiscono questa bella montagna,rendono il paesaggio lunare,dominato da roccioni nerastri e da pendii erosi in suggestive vallecole policrome.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Queste rocce magmatiche in prevalenza prodotte da effusioni sottomarine, si sono generalmente formate a grande distanza da dove le troviamo oggi, subendo lunghi processi di trasporto e grandi sollecitazioni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Anche alcune abitazioni del borgho di Teruzzi poggiano su queste rocce,questo villaggio il più alto della val d&#8217;Arda (1038m) possiede tipici esempi di abitazione in pietra, tra le quali una casa risalente al Quattrocento.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">ITINERARIO</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dal paese di Teruzzi,posto in val d&#8217;Arda (provincia di Piacenza), si sale verso la parte superiore del borgho per una via che ha inizio presso una fontana-abbeveratoio (sentiero n. 903, segnavia bianco-rosso).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Giunti alla casa più alta si svolta a destra per entrare in una bella valletta dominata dalle contorte guglie dell&#8217;anticima.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Giunti alla sella posta a sud della cima principale (1259m, 0.45 ore) s&#8217;incontra il sentiero che percorre il crinale e porta anche al monte di Lama, si continua a destra in ripida salita, si supera l&#8217;anticima e si raggiunge la vetta (1356m, 0.45 ore dalla sella).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Questa sormontata da una croce e da una statuetta dedicata alla madonna,offre una vista circolare sulle valli dell&#8217;Arda e del Nure, sulle contorte forme delle anticime e sulle faggete che si estendono come un vasto mantello.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E&#8217; tranquillamente possibile raggiungere l&#8217;anticima Est (0.15 ore) le cui cupe rocce offrono un&#8217;ambiente suggestivo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La discesa si effettua sul versante Nord, incrociando il sentiero 901 si prende a sinistra con una decisa inversione di marcia,tra faggete e radure si torna alla sella tra il Menegosa ed il Lama scendendo poi a Teruzzi (1 ora circa dalla vetta).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">LA MIA ESCURSIONE</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per salire questa splendida montagna ho scelto come punto di partenza il minuscolo borgo di Teruzzi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Parcheggiata l&#8217;auto nei pressi dell&#8217;altrettanto minuscolo cimitero,ho indossato le mie ormai anziane scarpe da trekking, legandole con cura e chiedendomi se non sia già il caso di cambiarle.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In giro non c&#8217;è nessuno,tranne una signora che esce col suo cane dal cimitero chiedendosi probabilmente chi sono.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le porgo un cordiale &#8220;buongiorno&#8221;, lei cortesemente risponde e si allontana.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Inizio a salire verso il paese cercando il segnavia bianco-rosso del CAI, lo vedo nascosto da frasche presso un fontana-abbeveratoio,quindi lo seguo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non avendo con mè cartine escursionistiche del luogo spero che il segnavia ed il sentiero rimangano evidenti fino alla meta.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;aria del mattino è fresca e buona, il tempo sembra esserlo un pò meno, nonostante le previsioni positive il cielo è nuvoloso e non vedo segni di miglioramento.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Adoro attraversare questi paesini che sanno donare un senso di pace e serenità nel loro tranquillo vivere.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Mentre attraverso il paese non incontro nessuno.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Alcune galline scorazzano nel loro pollaio ricavato in un boschetto,faranno uova e brodo buonissimi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le case costruite sulle ofioliti,i campi, gli orti sanno di un passato vissuto con amore per la propria terra.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La stupidità delle nostra epoca sembra lontana anni luce.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Arrivo alla fine del paese e sulla destra parte un sentiero piuttosto ripido che salgo allegramente.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nonostante il cielo nuvoloso mi sento bene ed in ottima forma, la curiosità che sempre mi spinge in luoghi che non conosco mi da animo e passione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Attraverso boschetti di faggio che si alternano a pendii aridi e sassosi cosparsi di ginepro, mentre le forme create dalle antiche lave e modellate dal tempo stimolano la fantasia.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Una roccia in particolare mi ricorda la testa di un diavolo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In questo momento il silenzio è puro,nemmeno gli uccellini cantano ed una leggera pioggerellina non promette nulla di buono.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Immagino per un attimo di essere un antico viaggiatore che in una giornata simile attraversasse questi luoghi, guardando le alte pareti rocciose avrei timore a salire la montagna,magari dimora di streghe,spiriti maligni o demoni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il sentiero ben segnato mi porta ad una sella da cui si dipartono tre sentieri.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sulla sinistra si va verso il Monte di Lama,al centro verso il monte S.Franca e a destra si sale al Menegosa.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Naturalmente prendo a destra con andamento piuttosto sostenuto perchè il tempo sembra voglia peggiorare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il sentiero roccioso e sbricciolato si alza rapidamente salendo una cresta, il vento comincia a farsi sentire.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dal piacentino oscure e basse nubi avanzano ed io comincio a dubitare di voler raggiungere la vetta.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se è pur vero che l&#8217;altezza modesta di questo monte non dovrebbe dare grossi problemi in caso di modesto maltempo,è anche vero che quando vado da solo sono sempre e comunque molto prudente.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se anche raggiungo la vetta ma fa freddo e non vedo nulla, cosa ci vado a fare?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dopo un quarto d&#8217;ora circa, alla fine del tratto ripido presso l&#8217;anticima, mi siedo, faccio qualche foto e cerco di capire cosa farà il tempo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nel frattempo, guardo le due vette che compongono il monte (la più bassa è l&#8217;anticima Est) mi dico che in poco tempo potrei raggiungere una delle due.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Poi guardo le basse nubi che si avvicinano e non mi decido.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lentamente avvolgono tutto ed il vento con il suo sibilo incute rispetto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La vetta più bassa mi attira con la sua forma ad altare, se fossi un uomo megalitico vi costruirei un luogo di culto e di sacrificio agli Dei.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oggi indubbiamente in questo luogo le forze della natura sono Dei da rispettare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Decido allora di scendere.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il sentiero è ripido e sdrucciolevole ma non esposto, quindi mi accingo a raggiungerne la base,quando sento dei cani abbaiare e vedo un cacciatore salire.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Poi si ferma, probablmente aspetta che arrivi la preda da impallinare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Si accorge di me,lo saluto ed aspetto che mi dia il consenso per passare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La pioggia aumenta e la preda non arriva, nel bosco i cani continuano ad abbaiare e si odono altre voci, ma nessuno sparo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dopo un colloquio con i colleghi tramite ricetrasmittente il cacciatore mi dice che posso scendere, arrivo quindi nel bosco e mi fermo sotto un grande albero aspettando speranzoso che la pioggia cessi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E se non smettesse per niente?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La mantella che mi protegge dall&#8217;acqua è un pò usurata e lascia passare qualche goccia,alcune iniziano a scendermi per il collo e mi fanno rabbrividire.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">I cacciatori nel frattempo sono spariti e la preda forse per oggi forse è salva.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Starsene nel bosco sotto la pioggia è a suo modo affascinante,mi piace sentire il rumore delle goccie sulle foglie e vedere piccoli rivoli che si creano ovunque.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Qui l&#8217;acqua venuta dal cielo è veramente una benedizione ed un inno alla vita,mentre noi uomini corriamo al riparo qui l&#8217;intero bosco sembra non aspettare altro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Poi come d&#8217;incanto la pioggia cessa.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Io ho una fame tremenda ed i miei panini col salame mi chiamano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Allora mi siedo in una radura e li divoro,così imparano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nel frattempo il cielo si apre e la carezza del sole mi fa tornare voglia di salire il Menegosa.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Senza esitazione ricompongo il mio zaino svuotato per trovare i panini e riprendo velocemente il sentiero verso la vetta.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Arrivato al punto precedente mi guardo intorno e vedo in cielo grandi squarci azzurri, perciò mi affretto fin che posso.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Anche se la vetta più alta è vicina punto deciso sull&#8217;anticima Est che raggiungo in breve tempo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Qui c&#8217;è il sole.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Appoggio lo zaino sullo splendido prato e senza di esso per facili rocce raggiungo la croce sommitale dove lo sguardo è felice d&#8217;incontrare tanta bellezza.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">I giochi di luce tra sole e nubi rendono il paesaggio mistico.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Una capra solitaria pascola incurante del bello o cattivo tempo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se fossi un primitivo con arco e freccie sarebbe diventata la mia cena.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ma ciò che non rimprovero alla mia epoca è avermi dato la possibilità di starmene qui a contemplare i livelli più alti e nobili dell&#8217;animo umano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;uomo nella propria storia ha sempre cercato di migliorare le proprie condizioni di vita,ma oggi ne è diventato schiavo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il &#8220;benessere&#8221; può aiutare a donare libertà all&#8217;uomo, se solo non ne diventa il senso ultimo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Guardo il cielo, gli spazi azzurri si stanno richiudendo e grandi vapori vorticano veloci mescolati dal vento.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Penso allora che sia meglio scendere, ho già avuto quello che cercavo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Quando arrivo ai margini del bosco la pioggia torna a farsi sentire ma io proseguo allegramente la mia discesa verso il paese.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Al ritorno da ogni escursione sono sempre più leggero e sereno,i timori e le ansie della salita sono spariti lasciando posto allo sguardo incuriosito per i più piccoli particolari.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Raccolgo bacche di ginepro, ottime in cucina.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Attraverso il paese,ancora non vi è nessuno,la pioggia è rimasta tra i monti ed un venticello fresco mi porta i profumi del bosco che sanno di funghi appena raccolti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Arrivo alla mia auto e mentre mi cambio ascolto i rumori che arrivano dal silenzio.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un ruscello poco lontano,un pezzo di metallo che sbatte da qualche parte ed una bottiglia di plastica che cammina col vento.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oggi non sono stato in Patagonia e nemmeno in Himalaya, ma questi luoghi possono comunque riservarci belle emozioni se con lo spirito giusto riusciamo a viverli.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Giovanni Barigazzi</div>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img style="margin-left: 0px; margin-right: 10px;" src="http://www.itinerarieluoghi.it/area/i-vostri-itinerari/wp-content/uploads/2010/04/menegosarid.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">foto di Giovanni Barigazzi</p></div>
<p>Il monte Menegosa, meta di questo facile ma interessante itinerario è indubbiamente l&#8217;emergenza montuosa più rilevante della zona. Visto da lontano, specialmente dalla val di Nure, appare come una cresta dentellata che si alza bruscamente dai sottostanti pendii argillosi, è da considerarsi sicuramente una delle più belle ofioliti di media quota. E proprio le ofioliti, che costituiscono questa bella montagna, rendono il paesaggio lunare, dominato da roccioni nerastri e da pendii erosi in suggestive vallecole policrome. <span id="more-90"></span>Queste rocce magmatiche, in prevalenza prodotte da effusioni sottomarine, si sono generalmente formate a grande distanza da dove le troviamo oggi, subendo lunghi processi di trasporto e grandi sollecitazioni. Anche alcune abitazioni del borgho di Teruzzi poggiano su queste rocce; questo villaggio, il più alto della val d&#8217;Arda (1038m), possiede tipici esempi di abitazione in pietra, tra le quali una casa risalente al Quattrocento.</p>
<h3>L&#8217;itinerario</h3>
<p>Dal paese di Teruzzi,posto in val d&#8217;Arda (provincia di Piacenza), si sale verso la parte superiore del borgho per una via che ha inizio presso una fontana-abbeveratoio (sentiero n. 903, segnavia bianco-rosso). Giunti alla casa più alta si svolta a destra per entrare in una bella valletta dominata dalle contorte guglie dell&#8217;anticima. Giunti alla sella posta a sud della cima principale (1259m, 0.45 ore) s&#8217;incontra il sentiero che percorre il crinale e porta anche al monte di Lama, si continua a destra in ripida salita, si supera l&#8217;anticima e si raggiunge la vetta (1356m, 0.45 ore dalla sella). Questa sormontata da una croce e da una statuetta dedicata alla madonna,offre una vista circolare sulle valli dell&#8217;Arda e del Nure, sulle contorte forme delle anticime e sulle faggete che si estendono come un vasto mantello. È tranquillamente possibile raggiungere l&#8217;anticima Est (0.15 ore) le cui cupe rocce offrono un&#8217;ambiente suggestivo. La discesa si effettua sul versante Nord, incrociando il sentiero 901 si prende a sinistra con una decisa inversione di marcia, tra faggete e radure si torna alla sella tra il Menegosa ed il Lama scendendo poi a Teruzzi (1 ora circa dalla vetta).</p>
<h3>La mia escursione</h3>
<p>Per salire questa splendida montagna ho scelto come punto di partenza il minuscolo borgo di Teruzzi. <br />
 Parcheggiata l&#8217;auto nei pressi dell&#8217;altrettanto minuscolo cimitero,ho indossato le mie ormai anziane scarpe da trekking, legandole con cura e chiedendomi se non sia già il caso di cambiarle. In giro non c&#8217;è nessuno,tranne una signora che esce col suo cane dal cimitero chiedendosi probabilmente chi sono. Le porgo un cordiale &#8220;buongiorno&#8221;, lei cortesemente risponde e si allontana. Inizio a salire verso il paese cercando il segnavia bianco-rosso del CAI, lo vedo nascosto da frasche presso un fontana-abbeveratoio, quindi lo seguo. Non avendo con mè cartine escursionistiche del luogo spero che il segnavia ed il sentiero rimangano evidenti fino alla meta. L&#8217;aria del mattino è fresca e buona, il tempo sembra esserlo un pò meno, nonostante le previsioni positive il cielo è nuvoloso e non vedo segni di miglioramento. Adoro attraversare questi paesini che sanno donare un senso di pace e serenità nel loro tranquillo vivere. Mentre attraverso il paese non incontro nessuno. Alcune galline scorazzano nel loro pollaio ricavato in un boschetto, faranno uova e brodo buonissimi. Le case costruite sulle ofioliti, i campi, gli orti sanno di un passato vissuto con amore per la propria terra. La stupidità delle nostra epoca sembra lontana anni luce.</p>
<p>Arrivo alla fine del paese e sulla destra parte un sentiero piuttosto ripido che salgo allegramente. Nonostante il cielo nuvoloso mi sento bene ed in ottima forma, la curiosità che sempre mi spinge in luoghi che non conosco mi da animo e passione. Attraverso boschetti di faggio che si alternano a pendii aridi e sassosi cosparsi di ginepro, mentre le forme create dalle antiche lave e modellate dal tempo stimolano la fantasia. Una roccia in particolare mi ricorda la testa di un diavolo. In questo momento il silenzio è puro, nemmeno gli uccellini cantano ed una leggera pioggerellina non promette nulla di buono. Immagino per un attimo di essere un antico viaggiatore che in una giornata simile attraversasse questi luoghi, guardando le alte pareti rocciose avrei timore a salire la montagna,magari dimora di streghe, spiriti maligni o demoni. Il sentiero ben segnato mi porta ad una sella da cui si dipartono tre sentieri. Sulla sinistra si va verso il Monte di Lama, al centro verso il monte Santa Franca e a destra si sale al Menegosa. Naturalmente prendo a destra con andamento piuttosto sostenuto perchè il tempo sembra voglia peggiorare. Il sentiero roccioso e sbriciolato si alza rapidamente salendo una cresta, il vento comincia a farsi sentire. Dal piacentino oscure e basse nubi avanzano ed io comincio a dubitare di voler raggiungere la vetta.Se è pur vero che l&#8217;altezza modesta di questo monte non dovrebbe dare grossi problemi in caso di modesto maltempo,è anche vero che quando vado da solo sono sempre e comunque molto prudente. Se anche raggiungo la vetta ma fa freddo e non vedo nulla, cosa ci vado a fare? Dopo un quarto d&#8217;ora circa, alla fine del tratto ripido presso l&#8217;anticima, mi siedo, faccio qualche foto e cerco di capire cosa farà il tempo. Nel frattempo, guardo le due vette che compongono il monte (la più bassa è l&#8217;anticima Est) mi dico che in poco tempo potrei raggiungere una delle due. Poi guardo le basse nubi che si avvicinano e non mi decido.Lentamente avvolgono tutto ed il vento con il suo sibilo incute rispetto. La vetta più bassa mi attira con la sua forma ad altare, se fossi un uomo megalitico vi costruirei un luogo di culto e di sacrificio agli Dei.</p>
<p>Oggi indubbiamente in questo luogo le forze della natura sono Dei da rispettare. Decido allora di scendere. Il sentiero è ripido e sdrucciolevole ma non esposto, quindi mi accingo a raggiungerne la base,quando sento dei cani abbaiare e vedo un cacciatore salire. Poi si ferma, probablmente aspetta che arrivi la preda da impallinare. Si accorge di me, lo saluto ed aspetto che mi dia il consenso per passare. La pioggia aumenta e la preda non arriva, nel bosco i cani continuano ad abbaiare e si odono altre voci, ma nessuno sparo. Dopo un colloquio con i colleghi tramite ricetrasmittente il cacciatore mi dice che posso scendere, arrivo quindi nel bosco e mi fermo sotto un grande albero aspettando speranzoso che la pioggia cessi. E se non smettesse per niente? La mantella che mi protegge dall&#8217;acqua è un pò usurata e lascia passare qualche goccia,alcune iniziano a scendermi per il collo e mi fanno rabbrividire. I cacciatori nel frattempo sono spariti e la preda forse per oggi forse è salva. Starsene nel bosco sotto la pioggia è a suo modo affascinante, mi piace sentire il rumore delle goccie sulle foglie e vedere piccoli rivoli che si creano ovunque. Qui l&#8217;acqua venuta dal cielo è veramente una benedizione ed un inno alla vita, mentre noi uomini corriamo al riparo qui l&#8217;intero bosco sembra non aspettare altro. Poi come d&#8217;incanto la pioggia cessa. Io ho una fame tremenda ed i miei panini col salame mi chiamano. Allora mi siedo in una radura e li divoro, così imparano. Nel frattempo il cielo si apre e la carezza del sole mi fa tornare voglia di salire il Menegosa. Senza esitazione ricompongo il mio zaino svuotato per trovare i panini e riprendo velocemente il sentiero verso la vetta. Arrivato al punto precedente mi guardo intorno e vedo in cielo grandi squarci azzurri, perciò mi affretto fin che posso. Anche se la vetta più alta è vicina punto deciso sull&#8217;anticima Est che raggiungo in breve tempo. Qui c&#8217;è il sole.</p>
<p>Appoggio lo zaino sullo splendido prato e senza di esso per facili rocce raggiungo la croce sommitale dove lo sguardo è felice d&#8217;incontrare tanta bellezza. I giochi di luce tra sole e nubi rendono il paesaggio mistico. Una capra solitaria pascola incurante del bello o cattivo tempo. Se fossi un primitivo con arco e freccie sarebbe diventata la mia cena. Ma ciò che non rimprovero alla mia epoca è avermi dato la possibilità di starmene qui a contemplare i livelli più alti e nobili dell&#8217;animo umano. L&#8217;uomo nella propria storia ha sempre cercato di migliorare le proprie condizioni di vita,ma oggi ne è diventato schiavo. Il &#8220;benessere&#8221; può aiutare a donare libertà all&#8217;uomo, se solo non ne diventa il senso ultimo. Guardo il cielo, gli spazi azzurri si stanno richiudendo e grandi vapori vorticano veloci mescolati dal vento. Penso allora che sia meglio scendere, ho già avuto quello che cercavo. Quando arrivo ai margini del bosco la pioggia torna a farsi sentire ma io proseguo allegramente la mia discesa verso il paese. Al ritorno da ogni escursione sono sempre più leggero e sereno,i timori e le ansie della salita sono spariti lasciando posto allo sguardo incuriosito per i più piccoli particolari. Raccolgo bacche di ginepro, ottime in cucina. Attraverso il paese,ancora non vi è nessuno,la pioggia è rimasta tra i monti ed un venticello fresco mi porta i profumi del bosco che sanno di funghi appena raccolti. Arrivo alla mia auto e mentre mi cambio ascolto i rumori che arrivano dal silenzio. Un ruscello poco lontano,un pezzo di metallo che sbatte da qualche parte ed una bottiglia di plastica che cammina col vento. Oggi non sono stato in Patagonia e nemmeno in Himalaya, ma questi luoghi possono comunque riservarci belle emozioni se con lo spirito giusto riusciamo a viverli.</p>
<p><em>Giovanni Barigazzi</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Bagnara Calabra</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 17:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Bagnara è piazzata in una rocca peninsulare, e sporge splendidamente nelle acque al di là della baia di Palmi. Le rocce scoscese sono infinitamente maestose fra le due città, scendendo in punte di rocce perpendicolari, e se non fosse stato per l&#8217;assenza di case, la costa mi avrebbe fatto spesso ricordare Amalfi e Positano. Bagnara sorge dalle rive del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img src="http://www.itinerarieluoghi.it/area/i-vostri-itinerari/wp-content/uploads/2010/01/bagnara.jpg" alt="" width="350" height="466" /><p class="wp-caption-text">Foto di Domenico Gioffré</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>&#8220;<em>Bagnara è piazzata in una rocca peninsulare, e sporge splendidamente nelle acque al di là della baia di Palmi. Le rocce scoscese sono infinitamente maestose <span id="more-86"></span>fra le due città, scendendo in punte di rocce perpendicolari, e se non fosse stato per l&#8217;assenza di case, la costa mi avrebbe fatto spesso ricordare Amalfi e Positano. Bagnara sorge dalle rive del mare in un anfiteatro di case, coronata da un&#8217;alta roccia che è raggiunta dalle montagne sopra un castello e un acquedotto ed è senza dubbio una delle città di aspetto più imponente che noi abbiamo visto fino ad ora. Gli archi dell&#8217;acquedotto s&#8217;incrociano in un abisso nella rocca peninsulare dove è eretta, e mentre il castello adorna la posizione verso il mare, le rocce interne sono decorate con lucenti file di case, molte delle quali sono annidate proprio sotto la riva fra crepacci e burroni dove i precipizi sono dirottati. Una mezzaluna di sabbia fina si <span style="font-style: normal;"><em>estende ai piedi delle rocce, dando una calma e piacevole atmosfera a tutto il panorama&#8221;</em>.</span></em></p>
<p>Così Edward Lear nel 1847 descriveva la cittadina tirrenica in provincia di Reggio. Oggi Bagnara ha mantenuto intatta la sua bellezza, tanto da essere definita la perla del Tirreno assieme alla vicina Scilla. Bagnara, che ha dato i natali ai Florio, potente famiglia che trovò fortuna in Sicilia, e alla indimenticabile Mia Martini, oggi si presenta con delle bellezze paesaggistiche e monumentali di rara bellezza.</p>
<p>Le montagne coltivate a rasole che scendono a picco sul mare, i sentieri naturalistici che si inoltrano sull&#8217;Aspromonte o lungo le fiumare, il mare cristallino con le grotte delle Rondini e del Monaco, offrono uno spettacolo mozzafiato. Per non parlare delle bellezze artistiche, la chiesa del Carmine con il suo fasto barocco e il suo tesoro nascosto: l&#8217;icona della Madonna Eleusa, risalente al XII-XII secolo, scampata a incendi e terremoti, il Castello ducale Ruffo e la torre aragonese che dominano dall&#8217;alto il mare e lo stretto di Messina. Questa è Bagnara, con i suoi pescatori che cacciano all&#8217;antica maniera il pescespada, le Bagnarote, donne dalla forza mascolina che lavorano come e più degli uomini, i ceramisti con le loro botteghe dove si modellano vasi e opere in terracotta uniche nel loro genere. Bagnara è al centro della Costa Viola, il mare assume colori spettacolari al tramonto in estate. Gli spostamenti verso Scilla e Reggio sono ottimi e comodissimi. Un luogo da visitare e da vivere assolutamente.</p>
<p><em>Domenico Gioffré</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Viaggio in Cornovaglia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 09:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[Auto]]></category>

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		<description><![CDATA[
Attirati da un vecchio articolo di “Itinerari e luoghi” e ispirati dalle pagine di Daphne du Maurier, Jane Austen e delle sorelle Brontë, con un paio di settimane di vacanza a disposizione, abbiamo deciso di utilizzare i punti del programma fedeltà della British Airlines per un volo a Londra, come partenza per una visita alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class=" " src="http://www.itinerarieluoghi.it/area/i-vostri-itinerari/wp-content/uploads/2010/01/cornovagliafrid.jpg" alt="" width="450" height="337" /><p class="wp-caption-text">Foto di Valentina Botturi</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div>Attirati da un vecchio articolo di “Itinerari e luoghi” e ispirati dalle pagine di Daphne du Maurier, Jane Austen e delle sorelle Brontë, con un paio di settimane di vacanza a disposizione, abbiamo deciso di utilizzare i punti del programma fedeltà della British Airlines per un volo a Londra, come partenza per una visita alla Cornovaglia.<span id="more-82"></span> Arrivare a Londra in aereo è ormai facile ed anche economico,con le tante compagnie low cost che gravitano sui suoi vari aeroporti, ma certo Heathrow è molto comodo, pur dando per scontata la confusione e i probabili ritardi di quello scalo; già un’occhiata ai vari terminal è una esperienza che ti mette a contatto con l’enorme quantità di persone di tutte le razze che gravita su Londra. La nostra meta è la Cornovaglia, ma non vogliamo farci sfuggire anche gli aspetti più interessanti dell’Inghilterra storica più tradizionale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ecco che, appena noleggiata l’auto (la guida “dalla parte sbagliata della strada” è una sfida che si può accettare,e dopo poco ci si abitua, …quasi. Una dose aumentata di prudenza può compensare la differenza) e individuata la direzione, il castello di Windsor ci impone una fermata. Una rapida visita, e il confronto con l’impressione ricavata da una recente visita alle dimore imperiali di San Pietroburgo, ci  conferma nell’impressione che, se da un lato l’Impero Britannico ha consentito alla casa regnante inglese grandi ricchezze e i tesori che si possono osservare lì, dall’altro la lunga storia di democrazia del Regno Unito ha probabilmente evitato che si raggiungessero le vette di esagerata opulenza basata probabilmente sui secoli di sfruttamento delle popolazioni russe.</div>
<div>Facciamo tappa ad Oxford, e i collegi che visitiamo ci mostrano  la realtà a cui la saga di Harry Potter è ispirata: certamente la sua storia magica non potrebbe svolgersi in un altro paese, con radici nel passato meno forti. Di Oxford si apprezza però anche il piacere delle passeggiate, delle librerie e della visita all’orto botanico, da dove si gode anche di uno scorcio sul Tamigi e sui barcaioli col punt.</div>
<div>Il B&amp;B in cui alloggiamo è un poco fuori città, ma i mezzi pubblici ci consentono di raggiungerlo senza problemi e di apprezzare l’aiuto del guidatore-controllore che, avendo notato  dove eravamo saliti, al ritorno ci fa scendere alla fermata giusta.</div>
<div>Il giorno successivo siamo a Stratford upon Avon, con la visita doverosa alle numerose dimore della famiglia di Shakespeare. Ripartiti da qui, non ci facciamo mancare la visita al castello di Warwick, per avere un’idea dell’Inghilterra medioevale. Le animazioni che fanno di questo castello quasi un parco a tema e le ricostruzioni d’ambiente delle dimore shakespeariane ci fanno riflettere sull’abilità che gli inglesi hanno di utilizzare i monumenti, pregevoli di per sé, trasformandoli in vere e proprie attrazioni per turisti; qualche volta comunque si rimpiange l’aria di abbandono e il sentimento di scoperta che si ha visitando siti senza  questo grado di organizzazione. Tralasciando i vari castelli, dimore gentilizie ed anche Stonhenge che abbiamo visto lungo la strada ( ahimè, qui realmente i turisti guastano l’atmosfera di magia che si dovrebbe percepire), arriviamo finalmente alla meta del nostro viaggio: la Cornovaglia!</div>
<div>Facciamo base a St.Yves, che è un sito privilegiato per osservare le scogliere della punta estrema, ma da lì si possono raggiungere anche le altre attrattive della zona:  i giardini quasi tropicali, inaspettati in questa zona, il museo della cultura locale di Zennor, con la sua cappella nel cimitero con i cuscini ricamati dalle famiglie del luogo, l’atmosfera in bilico fra ambiente artistico e attività di pesca del paese. Ma è il paesaggio della costa che soprattutto ci attira: fermarci qualche giorno ci consente di apprezzarne vari aspetti: da quello malinconico o drammatico a seconda dell’intensità del tempo cattivo a quello quasi mediterraneo che assume con il sole. Il famoso tempo inglese con i suoi mutamenti rapidi e continui ci fa passare da un’atmosfera ad un’altra nel giro di poche ore. Percorrendo in macchina la strada costiera è facile fermarsi e trovare sentieri che ti conducono al mare o sugli scogli passando accanto a muretti a secco o a siepi di cespugli quali in Italia ormai le coltivazioni intensive hanno cancellato.</div>
<div>Ci siamo comunque riservato qualche giorno anche per il viaggio di ritorno e ciò ci consente di apprezzare i campi di erica con i cavalli selvatici ,   i fiumi impetuosi e limpidissimi del Dartmoor National Park e la New Forest, da cui ci si aspetta di veder sbucare da un momento all’altro Robin Hood. Qui, con un contrasto di per sé intrigante, ci ha colpito il Museo delle auto antiche di Beaulieu che colpisce anche chi di tecnica non si interessa per il fascino innegabile che sprigiona da queste antiche vetture.</div>
<p><em>Valentina Botturi</em></p>
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		<title>Bosco di Sant&#8217;Antonio a Pescocostanzo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 09:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ciaspole]]></category>

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Non è certo una scoperta originale,visto che si tratta di una meta turistica registrata su tutti gli annuari, ma la scoperta del Bosco di S.Antonio, vicino a Pescocostanzo, d’inverno, per una passeggiata con le racchette ai piedi, è stata una esperienza così piacevole che merita senz’altro di essere raccomandata, oltre che raccontata. Sarà stata la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.itinerarieluoghi.it/area/i-vostri-itinerari/wp-content/uploads/2010/01/abruzzofrid.jpg" alt="" width="300" height="400" /><p class="wp-caption-text">Foto di Alberto Morini</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Non è certo una scoperta originale,visto che si tratta di una meta turistica registrata su tutti gli annuari, ma la scoperta del Bosco di S.Antonio, vicino a Pescocostanzo, d’inverno, per una passeggiata con le racchette ai piedi, è stata una esperienza così piacevole che merita senz’altro di essere raccomandata, oltre che raccontata<span id="more-78"></span>. Sarà stata la giornata eccezionalmente limpida, sarà stata la neve abbondantissima recentemente caduta, ma la neve sui rami di faggi maestosi come è difficile immaginare, in boschi in cui la luce gioca in una maniera tutta diversa da quella dei boschi di conifere delle Alpi a cui siamo più abituati, suscita un senso di stupore che fa rivivere l’esperienza dei bambini che vedono la neve per la prima volta. Camminare con le racchette, lontano dalla pista degli sciatori di fondo che una volta tanto non invidiamo, imprimere le nostre orme nella neve incontaminata ci fa sentire come se quel luogo fatato fosse tutto nostro e veramente facciamo fatica, alla fine della giornata troppo corta, a riprendere l’auto. La visita alla vicina Pescocostanzo, cinquecentesca cittadina la signorilità delle cui case, inaspettata in quei luoghi che un tempo dovevano realmente essere difficili da raggiungere e che ritenevamo poveri, ci suggerisce che “Abruzzo forte e gentile” non è solo un’immagine letteraria ma deve avere davvero un riscontro con la realtà. In ogni caso restiamo con il desiderio di tornare in altre stagioni, per percorrere i sentieri della Maiella a piedi o a cavallo, come abbiamo visto essere possibile, per seguire le vie della transumanza da una chiesetta all’altra, organizzate per consentire la sosta notturna alle greggi e ai loro pastori o per scoprire una fauna che si intuisce ancora ricca.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><em>Alberto Morini</em></p>
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		<title>Appunti sull&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
		<category><![CDATA[Safari]]></category>

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		<description><![CDATA[Apriamo la sezione &#8220;I Vostri Itinerari&#8221; con il contributo di Marzio (e Anna) Innocenzi, abbonato vincitore del concorso VinciViaggi 2008, che racconta del suo viaggio-premio organizzato da African Explorer.
Per la prima volta ci siamo avvicinati all&#8217;Africa e lo abbiamo fatto con molta titubanza;non avevamo idea della presa che può avere tale continente, anzi una piccola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Apriamo la sezione &#8220;I Vostri Itinerari&#8221; con il contributo di Marzio (e Anna) Innocenzi, abbonato vincitore del concorso VinciViaggi 2008, che racconta del suo viaggio-premio organizzato da African Explorer.</em></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 502px"><img src="http://www.itinerarieluoghi.it/wp-content/uploads/HPIM2791.jpg" alt="" width="492" height="371" /><p class="wp-caption-text">foto di Marzio Innocenzi</p></div>
<p>Per la prima volta ci siamo avvicinati all&#8217;Africa e lo abbiamo fatto con molta titubanza;non avevamo idea della presa che può avere tale continente, anzi una piccola parte di un  mondo tanto diverso. La scelta era caduta sul Kenya <span id="more-35"></span>perché forse poteva ancora dare un&#8217;idea dell&#8217;immaginario collettivo sull&#8217;Africa, ma ignoravamo fino a che punto. Il timore di trovarsi in mezzo a ricostruzioni ad uso turistico si è dissolto quando ci siamo resi conto della differenza abissale tra la modernità dei lodges, dei loro spazi attrezzati con bar, ristoranti, piscine e giardini curatissimi e la antica, povera e pacata vita realmente vissuta ancora da popolazioni che pur sfiorate da culture e possibilità economiche abissalmente diverse, continuano  nelle loro tradizioni. I Masai, che sono solo una delle circa settanta etnie presenti in Kenya, anche se la più famosa, vivono veramente nelle antiche capanne fatte di rami intrecciati e intonacati con fango e sterco secchi. Hanno ancora i villaggi circondati da barricate di rami spinosi, perché i predatori  selvaggi ci sono e le piante che forniscono medicinali sono scortecciate ancora oggi alla ricerca di principi curativi. Ci concedono di entrare nelle loro case di pochi metri quadrati, basse, buie e fumose perché sono gioviali e perché questo serve a chiedere un contributo in denaro per poter fare un pozzo o per acquistare quaderni e penne per i loro figli: sono contrari alla scuola, ma  hanno compreso la necessità di non tagliare fuori dal mondo i figli e far loro imparare l&#8217;inglese, seconda lingua del mondo, dopo lo Swahili. E il loro è un vivere signorile rispetto a quello intravisto e intuito nei miseri villaggi fatti di bandoni vecchi, tavole di legno buone forse solo per far fuoco, abitati da persone che si avvicinano alla vita della civiltà ma non la possiedono, di rivendite all&#8217;aperto di bibite, di cipolle, di pannocchie di granturco cotte al fuoco di sterpi in buche fatte sul ciglio delle strade, di abiti usati, di frutta, di lapidi tombali e accessori di seconda mano per bagni che forse nessuno possiede.</p>
<p>Gli animali, dalle miti gazzelle ai più ombrosi rinoceronti neri, gli altri dei Big Five, gli ippopotami e le aquile, le giraffe, i facoceri, gli struzzi, gli avvoltoi, le zebre e gli gnu vivono in sconfinate zone lontane dal caos degli abitati e non fanno caso ai numerosi  fuoristrada che si fermano a pochi metri, pieni di turisti. Nessuno fa inutile rumore e nessuno si azzarda a interferire di più su questa natura, di cui si può percepire contemporaneamente la nostra attuale estraneità e la ancestrale provenienza.</p>
<p>La guida, un simpatico keniota con conoscenze di etologia e usi locali, a suo agio nelle strade appena accennate delle immense riserve e nel turbolento traffico di Nairobi, comandato dall&#8217;intraprendenza e dalla fretta degli autisti di pulmini stracarichi di gente più che da pochi semafori spenti o da molti vigili poco attenti alla circolazione, ci spiegò che non c&#8217;è una attività di controllo e di contenimento delle popolazioni animali (salvo che per quelli più pericolosi) per cui queste aumentano o diminuiscono esclusivamente in base alla predazione o alla presenza di cibo; in effetti molti erbivori in ottobre, con la vegetazione secca, non erano molto in forma.</p>
<p>Inappagabile è stato osservare da pochi metri i leopardi che mangiavano tranquillamente un gazzella appena presa o gli elefanti che si divertivano nel fango di grosse pozze o la mamma ippopotamo che spingeva delicatamente un piccolo fuori dall&#8217;acqua o la leonessa che faceva le pulizie come il gatto di casa. In nessun altro ambiente ci può essere tanta naturalezza di gesti come in quelle lande desolate ma vive, dove con il buio ( il sunset ci coglieva sempre sulla strada del ritorno) gli animali ritornano padroni assoluti e indisturbati.</p>
<p>Chissà  se questo è un poco di mal d&#8217;Africa.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><em>Marzio e Anna Innocenzi</em></p>
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		<title>Terzo Alpe di Canzo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Itinerari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>

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Un giretto in montagna tra massi erratici ed i classici dolci suoni di uccellini e acqua che scorre tra le rocce?  In un&#8217;oretta da Milano si può raggiungere Canzo, un paese tranquillo, conosciuto anche per specialità culinarie (da non perdere le &#8220;Noccioline di Canzo&#8221;), con la splendida passeggiata che porta al 3°Alpe e Corni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 502px"><img src="http://www.itinerarieluoghi.it/area/i-vostri-itinerari/wp-content/uploads/2009/11/alpcanzo.jpg" alt="" width="492" height="281" /><p class="wp-caption-text">foto di Giorgio Maitti</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Un giretto in montagna tra massi erratici ed i classici dolci suoni di uccellini e acqua che scorre tra le rocce?  In un&#8217;oretta da Milano si può raggiungere Canzo<span id="more-68"></span>, un paese tranquillo, conosciuto anche per specialità culinarie (da non perdere le &#8220;Noccioline di Canzo&#8221;), con la splendida passeggiata che porta al 3°Alpe e Corni.  Un percorso su una comoda carrareccia, tranquillo, senza auto (sono poche quelle autorizzate a passare) con una camminata di poco più di un oretta si raggiunge il  rifugio del 3° alpe, dove si può degustare i nostri piatti tipici e riposarsi sui tavoli o prati per affrontare la discesa con tutta comodità.   Se si sceglie di passare una giornata durante il weekend, consiglio di partire molto presto, il parcheggio a Gajum sono pochissimi ed in paese non sono molti, chiedere per  la chiesa di San Francesco; a volte la strada viene interdetta al traffico proprio in questo punto, dove poi bisogna proseguire a piedi.</p>
<p><em> Zorzi</em></p>
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