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Il paese del Lego

di Enrico Caracciolo

Viaggio fantastico tra i mattoncini colorati più famosi del mondo, nel parco storico di Billund che ha appena compiuto 40 anni. Da Legoland il percorso prosegue alla volta di Aarhus, città che racconta il passato e il futuro della vita in Danimarca.

(dal numero 193 di Itinerari e luoghi, agosto 2009)


CITTÀ FINTE E CITTÀ VERE Copenaghen in miniatura a Miniland, nel parco di Legoland

58 milioni di persone fanno l’Italia. 58 milioni di mattoncini di Lego fanno Legoland, il parco dedicato a uno dei giochi più semplici e belli del mondo. Se, per ipotesi, si smontasse e si costruisse un serpente con i suoi mattoncini, da Billund, nel cuore dello Jutland, si arriverebbe a Verona (1.476 km). Per i più audaci e pretenziosi, mettendo 40 miliardi di mattoncini uno sull’altro si potrebbe arrivare sulla Luna.
Numeri e fantasie a parte la città del Lego sintetizza l’infanzia di tante generazioni che hanno creato, costruito, giocato, smontato e rimontato costruzioni sempre nuove e diverse. Anche oggi, nella cultura dell’hi-tech i mattoncini rimangono sempre attualissimi. Basta questo per sognare un viaggio a Billund, città danese che deve la sua notorietà al fenomeno dei mattoncini. In realtà esistono altre tre Legoland: a Windsor in Inghilterra, vicino a San Diego in California e in Germania nei pressi di Ulm. Ma Billund è la storia perché il fenomeno Lego è nato qui. E così eccoci in volo verso lo Jutland: Mattia, Elsa e Jacopo sono felicissimi, io di più perché il Lego, insieme alla bicicletta, è stato “il” gioco della mia vita.

L’invenzione di un falegname
Il padre dei mattoncini si chiama Ole Kirk Christiansen, falegname in Billund dal 1916, specializzato nella costruzione di abitazioni e arredi interni per le fattorie della zona. La grande depressione del 1929 ebbe conseguenze pesanti anche sul suo lavoro e allora l’ingegnoso falegname cominciò a costruire miniature dei suoi prodotti anche per velocizzare il processo di progettazione.
Ma questa idea non portò particolari risultati perché la condizione economica delle famiglie dell’epoca non consentiva spese per giocattoli. Il falegname di Billund insistette e nel 1934 si inventò per i suoi giocattoli componibili il nome Lego ispirandosi al danese “leg godt” che significa “gioca bene”. E per giocare meglio Ole Kirk Christiansen inventò i famosi mattoncini in plastica componibili nel 1947, che solo nel 1958 diventarono come li vediamo oggi. Per ironia della sorte il falegname di Billund morì proprio nel 1958, come se avesse deciso di abbandonare questo mondo solo alla fine della sua missione, lasciando le sue creature nelle mani e nella cura del figlio Godtfred.
Da quel momento il successo del Lego è stata un’ascesa senza sosta. 
I mattoncini infatti oggi sono famosi in tutto il mondo per un semplice motivo: sono facili da utilizzare e permettono di liberare una grande creatività. Il 7 giugno 1968 nasce Legoland a Billund, con la riproduzione di città in miniatura costruite con i mattoncini. Il primo anno il parco ha ospitato 625.000 visitatori. A oggi i turisti che sono passati per Legoland sono ben 44 milioni!
I mattoncini resistono e convivono bene con l’evoluzione tecnologica che ha coinvolto il mondo dei giochi. Rappresentano la manualità e la fantasia senza affidare niente al mondo virtuale. La tecnologia si sposa con il Lego nel teatro di Lego Studios dove lo spettacolo in 4D racconta le avventure di “Bob the Builder” con effetti speciali di matrice hollywoodiana.
A differenza di altri parchi divertimento a Legoland non accade che gli adulti diventano bambini. L’età si perde tra milioni di mattoncini colorati e si scopre che giocare col Lego è un’attività che piace anche a chi ha i capelli bianchi. E che dire dello shopping a tema? Comprare mattoncini a peso è un bel divertimento e a ben vedere tasche e zainetti dei viaggiatori in partenza dall’aeroporto di Billund testimoniano spese ingenti. Non c’è dubbio che tornare a casa con una scorta di mattoncini e pezzi acquistati a Billund, dove è nato Ole Kirk Christiansen, fa un certo effetto. Il falegname di Billund non sarà stato certamente Hans Christian Andersen ma la sua favola e la sua invenzione sono molto belle. E soprattutto ha regalato a milioni di persone momenti di creatività nel segno dello “zen e l’arte di costruire storie di Lego”.
Il viaggio prosegue nel segno dell’arte e del senso del bello raggiungendo Aarhus, seconda città danese, dal cuore pulsante e vitale. In questa città tutto sembra ispirarsi alla magia di un design essenziale e unico, capace di raccontare la trasparente e lucente anima nordica: dall’architettura contemporanea all’artigianato, dalle tradizioni e dai mutevoli trend di una società giovane nello spirito, lo spazio si dilata creando le condizioni per sentirsi a proprio agio nella percezione di una città mai banale e quasi ovunque accattivante. Den Gamle By, ovvero “La Città Vecchia” è molto di più che un museo. Grazie a una sapiente ricostruzione di oltre 75 edifici provenienti da varie zone della Danimarca, si respira l’atmosfera della vita locale su uno sfondo di circa 5 secoli: botteghe e taverne, una farmacia, una scuola e un bellissimo museo del giocattolo, un ufficio postale e una pasticceria. Tutto ha un cuore antico ma in molti di questi locali, ad esempio nella farmacia, la vita è quella di oggi.

L’invenzione di un falegname
Dalle pareti a graticcio si passa alle forme audaci dell’ARoS dove tutto si racconta con l’armonia di una splendida architettura contemporanea. 
In questi ambienti sono ospitate opere dell’epoca aurea dell’arte danese (1770-1900 e del Modernismo (1900-1960). Dalle forme statiche si passa al respiro dinamico della città che sembra assorbire tutta la brillante energia dei 40.000 studenti che muovono animi e umori di Aarhus. Ogni angolo sembra quello buono per sedersi a un cafè e, a seconda delle condizioni meteorologiche, riscaldarsi o rinfrescarsi con le giuste bevande. Il design danese sembra plasmare tutto, dalla cura con cui vengono preparati semplici piatti, al modo di muoversi dell’umanità nordica, leggera come una bici in discesa, fresca come una birra, protesa verso il futuro come la luce dell’est.
Il grande cielo di Aarhus è attraversato da nubi incontinenti, tormentate da venti veloci che aprono finestre di luce intensa e tagliente. Mattia, Elsa e Jacopo, 34 anni in tre,  apprezzano l’atmosfera della città ma hanno lasciato il cuore e l’entusiasmo a Legoland. Sono tutti felici di tornare a Billund solo perché l’aeroporto è vicino alla città dei mattoncini. Voglia di volare verso casa neanche un po’, anche perché fra pochi giorni comincerà la scuola. In ogni caso il fatto che Legoland esiste è una certezza fondamentale per il resto della vita. Per noi “grandi” vale esattamente lo stesso discorso. Nessuna voglia di lasciare Aaboulevarden dove ogni cafè sembra più bello dell’altro. Guardo tra le tante persone che camminano e pedalano. Sogno di incontrare  in questo via vai Ole Kirk Christiansen, il falegname di Billund. Mi piacerebbe ringraziarlo perché i suoi mattoncini mi hanno fatto conoscere “lo zen e l’arte di montare e smontare” nella mia infanzia. Gli offrirei una birra per perdere il prossimo aereo e giocare ancora un po’, come diceva lui “leg godt”.

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L’itinerario

Trattandosi di un viaggio focalizzato sul “pianeta” Lego e sulla città di Aarhus ITINERARI e luoghi vi fornisce, nella descrizione dell’itinerario, gli highlights. Considerando che il viaggio da Billund ad Aarhus (100 km) e ritorno si può effettuare comodamente in bus vengono presi in considerazione il parco e la città. Legoland si “esplora” a piedi, Aarhus può essere vissuta a piedi o in bicicletta.

Prima tappa: Legoland
Durata: 2 giorni

Billund e Legoland si raggiungono molto velocemente (10 min) in bus dall’aeroporto. Il parco di Legoland merita due giorni di visita. Nel caso ci si trovi a visitarlo in un giorno festivo o in alta stagione si consiglia di procurarsi il comodo “quick pass” che permette di evitare file prima delle attrazioni più popolari. Informazioni complete e aggiornate sul parco si trovano su www.legoland.dk. Consigliamo di iniziare il viaggio nel parco entrando a Miniland dove vari angoli di mondo sono perfettamente riprodotti in miniatura con milioni di mattoncini, come le città di Copenaghen e Bergen. La Monorail, ferrovia sopraelevata, consente una vista panoramica del parco. Da non perdere poi una full immersion nella Imagination Zone con una visita all’Atlantis, l’acquario dove i pesci convivono col Lego. Passando attraverso la Fontana musicale si raggiunge il Lego Studios dove si può assistere allo spettacolare thriller in 4D: poltrone comode, occhiali speciali ed effetti particolari raccontano la storia di “Bob the Builder”. A Legoredo Town si entra nel vecchio West e dopo la ricerca dell’oro è possibile farsi stampare una moneta ricordo o effettuare un viaggio in canoa. Adventure Land è un viaggio nella giungla di mattoncini: si può navigare intorno all’isola dei pirati o fare un rally. L’acqua diventa l’attrazione principale nella Pirate Lagoon dove si combatte (Pirate Splash Battle) sparando acqua contro altri “pirati”. L’effetto gavettone è assicurato ma per evitare raffreddori e placare l’ansia delle mamme ci sono delle cabine asciugatrici dove i piccoli pirati possono tornare asciutti! Il bagno totale è previsto nelle cascate dei pirati (Pirate Water Falls), il massimo per chi ama i giochi con l’acqua.
La grande novità di quest’anno è la Pirate Wave Breaker: un viaggio sulla nave dei pirati attraverso la tempesta e le onde. Ancora emozioni tecnologiche nella Lego City dove Power Builder riproduce un viaggio nello spazio con sedie robotizzate e computerizzate che compiono evoluzioni straordinarie: dunque allacciare le cinture e buon viaggio come se la forza di gravità non esistesse… Molto divertente la prova dei pompieri dove una prova d’abilità rivelerà se avrete un futuro nella Falck Fire Brigade. Una novità di quest’anno è la Rana che salta (Frog Hopper), viaggio a sobbalzi su una poltrona a sette posti che scende da una torre di 5 metri e mezzo. E dopo una visita al bellissimo castello medievale rimangono eventi, show e altre scoperte da vivere in prima persona. Il Lego Shop è il luogo dove esplodono le voglie. Piccolo consiglio: stabilire un budget prima di entrare per evitare tracolli finanziari per la famiglia.

Seconda tappa: Billund-Aarhus
Punto di partenza: Billund
Punto di arrivo: Aarhus
Lunghezza: 100 km
Note: il ritorno verso Billund avviene sulla stessa strada e il bus terminal si trova proprio davanti all’aeroporto.

Il bus parte dal Terminal passeggeri dell’aeroporto di Billund e finisce la sua corsa di fronte all’entrata del Radisson SAS Hotel/Scandinavian Congress Centre in Veldemarsgade ad Aarhus (15 min a piedi dal centro città). Gli orari si possono consultare sull’orario distribuito gratuitamen te negli alberghi della zona e in aeroporto. Svariate corse giornaliere assicurano il collegamento dalle 6 del mattino fino alle 22.45. Il viaggio dura un’ora e mezza, è molto piacevole e attraversa le dolci campagne dello Jutland. Il biglietto costa DKK 180 per gli adulti e DKK 90 per i bambini al disotto dei 12 anni. Per informazioni si può contattare l’Ufficio Turistico dell’aeroporto di Billund: 75331183.

Terza tappa: Aarhus
Durata: 2 giorni

La città offre veramente molto. Itinerari sintetizza alcuni aspetti da non perdere. Una buona idea è noleggiare una bicicletta o servirsi di una delle citybike messe a disposizione nelle rastrelliere della città, utilizzabili deponendo DKK 20 (stesso sistema dei carrelli della spesa al supermercato). Si consiglia di recarsi prima all’ufficio informazioni turistiche VisitAarhus dove, in pochi minuti, si può prendere del materiale turistico e fare una pianificazione della giornata. Da considerare l’ipotesi di sottoscrivere la AarhusCard che da diritto a una serie di sconti, gratuità e facilitazioni nella visita della città. I luoghi consigliati per entrare nel cuore di Aarhus sono il Vadestedet, antico attracco vichingo che oggi costituisce il luogo ideale per fermarsi a un café o un ristorante gustandosi la vitalità della città. Il quartiere latino invece è l’anima antica di Aarhus in cui si trovano negozi di design e moda, vecchie botteghe dove si possono trovare prodotti di artigianato locale, gioielli, ceramiche e abbigliamento “made in Aarhus”. Sempre per rimanere in tema di design innovativo una tappa consigliata è il Lynfabrikken (Vestergade 49B; tel. 87300075, www.lynfabrikken.dk), ideale luogo d’incontro e di aggregazione per motivi sociali o professionali, e per un panino o uno snack sulla bellissima terrazza.
Se avete resistito alle tentazioni di Lego Shop il luogo giusto per lo shopping a Aarhus è Strøget, strada pedonale che si snoda tra la stazione ferroviaria e la cattedrale, dove si affacciano i negozi più frequentati della città. Per i musei Aarhus offre perle di gran valore, tappe imperdibili di questo viaggio danese. Prima tappa potrebbe essere una visita al Den Gamle by (Viborgvej 2; tel. 86123188, www.dengamleby.dk), vero e proprio villaggio all’aperto che sintetizza l’architettura, gli usi, i costumi della Danimarca tra il XV secolo e i primi anni del XX secolo. In pratica si tratta di una fedele ricostruzione di una cittadina creata trasportando circa 75 edifici originali da varie zone della Danimarca. La “Città Vecchia” (Den Gamle By) offre spaccati di vita autentica con molti negozi aperti e realmente attivi, dal panettiere alla pasticceria, dal fioraio che vende le erbe aromatiche coltivate sul posto. Molto bello anche il museo dei giocattoli, e tutti gli ambienti che raccontano la vita in Danimarca degli ultimi 500 anni. Dalla città vecchia al presente il salto è breve. Basta andare al magnifico ARoS (Museo di arte moderna, Aros Allé; tel. 87306600. www.aros.dk) dove si possono vedere le migliori espressioni dell’architettura danese attuale; nel museo una prestigiosa collezione di opere dell’epoca d’oro dell’arte danese (1770-1900) e del Modernismo (1900-1960), opere d’arte contemporanea e mostre temporanee. Un piano è dedicato al Junior Museum, area interattiva dedicata a bambini e giovani fino ai 16 anni. Infine due chicche: il Kvindemuseet, il museo delle donne (Domkirkepladsen 5; tel. 86186470, www.kvindemuseet.dk) che presenta un interessante spaccato della vita femminile dagli albori della civiltà ai giorni nostri; una sezione è dedicata alla storia dell’infanzia. E il Vikingemuseet (Skt. Clemens Torv 6; tel. 89421100, www.vikingemuseet.dk), con interessanti resti vichinghi.


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Indirizzi utili
VisitDenmark, Casella Postale 931, 20101 Milano; tel. 02.874803, fax 02.860712, www.visitdenmark.com: gli uffici sono chiusi al pubblico ma si possono avere informazioni, richiedere materiale telefonando dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17 o inviando una mail a info.dk@visitdenmark.com. VisitAarhus, Banegardspladsen 20, DK-8000 Aarhus C; tel. 87315010, fax 86129590, www.visitaarhus.com.