Campania – Positano
Il covo del Genio
di Enrico CaraccioloIn una terra aspra e verticale, tra cielo e mare, Positano asseconda la severità della natura e crea un luogo unico per coccolare vizi e virtù dell’uomo nel segno della leggerezza e del movimento.
(dal numero 165 di Itinerari e luoghi, febbraio 2007)

UNA PERLA NEL BORGO Il centro di Positano circonda l'incantevole Spiaggia Grande.
La strada della Costiera Amalfitana fa acrobazie per guadagnare spazi improbabili fra cielo e mare. Il muro di roccia calcarea dei Monti Lattari precipita nel blu e Positano trasforma in armonia la drammaticità, in ospitalità l’inospitalità di questo luogo dalle prospettive e dalle geometrie che non conoscono la dimensione dell’orizzontalità. Curve, scale, balconi e terrazze, rocce, mare e cielo. Si guarda in alto o in basso, anche le ombre sembrano precipitare. Positano è movimento, in tutti i sensi; una sorta di caos di vitalità, di positiva inquietudine che genera creatività. E quando spazio e tempo si fermano Positano regala angoli e momenti di un romanticismo struggente. Gente che arriva e gente che parte, sempre. Nessun luogo come questo è legato al sentimento di chi lo vive. “Luce, profumo, ombra discreta, dolce al tramonto, notte incantata, scalinatella, musica d’amore, gioia d’essere vivi, gratitudine profonda per l’esistenza della Bellezza. Questo sei per me, Positano mia” annota Renato Scarpa, scrittore. Mentre Gerardo D’Andrea, regista, definisce Positano “Un luogo della mente che ciascuno può modificare e rendere importante come vuole, significativo. Se c’è la sintonia si trova la perfetta felicità. Come può succedere alla spiaggetta di Laurito dove farsi battezzare dalla sorgente di acqua minerale per poi berla freschissima”. Già, è proprio così. Positano è di tutti, ha la consistenza di un sogno. Materialmente aggrappata alla roccia è una storia diversa per ogni persona. Approdi e partenze dunque. E la gente di Positano che fa? Anticamente si muoveva, navigava, partiva e tornava dal mondo arabo con tante idee. Prima di conoscere quel mondo le linee erano rette, dopo si sono trasformate in volte. Quei lunghi viaggi hanno regalato alla gente della Costiera brillantezza e velocità di pensiero. Ma siccome è l’eccezione a confermare la regola, Luca Vespoli, scrittore, osserva che “A Positano esiste una categoria di persone che amano vivere in contemplazione, senza far niente, quasi vegetando. L’unica occupazione è quella di criticare o di affibbiare i cosiddetti soprannomi. Almeno fino agli anni Sessanta una lettera poteva giungere a Positano senza indirizzo, ma con la semplice indicazione del soprannome”.
Moda Positano
Dunque Positano come un’anima inquieta, una mente in continuo movimento, uno spirito geniale e creativo. Su questi presupposti nasce il marchio tanto autentico quanto mai registrato della Moda Positano. Forse il primo testimone della moda positanese fu il pittore inglese John Ruskin, in occasione del suo Grand Tour che il 7 marzo del 1847 annotava sul suo diario di viaggio questi appunti: “Incontro una ragazza sorridente di quattordici o quindici anni, una perfetta ninfa del mare. Abito peculiare: un fazzoletto obliquo sul petto, vivace nel colore, corsetto aperto, sottane corte e grandi sandali ai piedi”. A cavallo tra ’800 e ’900 fu l’epoca del canovaccio, ovvero la tela di iuta usata per fare i sacchi; poi con la malattia dei bachi da seta, l’industrializzazione del canovaccio e il trasferimento altrove delle Suore Vincenziane che avevano trasmesso alle ragazze del posto l’arte del merletto a tombolo, tutto sembrava sfiorire. La svolta geniale nell’estate del ’59: Positano è la prima località italiana ad importare e imporre il bikini infrangendo la rigida e sofferente moralità dell’epoca. Esibire il due pezzi fu un gesto forte seguito da abiti semplici e audaci. Positano capitale della provocazione come scrive Franco Escoffier: “Pedofilia, omosessualità insinuante o rustica, un’innocenza licenziosa e una naturale impunità furono il marchio di pazzia di Positano… il tutto componeva quel raffinato metodo del vivere dal quale si produsse “l’eleganza” inconfondibile del vestire a Positano”. Tra parei colorati, sandali, costumi e prendisole, “straccetti luminosissimi, disegnatissimi, tagliati magistralmente, vestirsi d’estate a Positano significava introdursi in una casta e assumerne d’incanto gli atteggiamenti deliranti della pazzia come deliberata scelta”. Oggi di quelle “pazze” pezze colorate rimane una frivola, delicata, allegra, semplice, elegante leggerezza. Bianca o colorata è una leggerezza che danza nel vento come un ricamo.
O come Rudolf Nureyev che alla fine degli anni ’80 aveva scelto il mare di Positano come luogo dell’anima. Li Galli, ovvero le Sirene di Ulisse pietrificate nella leggenda di Omero, furono la sua casa. Ha vissuto qui col suo cane Ciccio e, guarda caso, San Vito, patrono di Positano è il protettore di ballerini e cani. Prima di lui Leonide Massine, coreografo e ballerino russo, aveva acquistato nel 1925 lo scoglio di Ulisse per 11.000 lire. Positano, il suo mare e Li Galli furono l’ultima grande passione del più grande ballerino del mondo, rapito da forti inquietudini, sempre in fuga da se stesso e dagli altri, sulle onde di un istinto romantico, tragico e avventuroso. Il tartaro volante, sentimentalmente vorace e prepotente, costituisce l’icona plastica della Costiera e di Positano. Leggera e in continuo movimento.
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L’itinerario
Suggerire un itinerario dettagliato nel cuore di Positano significa “violentare” la fantasia, l’intuito e la curiosità di chiunque decida di scoprire il borgo aggrappato alla Costiera Amalfitana. Esistono traiettorie lineari che seguono le strade e traiettorie imprevedibili che si “perdono” dietro a vicoletti e scalinate. Perdersi e ritrovarsi potrebbe essere lo slogan di una passeggiata nel borgo dove si può tornare dieci volte e percorrere istintivamente dieci rotte diverse. L’itinerario descritto segue una traiettoria sicura, ve lo suggeriamo nella speranza che vi perdiate presto. Prima o poi arriverete al mare…
Punto di partenza: Ufficio Postale in Via Guglielmo Marconi (S.S. 163)
Punto di arrivo: Spiaggia del Fornillo
Distanza: circa 2 km
Tipo di strada: solo curve, gradini a volontà (se si vuole)
Durata: da 20 minuti a 10 ore
Difficoltà: impossibile seguire una direzione logica
Dislivello: tutto in discesa ma, stranamente, vi ritroverete a salire molte scale.
Note: Flavio Gioia, presunto inventore della bussola (non è vero, l’hanno inventata i cinesi molti millenni prima) era di Positano: ebbene dimenticatela, qui anche se perdete la rotta non serve.
Arrivando dalla S.S. 163 della Costiera Amalfitana la prima cosa da non fare è comprare peperoncini e limoni delle bancarelle sulla strada: sono bellissime e colorate ma se decidete di acquistare trasformatevi subito in mercanti arabi pronti a contrattare per ore, pena il trattamento da turisti giapponesi. Dunque, un’occhiata piena di colore e via. Parcheggiata l’auto (fatelo prima possibile) raggiungete l’Ufficio Postale, proposta di inizio del viaggio positanese. Anziché scendere, partite subito al contrario, appena pochi metri fino all’inizio, sulla sinistra, di Via Scalinatella, forse quella che ispirò il paroliere Enzo Bonagura e il musicista Giuseppe Cioffi e che vide la mirabile interpretazione di Roberto Murolo: Scalinatella longa longa longa longa, strettulella, strettulella, addò sta chella nnamuratella? Nun sponta ancora… zuc zuc zuc zuc: zucculillo zucculillo pe’ sta viarella scarrupatella… Scalinatella saglie ‘ncielo o scinne a mare cercammélla cercammélla, portame a chella sciaguratella! Chella s’è nnammurata ‘e ‘nu pittore ca pitta Capri e parla furastiero… e j porto ‘mpietto ‘nu dulore e core e sento ca m’accide stu penziero!… (Scalinatella lunga lunga, stretta stretta, dov’è quella innammorata? Non appare ancora… zuc zuc… zoccolino per questa viuzza un po’ “sgarrupata”. Scalinatella sali in cielo o scendi a mare ma cercamela, portami quella sciagurata! Si è innamorata di un pittore che “pitta” Capri e parla straniero e io sento in petto un dolore di cuore e sento questo pensiero che mi fa star male…). Fine della musica, ora si torna all’Ufficio Postale e si scende per Via Pasitea: molte scalinatelle vi stuzzicheranno… ma state “on the road” fino al Bar De Martino a Punta Reginella. Cappuccino e cornetto in questo bar dove si ferma regolarmente gente qualunque, play boy d’annata, intellettuali e artisti come faceva il pittore cubista albanese Ibrahim Kodra, allievo di Chagal e Picasso; De Martino non è solo un bar ma un efficientissimo ufficio informazioni, senz’altro più frizzante e saporito di quello istituzionale.
Via Pasitea continua a srotolarsi tra botteghe e boutique. Non distanti da qui le cucine di Vincenzo e del Caffè Positano: l’odore di melanzane arriva dalla prima (polpettine indimenticabili); entrambi sono mete ideali quando il cornetto del Bar De Martino ha lasciato vuoto lo stomaco. Ora è il momento dello shopping. Tentare di resistere vi porterà solo frustrazione e malumore. Una “pezza” di Positano sarà sempre sinonimo di leggerezza e al giorno d’oggi ne abbiamo bisogno. Top in Moda, al numero 128 compone veri e propri puzzle di pezza colorata arricchita con ricami; se poi volete illuminarvi fate un pensierino al top ricamato e impreziosito da luminosi pezzettini di cristallo. Lo Scrigno di Brunella sa di naturale: qui è bello toccare e provare camice e pantaloni larghi, freschi, comodi, meravigliosi perché capaci di nascondere imperfezioni del vostro fisico perfetto. E se non trovate qui vi fermerete da Blitz dove tutto è bianco e fresco, elegante e semplice. A questo punto avrete dimenticato chi siete, dove vivete, cosa fate e vi sentirete sempre più indossatori e indossatrici, in pratica sempre più belli. Questo fa bene all’autostima. Dunque si continua. Ricchezza e appariscenza all’Antica Sartoria dove le idee di Giacomo Cinque hanno fatto diventare dive normalissime signore che si vedono abitualmente in TV con ricami fatti a mano, cappelloni, borse di paglia, bikini infarciti di turchesi o coralli. Via Pasitea sta per finire ma per continuare a ubriacarsi di colore vi consigliamo di sognare la vostra cucina e la vostra casa con i piatti e i vasi di ceramica di Umberto Carro, mago del colore mediterraneo, niente a che vedere con le ceramiche artistiche “sempre le stesse”. Prezzi come la qualità. Poi è il momento di Maria Lampo, tappa obbligata. Non passare da lei sarebbe più grave che passare per Roma senza pensare al Papa. Maria è un’istituzione, i suoi manichini sono solo da lei, le sue bandane, i costumi, i vestiti hanno Positano nel cuore: vi mostrerà la foto con Dustin Hoffman che al suo fianco sembra un omino qualunque. La sua storia è nota: ancora giovinetta Maria creò in sole due ore (forse anche meno) un pantalone a un cliente che spontaneamente le disse: “Maria sei un lampo!”.
In Piazza dei Mulini le creazioni di Mary esplodono di colore in mezzo alla strada e strizzano l’occhio ai bambini. Qui comincia Via dei Mulini. A questo punto il cornetto del Bar De Martino sarà un ricordo e per prevenire crisi ipoglicemiche anche il vostro medico di famiglia vi consiglierebbe un ricovero preventivo alla Zagara: se si esclude la sobrietà di granite e caffè il resto è sfacciatamente sensuale e provocante, dal Babà con panna e fragoline alla “terribile” Delizia al limone. Storditi dagli zuccheri il viaggio prosegue nella tempesta floreale di Louise, l’unica boutique che fa invidia ai giardini botanici: gentilezza e delicatezza della signora Luisa Barba vi convinceranno che vestirsi a fiori “rende migliori” nell’anima.
La Spiaggia Grande non è lontana. Si passa davanti alla Chiesa Madre e al vicino Ufficio di Informazioni Turistiche, poi si scende in Via del Saracino dove Carmine Todisco fa sandali su misura; lui è sempre lì fuori (la bottega è troppo piccola…) immerso nella sua tranquillità a creare sandali: ordinate e avrete in giornata. Ora il percorso si fa difficile: Via del Saracino è un passaggio stretto tra pezze e costumi, una sorta di “parto” prima di veder la luce di cielo, mare e spiaggia. In Via del Saracino si trova Celentano, edicola e libreria minuscola dove si trova tutto: quotidiani, periodici, cartoline ma soprattutto Positano di John Steinbeck: si legge tutto d’un fiato, magari sulla Spiaggia Grande al suono della risacca. Due must positanesi sono un gelato o un caffè alla Buca di Bacco e un salto da Safari, altra bottega dove occhi e naso vedono e sentono solo sandali. Ultima tappa è la Spiaggia del Fornillo dove un paio di millenni or sono un forno preparava giornalmente il pane a Tiberio, l’imperatore romano che viveva a Capri ma non si fidava di nessuno, neanche del panettiere. Per decenza, vista la vicinanza con La Zagara, non era stato menzionato Delicatessen in Via dei Mulini. Sulla via del ritorno, oppure domani, non dimenticate un pranzetto al sacco con i latticini e le prelibatezze della Costiera che si possono acquistare in questo spaccio-alimentari.
Il Sentiero degli Dei
Benvenuti sul sentiero più spettacolare della Costiera Amalfitana lungo il braccio di roccia dei Monti Lattari che separa i golfi di Napoli e Salerno. La camminata regala indimenticabili panorami sulla Costiera e il sentiero che dall’altopiano di Agerola-Bomerano raggiunge Positano va a scoprire la Penisola più impervia e selvaggia. Rocce aspre ed imponenti separano Amalfi e Positano ma il Sentiero degli Dei (vedi Itinerari Trekking 1996) fa miracoli e ciò che sembrerebbe impossibile osservando la penisola diventa una facile passeggiata. Si parte dalla frazione di Bomerano, nei pressi della chiesa e l’ammaraggio verso Positano avviene discendendo circa 1300 scalini. Dopo circa 7 km e 4 ore di piacevole ed emozionante camminata. Il trekking giornaliero è effettuabile tutto l’anno con preferenza per le stagioni intermedie, primavera e autunno. Meno gradevole in piena estate per il caldo.
Avvertenze ed equipaggiamento: il tracciato, pur offrendo panorami mozzafiato, non presenta difficoltà tecniche. Nel caso di percorso in linea Bomerano-Positano è indispensabile organizzare bene l’arrivo al punto di partenza e il proseguimento con mezzi pubblici (partendo dalla Costiera si raggiunge il punto di partenza da Amalfi con i bus della SITA, tel. 089.871016; anche Positano è collegata con bus ad Amalfi e gli altri paesi della costa). E’ consigliabile effettuare la passeggiata con scarponcini da trekking.
Info e contatti
Club Alpino Italiano di Cava de’ Tirreni (Sa), Via Mazzini 6; tel. 089.9345186.
Indirizzi utili
Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, Via del Saracino 4; www.aziendaturismopositano.it: materiale informativo e notizie sugli eventi.














































