Francia-Valle della Loira
Giardino di Francia
di Laura RodolfiNella terra prediletta dai re di Francia, un percorso tra castelli fiabeschi, paesaggi bucolici e giardini insoliti, in cui fiori e ortaggi s’intrecciano in preziose geometrie: un piacere per gli occhi, ma anche un trionfo di profumi e di sapori.

Il castello di Jallanges.
Claude Bichon è il capo giardiniere e l’anima stessa dei magnifici giardini che dal 1996 hanno dato nuova vita al castello di Talcy. Con la paesaggista Joëlle Weill ne ha ricreato la trama, sulla base dello schema originale a quadrati, arricchendolo di nuove suggestioni: composizioni geometriche contemporanee, arazzi astratti di arbusti selvatici, campi fioriti che in estate esplodono di colore e, soprattutto, le file ordinate del frutteto conservativo.
Come a Talcy, anche in altri siti della Valle della Loira i giardini sono coprotagonisti della scena. Ad essi oggi è dedicata altrettanta attenzione che agli edifici. Perché la storia vive sì nelle sale sontuosamente decorate dei manieri, nei loro corridoi o nelle prigioni segrete, ma passa anche per i viali fioriti o gli orti che rifornivano la tavola dei nobili. Se a Talcy l’attenzione è puntata sulla tradizione del frutteto, altrove sono gli orti produttivi a salire alla ribalta. Pomodori, fragole, ortaggi di rare varietà antiche o comuni verdure si alternano in file ordinate, in schemi geometrici, dove il ritmo dei colori crea armonie degne di un artista. L’apice di quest’arte è Villandry: con rigore e costanza ogni parcella è mantenuta in perfette condizioni perché l’insieme possa costituire, in ogni stagione, un quadro d’insolita e stupefacente bellezza, così come l’aveva pensato il suo creatore Joachim Carvallo nel 1906, ribaltando i canoni allora in voga nell’arte giardiniera.
Degni di re e regine
Altra atmosfera regna nei favolosi giardini di Chenonceau, terrazze sospese sull’acqua e ornate da geometrie di arbusti e fiori: il loro disegno, realizzato all’epoca di Diana di Poitiers e di Caterina de’ Medici (stiamo parlando del XVI secolo), era concepito come cornice per le passeggiate e per le feste delle due nobildonne. Guardando i due giardini dalle finestre del castello, così contrapposti e rivaleggianti per fasto e splendore, è impossibile non associarli alla spietata rivalità tra le due sovrane.
Se a Chenonceau e a Chaumont-sur-Loire, entrambi legati alle lotte di potere tra Diana e Caterina, si respira un fascino “femminile”, un’atmosfera più mascolina permea invece le dimore predilette dei re di Francia: Chambord, Amboise e Blois. In queste grandiose architetture occorsero intrighi e delitti, come quello del Duca di Guisa, assassinato a Blois nel 1588 nell’ambito delle lotte tra cattolici e protestanti. Le ombre di fatti e personaggi oggi scivolano drammatiche sulle pareti del magnifico cortile, trasfigurate dai giochi cromatici degli spettacoli Son & Lumière (giochi di luce e di musica allestiti nello scenario del castello). Nelle cucine e negli immensi saloni altre sono le immagini che affiorano alla mente: quelle di feste e banchetti degni di Gargantua, l’ingordo gigante di cui narra Rabelais. Le abbondanti risorse culinarie che già allora deliziavano i nobili, oggi fanno della regione un vero eden gastronomico: selvaggina, carni, salumi, pesci, frutta e verdura, gustosi formaggi di capra e vini pregiati sono gli ingredienti di una cucina gustosa e rinomata.
La Valle dei Re è il luogo ideale per abbandonarsi ai piaceri, a quelli della tavola come a quelli della scoperta. Nei giardini, nelle dimore rinascimentali, nelle città d’arte e nei villaggi, nel paesaggio idilliaco che per secoli ha fatto della Loira l’ideale estetico di poeti e pittori, si potrà apprezzare ogni aspetto dell’art de vivre che fin dal Rinascimento caratterizza questa terra generosa.
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Gli itinerari
Un percorso in auto di sei giorni per un totale di circa 380 km, alla scoperta dei più bei castelli della Loira e dei loro splendidi giardini, delle silenziose campagne di Beauce e di Sologna, senza trascurare le rinomate cantine della Regione. Con la possibilità di soffermarsi nelle belle città d’arte e nei molti borghi antichi ricchi di storia.
Prima tappa
Punto di partenza: Meung-sur-Loire
Punto d’arrivo: Chambord
Lunghezza: circa 78 km
La regione della Loira s’annuncia con il caratteristico borgo di Meung-sur-Loire (uscita 15 dell’A10 Parigi-Orléans-Blois), percorso da una rete di canali che, oltre a drenare le terre in origine paludose, azionavano i numerosi mulini per macinare il grano della Beauce. Nel castello si apprezzerà soprattutto l’insolita collezione di antichi accessori per il bagno. Sulla sponda opposta della Loira si trovano i romantici Jardins de Roquelin, ideati e accuditi da Stéphane Chassine, felice di mostrare ai visitatori il suo paradiso traboccante di rose antiche e perenni. Dopo una visita alla gradevole e ordinata Beaugency, ci s’inoltra nelle piatte e un po’ surreali distese di grano della Beauce, il “granaio di Francia”. Passata Josnes (D917), si gira a sinistra per Talcy, un pugno di case all’ombra del turrito castello, i cui splendidi giardini e gli interni a misura d’uomo, squisitamente arredati, valgono una visita approfondita. Zigzagando nella campagna, seguendo per Villexanton prima e per Maves poi, è impossibile mancare il mulino a vento di Maves (XV secolo), girevole e interamente in legno. L’antica chiesa di Mulsans è interessante specialmente per il portico in carpenteria di legno, tipico della regione e chiamato caquetoire, che potrebbe tradursi come “spettegolatoio”. Proseguendo tra campi di grano appena ondulati (D50), si torna sulla N152 e quindi a Ménars. Suèvres merita una sosta per l’incantevole Rue des Moulins, con antichi mulini e giardini pieni di fiori che si riflettono in un limpido ruscello. La si raggiunge da rue Prouteau, di fronte alla chiesa di Saint Christophe. A Mer si prende a destra per attraversare la Loira (D112): seguendo la sponda sud sin quasi a Blois, s’allunga un po’ il giro ma si godono incantevoli scorci sul fiume e sul castello di Ménars, con i giardini terrazzati affacciati sul fiume. Passando dal delizioso borgo di St Dyé-sur-Loire, s’arriva a Chambord (D112a), dove si è proiettati in una dimensione celebrativa e monumentale che non trova riscontro altrove. L’immenso castello, apogeo del Rinascimento francese, vanta una sorprendente ed elaborata architettura, apprezzabile al meglio dalle terrazze superiori.
Seconda tappa
Punto di partenza: Chambord
Punto d’arrivo: Contres
Lunghezza: circa 66 km
Attraversata la foresta di Boulogne in direzione di Bracieux, s’arriva a Tour-en-Sologne. Dopo i fasti di Chambord, il castello di Villesavin affascina per la dimensione intima (è tuttora abitato dai proprietari), le curiose collezioni di oggetti e l’allevamento dei simpatici asini del Poitou, antica razza minacciata d’estinzione. Il seicentesco castello di Cheverny è un capolavoro di proporzioni e di classica armonia, con interessanti giardini e begli interni arredati. Da qui si parte per un’esplorazione della rurale Sologna, verso Mur-de-Sologne (D765), in un paesaggio aperto e un po’ piatto, disseminato di stagni e brughiere, dove il suolo sabbioso favorisce la coltivazione di asparagi e fragole. Una breve deviazione tra i boschi porta a Lassay sur Croisne e al fiabesco Château du Moulin, solare e leggiadro, quasi galleggiasse sul fossato che lo circonda. Da visitare gli interni e il Giardino delle Fragole con il piccolo museo.
Tornati sulla strada principale, si prosegue verso sud sulla D20 e quindi sulla D59 verso Gy-en-Sologne, s’attraversano Rougeou e Chémery, dallo splendido maniero, prima d’arrivare a Contres con 10 km di strada comoda.
Terza tappa
Punto di partenza: Contres
Punto d’arrivo: Chaumont-sur-Loire
Lunghezza: circa 62 km
Il castello di Fougères sur Bièvre è una delizia: gli interni, totalmente spogli, lasciano protagonista assoluta l’architettura, articolata e interessante, in cui si apprezzano gli interventi delle diverse epoche e le spettacolari carpenterie di legno (visitabili). I giardini, creati dall’abile Claude Bichon, riflettono l’essenzialità dell’edificio e sono dedicati a piante alimentari e selvatiche. Per Cellettes è meglio prendere la D38, passando da Chitenay.
Il castello di Beauregard, sobria architettura rinascimentale inserita in un piacevole paesaggio aperto, custodisce interni d’eccezione come le boiseries cinquecentesche del Cabinet des Grelots e la celebre Galerie des illustres, con oltre trecento ritratti storici. Dopo gli ampi spazi e la quiete della Sologna, con le sue tipiche case a graticcio in mattoni rossi, ci s’immerge volentieri nella vivace Blois, ricca d’arte e di bellissimi giardini: vale la pena girellare nelle stradine strette e ripide del centro storico, concludendo con le viste spettacolari sulla città vecchia e sulla Loira dalla terrazza del castello o dai Jardins de l’Eveché, che occupano i terrazzamenti attorno all’antico Palazzo Episcopale. Particolari sono anche i moderni Jardins du Roi, disegnati dal paesaggista Gilles Clément sull’area degli antichi giardini del castello. Uscendo dalla città verso ovest, attraverso la splendida foresta di Blois si raggiunge il grazioso borgo di Orchaise: ai piedi del duecentesco campanile, l’instancabile M. Hubert Treuille ha creato il Giardino Botanico del Priorato, con oltre 2.200 piante riportate dai suoi viaggi in tutto il mondo. Il bellissimo paesaggio dolcemente ondulato, tra colline boscose e piccoli villaggi, merita lo sforzo di districarsi tra le stradine secondarie per raggiungere Chaumont sur Loire, 20 km più a sud. Si percorre l’ultimo tratto sulla panoramica D952, arrivando in vista del borgo arroccato sulla sponda opposta della Loira. Alla splendida architettura rinascimentale, il castello di Chaumont sur Loire unisce la suggestiva posizione a picco sul fiume e le interessanti scuderie ottocentesche, considerate all’epoca tra le più lussuose d’Europa. L’immenso parco è sede del Festival Internazionale dei Giardini, tappa d’obbligo per tutti gli appassionati, che ogni anno propone una trentina di giardini d’autore, audaci e stimolanti, sviluppati su un tema.
Quarta tappa
Punto di partenza: Chaumont-sur-Loire
Punto d’arrivo: Amboise
Lunghezza: circa 44 km
Dalla Loira, con comode strade s’arriva in 20 km a Bourré, sulla selvaggia sponda dello Cher. È zona di cave di tufo, da cui per secoli è stata estratta la pietra da costruzione per case e castelli: ora, parte di questa rete sotterranea lunga centinaia di chilometri è utilizzata per la coltivazione di champignon. Visitando le Caves Champignonnières des Roches si può scoprire questo insolito mondo e acquistare pregiate varietà di champignon. Numerose, in zona, anche le cantine, come fanno ben immaginare gli onnipresenti vigneti. Poco oltre, s’affaccia sullo Cher il caratteristico borgo medioevale di Montrichard, dominato dalle rovine del castello e dall’imponente mastio del XII secolo.
Più avanti, il fantastico castello di Chenonceau si protende come un molo fino al centro del fiume con un effetto scenico davvero unico. Non meno interessanti gli interni, permeati delle tracce della vita di Diane de Poitiers e di Caterina de’ Medici, che lo ampliarono, lo abitarono e soprattutto lo amarono, arricchendolo di splendidi giardini. Si costeggia ancora lo Cher (D40) fino a La Croix-en-Touraine, da cui si prende per Amboise attraversando l’omonima foresta. Dopo circa 6 km sulla D31, a una rotonda, seguire a sinistra le indicazioni per la Pagoda di Chanteloup: del distrutto – un tempo splendido – castello del duca di Choiseul, resta questa eccentrica torre alta più di 40 metri, con un’impareggiabile vista a 360° sulla Foresta di Amboise e sulla Valle della Loira. Da qui al centro di Amboise non mancano che un paio di chilometri, per poi godersi con calma le antiche case a graticcio e i monumenti di questa bellissima città d’arte. Se il grandioso Castello Reale offre dalle sue torri scorci emozionanti sulla città vecchia, il maniero quattrocentesco del Clos Lucé attrae con l’esposizione dedicata a Leonardo da Vinci, che qui visse gli ultimi tre anni della sua vita: nella dimora e nel parco sono ambientati i modelli di macchine e congegni realizzati sulla base dei suoi disegni.
Quinta tappa
Punto di partenza: Amboise
Punto d’arrivo: Tours
Lunghezza: circa 78 km
Uscendo da Amboise verso nord attraverso il ponte sulla Loira, si costeggia il fiume per un breve tratto gustandosi la miglior vista sulla città. Sulla destra si devia per Nazelles-Négron (D5), la cui principale attrattiva è la Grange de Négron (aperta nelle Giornate del Patrimonio e su richiesta al Municipio), antico granaio in cui i monaci della potente abbazia di Marmoutier custodivano le decime, cioè il tributo prelevato sui raccolti dei contadini per il sostentamento del clero. Costeggiando su strada panoramica il fiume Cisse (seguire per La Bardouillère), attraverso dolci campagne dominate dai vigneti, s’arriva a Vernou sur Brenne e alla sua antichissima chiesa.
Prendendo la strada per Chançay seguire le indicazioni per il castello di Valmer, un luogo sereno e cordiale dove, tra raffinati giardini fioriti, frutti e ortaggi, ottimi vini di produzione propria e specialità casalinghe, si soddisfano gli occhi, lo spirito e il palato. L’accogliente castello di Jallanges, poco lontano, ha bei giardini fioriti in stile rinascimentale e alcune camere esclusive in cui trascorrere una notte “da castellani”. Si raggiunge la D76 verso ovest tagliando per la campagna ondulata, si oltrepassa la Route de Monnaie e si segue per la Grange de Meslay. Splendido esempio di fattoria fortificata del XIII secolo, un tempo dipendenza dell’abbazia di Marmoutier, è oggi utilizzata come auditorium. Attraversando Parçay-Meslay prendere verso sud (D77) per Rochecorbon e il Quai de la Loire, che si costeggia fino a Vouvray, tra colline e vigneti a perdita d’occhio. Siamo nel regno del Vouvray, il pregiato vino bianco locale: non c’è che da decidere in quali cantine dedicarsi alla piacevole arte della degustazione. Superato il ponte sulla Loira si raggiunge in breve Montlouis-sur-Loire. Il castello della Bourdaisière è a sud del paese, in direzione di Véretz. L’elegante dimora rinascimentale, costruita sul sito di una fortezza medioevale, è circondata da interessanti giardini all’inglese che valorizzano la presenza dei fossati difensivi. Interessante, all’interno dell’orto del XIX secolo, è l’insolito Conservatoire de la Tomate, che in estate sfoggia una collezione unica al mondo di 650 varietà di pomodoro. Proseguendo verso sud s’arriva in vista del grazioso borgo di Véretz, che specchia nelle acque dello Cher le sue casette medioevali. Uscire costeggiando il fiume in direzione di Azay-sur-Cher, svoltando a destra dopo il paese (D82) e raggiungendo Le Grais.
Appena fuori l’abitato, immerso in un silente angolo di campagna, il Priorato di Saint Jean du Grais è un capolavoro di architettura religiosa del XII secolo, oltre che luogo spirituale capace di un’intensa suggestione. È possibile percorrere gradevoli stradine secondarie per tornare a Véretz e raggiungere Tours.
Sesta tappa
Punto di partenza: Tours
Punto d’arrivo: Villaines-les-Rochers
Lunghezza: circa 47 km
Anche disponendo di poco tempo per la splendida Tours, vale la pena di fare un giro nella città vecchia, nella zona di Place Plumereau e delle sue quattrocentesche case a graticcio. A margine del centro storico è interessante anche il quartiere della cattedrale, raccolto attorno alla mole svettante della gotica St Gatien. Poco fuori città, nel vicino comune di La Riche, ci si può tornare a immergere nei colori e nei profumi del romantico Priorato di Saint Cosme, antica dimora del poeta Ronsard danneggiata durante l’ultima guerra, le cui vestigia sono avvolte di rose e circondate da splendidi giardini moderni che reinterpretano schemi medioevali. Da qui si può prendere la route de St. Genouph (D88) e costeggiare la Loira fino alla confluenza, ritornando poi lungo la strada che fiancheggia lo Cher. A Savonnières si attraversa il fiume e s’imbocca la strada principale (D7) per Villandry. I giardini del castello di Villandry sono i più celebri della regione, e non a torto: rigorosi e insieme fantasiosi nella composizione non tradiscono mai le aspettative, offrendo allo sguardo un mutevole e straordinario arazzo di colori. Proseguendo sulla D7, a Le Moulinet si svolta a sinistra costeggiando la Loira in un ambiente selvaggio, passando per La Chapelle-Aux-Naux e raggiungendo infine la Route de Langeais (D57). Il castello di Langeais sorge in centro al borgo, verso il quale mostra un carattere di vera fortezza medioevale, addolcendosi invece nella facciata verso corte. La collina che sovrasta il castello attuale è oggi un vasto parco, racchiuso tra i resti delle mura della rocca originaria, di cui oggi rimane l’imponente mastio: datato 994, è probabilmente il più antico torrione di Francia costruito in pietra. Dirigendosi verso Azay-Le-Rideau sulla D57, poco prima di Luré si svolta a destra per il grazioso castello della Chatonnière, al centro di una sorprendente sequenza di giardini terrazzati, giocati sulle prospettive e sui mutevoli mosaici di colori, fioriture e profumi.
Nel centro del borgo svetta l’elegante sagoma turrita – quasi sospesa sull’acqua – del castello d’Azay-le-Rideau, uno dei primi capolavori del Rinascimento francese. Prima di ripartire per Parigi, una visita a Villaines-les-Rochers è l’occasione per godersi l’atmosfera senza tempo di questo villaggio, che mostra inequivocabili tracce della millenaria tradizione di coltivazione e lavorazione del vimini. Difficilmente si riuscirà a ripartire senza acquistare uno dei magnifici oggetti prodotti dalla Cooperativa locale.
Il giardino dei colori e dei sapori
Alix de Saint Venant stacca un germoglio e me lo fa assaggiare: il sapore è deciso e ricorda gli spinaci. Siamo davanti a un imponente ortaggio di quasi due metri, i cui germogli magenta s’inseriscono nella studiata armonia di colori e nelle geometrie dell’orto del castello di Valmer. Come questa, molte altre piante dimenticate, ma un tempo comunemente utilizzate in cucina, sono state riscoperte e coltivate dall’appassionata, fantasiosa, rigorosa e tenace paesaggista. Sotto la sua mano, l’abile accostamento di forme e colori fa assurgere lattughe e finocchi a protagonisti della bellezza, ma senza rinnegarne la funzione. Nessun problema, quindi, se in una fila manca un cavolo perché è finito in pentola!
Gli appassionati di questo genere non si potranno perdere nemmeno gli altri orti famosi della Loira, come il Giardino delle Fragole al castello di Moulin, l’orto decorativo di Chenonceau, quello del castello della Bourdaisière, dedicato al pomodoro, e il frutteto conservativo di Talcy. Domenica 3 e 10 maggio i giardini di Valmer mettono a disposizione per la vendita i loro tesori, varietà particolari di piante da orto e aromatiche: “Les Bons Plants de Valmer”, ore 10-19, 7 euro; www.chateaudevalmer.com.
Indirizzi utili
Ente Nazionale Francese per il Turismo, via Tiziano 32, 20145 Milano, tel. 899.199072, www.franceguide.com. Comité Régional du Tourisme du Centre, 37 avenue de Paris, 45000 Orléans, www.visaloire.com.
L’Association des Parcs et Jardins en région Centre, boulevard Rocheplatte 14, 4500 Orleans, tel. 0033.(0)238771064, www.jardins-de-france.com, comprende i più bei giardini della valle della Loira e organizza itinerari ed eventi.














































