Atmosfere d’alta quota

di Enrico Caracciolo

Con la mountain bike su carrarecce e sentieri affacciati sui ghiacciai del Ruitor e del Monte Bianco. A due passi dal cielo senza tanta fatica…


Il Bianco da Les Suches.

Pedalare in alta quota al cospetto di ghiacci eterni sfiorando sentieri e stradine alpestri è sempre un gran divertimento. Ma c’è un prezzo da pagare. La forza di gravità non fa sconti a nessuno: cuore, muscoli e polmoni mettono in moto i meccanismi di catena, cambio e pedali; le ruote grasse si aggrappano alle pendenze che portano verso il cielo e lentamente si guadagna quota. Solo dopo aver raggiunto alpeggi e creste la forza di gravità diventa amica, complice e alleata nel ritorno a valle. Al cospetto della catena del Monte Bianco, nel magnifico comprensorio di La Thuile, questa filosofia non regge più. Il mountain biking d’alta quota diventa un gioco per tutti, anche per chi scalatore non è. Il segreto è facilmente intuibile. Gli impianti che nel periodo invernale accompagnano gli sciatori sulle piste si trasformano, nel periodo estivo, in mezzi di trasporto per camminatori e bikers. In buona sostanza ciò significa un regalo di circa mille metri di dislivello. I discesisti si possono divertire con percorsi downhill veloci, tecnici e scorrevoli mentre gli escursionisti e gli amanti del cross country possono esplorare i grandi spazi d’alta montagna su sentieri e carrarecce decisamente pedalabili ed effettuare splendide escursioni che prevedono sempre un maggior dislivello in discesa. Questa zona della Valle d’Aosta offre straordinari itinerari a due passi dal cielo grazie ad una rete di tracciati che permette di costruire ad hoc una serie di percorsi su un balcone sconfinato che va dai ghiacci del Ruitor, al colle del Piccolo San Bernardo alla fantastica cresta del Col Chavanne, sicuramente uno dei luoghi migliori per rimanere senza fiato di fronte alla severa e imponente catena del Monte Bianco.


Puristi e comodosi
I puristi, c’è da giurarci, storceranno il naso. Coloro che prediligono la salita e la filosofia del “bisogna guadagnarsi la vetta con le proprie gambe” non troveranno edificante salire in seggiovia con la mountain bike aggrappata alla sedia. Va detto a tal proposito che la salita meccanizzata non è obbligatoria e che ci sono tante strade che regalano l’emozione di lente e spettacolari ascese. In tal caso i puristi dovranno esercitare l’arte della tolleranza e condividere questo magnifico territorio coi discesisti, anch’essi puristi in senso inverso, e tranquilli escursionisti “comodosi”. I più romantici troveranno in questo sistema qualcosa di aristocraticamente antico ripercorrendo con la fantasia l’epoca in cui principi e re facevano “gite comode” in portantina.
Le atmosfere d’alta quota tagliano il fiato e regalano magiche visioni ma soprattutto rendono dignità alle origini della mountain bike, mezzo inventato un po’ in California e un po’ tra i monti del Colorado negli anni Settanta per buttarsi in discesa. Già, forse non tutti lo sanno, ma le prime rudimentali MTB erano strumenti per divertirsi in discese selvagge. Solo in un secondo momento questa bicicletta è diventata uno strumento per scalatori. Soprattutto si riscopre su queste montagne lo spirito pionieristico della mountain bike, mezzo in grado di concretizzare il sogno di tanti escursionisti di pedalare lontani dall’asfalto con la possibilità di arrampicarsi senza far scoppiare i muscoli.

La “filosofia” dell’alpeggio
Per chi utilizza la mountain bike come mezzo per viaggiare senza litigare con il cronometro o soddisfare ansie da prestazione, La Thuile è la meta ideale per sposare la filosofia degli alpeggi che tutto placa. C’è anche la possibilità di fermarsi a fare uno spuntino con bagno in piscina tra i due tronconi della seggiovia. Fanno gli onori di casa Antonio e Claudia, appassionati cicloturisti e viaggiatori di piacevolissima compagnia. Oppure basti pensare che per compiere senza fretta i 23 chilometri dell’itinerario che passa per il Vallone del Breuil, si può programmare tranquillamente un’intera giornata. Si tratta infatti di uno dei più bei percorsi alpini che si possono effettuare in mountain bike. Dalle alture del Piccolo San Bernardo si raggiungono le rive del lago di Verney e l’alpeggio a quota 2000 di Les Balmettes dove non si può fare a meno di riempirsi lo zaino con una zavorra di fontina: alta qualità casearia e maggior slancio in discesa sono assicurati. Un caffè, una cioccolata calda o, meglio ancora, una bella polenta presso la baita di Lo Riondet sono il massimo che la vita può offrire a un biker sulla strada per La Thuile. Ultimo tratto “storico” lungo la strada romana delle Gallie del Piccolo San Bernardo, percorso ignorato da molti che sembra inventato duemila anni fa per i biker! Se quelli che-se-non-faccio-fatica-non-sono-contento vogliono provare grandi emozioni, prima di fare ritorno alla base, possono effettuare la straordinaria deviazione verso il Col Chavanne.
Downhillers puri, seggio-bikers, scalatori e tranquilli bikers della domenica finiranno la loro giornata sportiva con una meditazione di buon gusto. Appuntamento da Chocolat davanti a una memorabile fonduta al cioccolato o un gelatone. Qui gli atleti veri, quelli che curano il proprio fisico per migliorare le prestazioni, dovranno frenare bruscamente. Noi, come i veri campioni di downhill, non tocchiamo freno e voliamo a tutta sui sensi di colpa.

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Gli itinerari

 

Primo itinerario: balconata Ruitor
Punto di partenza e arrivo: La Thuile, piazzale della Funivia
Lunghezza: circa 12 km
Dislivello: 900 m in discesa
Tipo di strada: single track e sterrata
Difficoltà: medio (alcuni tratti impegnativi)
Note: l’itinerario non richiede una particolare tecnica ma alcuni punti in discesa presentano pendenza accentuata e fondo sconnesso. Per i bikers meno esperti meglio non rischiare e affrontare i tratti più impegnativi a piedi. I bikers più allenati possono compiere l’intero anello in bici senza prendere la seggiovia: dal piazzale degli impianti parte infatti il percorso n° 3 o F, una carrareccia che sale regolarmente, senza pendenze proibitive fino a Les Suches. Da qui si può proseguire in seggiovia sul secondo troncone (Chalet Express) o ancora in bici fino alla partenza del tracciato I. In questo modo l’itinerario diventa più impegnativo (730 m di dislivello in salita fino a Les Suches, circa 900 m fino all’attacco del sentiero I).

Si parte dal piazzale della Funivia nei pressi del complesso turistico Planibel prendendo la seggiovia Bosco Express. Si scende a La Clotze e si prosegue sul secondo troncone Chalet Express raggiungendo in quota l’inizio del tracciato I (2345 m s.l.m.). Il primo tratto si sviluppa su un fondo misto a prato e ampie tracce di terra e pietre. In pratica si attraversano le piste (tenere sempre d’occhio i cartelli indicatori) fino all’immissione su una comoda strada sterrata che comincia a scendere agevolmente verso la località Cerellaz. Grande veduta panoramica sul ghiacciaio del Ruitor e gli alpeggi circostanti.
Oltrepassato un torrente il tracciato I raggiunge  gli alpeggi e i pascoli di Arnouvaz (1970 m s.l.m.). Poco dopo scende alle case di La Posaz (acqua e bella vista sul fondovalle e i ghiacci perenni del Ruitor).  A questo punto la pendenza della strada aumenta e il fondo richiede una buona tecnica di guida. Dopo un primo tratto difficile la strada torna ad essere più facilmente percorribile alternandosi, nella parte finale, ad alcuni tratti di facile single track. La discesa finisce tornando al piazzale della Funivia.

 

Secondo itinerario: Fourclaz e Piccolo San Bernardo
Punto di partenza e arrivo: La Thuile, piazzale della Funivia
Lunghezza: circa 23 km
Dislivello: circa 200 m in salita e 1100 m in discesa
Tipo di strada: single track, sterrata, asfalto (1 km)
Difficoltà: impegnativo
Note: questo itinerario è contrassegnato con la lettera T, si chiama “Verney” e viene classificato come difficile. In realtà è praticabile anche da chi non è espertissimo biker. E’ indispensabile una certa padronanza del mezzo lungo alcuni tratti del percorso (brevi) in cui si seguono sentieri stretti. La maggior parte del percorso si sviluppa su strada bianca facile. Da un punto di vista paesaggistico offre un ambiente decisamente spettacolare; particolarmente bella la seconda parte che passa per il lago Verney e il vallone del Breuil. Il percorso può essere percorso interamente in bici ma si deve salire fino all’inizio del sentiero T percorrendo prima la sterrata di Comino (F) e poi proseguire, ancora sulla sterrata, sino alle falde del Mont Chaz Dura. In questo modo l’itinerario misura 31 km con 1050 m di dislivello. I possibili punti ristoro lungo l’itinerario sono quattro: La Clotze, tra le due seggiovie; Le Foyer, al termine della seconda seggiovia; il Bar Du Lac al Piccolo San Bernardo; Lo Riondet, lungo la discesa verso La Thuile; La Clotze e il Bar du Lac sono amici dei ciclisti.

Dal piazzale della Funivia si parte prendendo la seggiovia Bosco Express e poi la Chalet Express. Si comincia a pedalare seguendo il cartello indicatore del percorso T (2345 m). Attraversata la pista di sci si gira a destra sulla sterrata che costeggiando la bastionata calcarea di Terre Noire (alla base del Mont Chaz Dura) sale con decisione ma in modo costante fino al valico del Col de la Fourclaz (2487 m) da dove si può godere di un superbo panorama sul Colle del Piccolo San Bernardo, la Tarantaise, l’imponente catena del Monte Bianco e del Grand Combin. Comincia qui la veloce discesa verso il Colle del Piccolo San Bernardo. Seguendo i cartelli indicatori si arriva sulla strada asfaltata del Piccolo San Bernardo a 2180 m s.l.m.: a sinistra si raggiunge velocemente il Bar du Lac, al valico vero e proprio con il giardino botanico alpino Chanousia e l’Ospizio.
Giunti sull’asfalto il percorso T prosegue a destra. Poco dopo (circa 150 metri) si lascia l’asfalto per imboccare, sulla sinistra (occhio al segnale), il single track che costeggia dall’alto lo specchio glaciale del lago Verney (i ciclisti meno esperti possono proseguire su asfalto fino alla deviazione sulla sinistra per il lago). Giunti nei pressi del lago Verney, nei pressi di un parcheggio, s’imbocca la comoda sterrata (possibile deviazione verso le rive del lago) che si dirige verso il vallone del Breuil. Il lago Verney rappresenta un luogo ideale per una sosta: l’ambiente è molto bello e i terreni umidi costituiscono l’ambiente ideale per spettacolari fioriture. Superato il lago la traccia si restringe e diventa un sentiero che digrada verso l’alpeggio di Les Balmettes; non ci sarebbero problemi se questa traccia non fosse frequentata giornalmente dalla mandria di mucche dell’alpeggio (oltre 100 capi): il fondo del sentiero in alcuni punti è molto irregolare e i cartelli indicatori vengono regolarmente abbattuti dalle mucche che li considerano ottimi “grattatoi”… In ogni caso si raggiunge rapidamente l’alpeggio di Les Balmettes a 2002 m di quota, con le stalle, il piccolo caseificio e la cantina dove vengono prodotte e conservate le forme di fontina. La lavorazione del formaggio avviene ogni giorno, la mattina dalle 7 e la sera dalle 18.30.
La strada sterrata continua in discesa fino al fondo del vallone di Breuil seguendo la destra idrografica della Dora di Verney e dopo 3.5 km raggiunge l’asfalto della S.S.26 del Piccolo San Bernardo in corrispondenza di un evidente tornante. Si gira a sinistra in discesa fino al vicino e apprezzato punto ristoro Lo Riondet. Poco dopo (circa 200 metri), prima del ponte sulla Dora di Verney, si lascia l’asfalto per imboccare un sentiero che procede in discesa sulla sinistra idrografica del torrente (i bikers meno esperti o stanchi possono, a questo punto, procedere su asfalto fino a La Thuile). In alcuni tratti il tracciato richiede una guida accorta e un po’ di tecnica. Ci troviamo su un percorso di grande importanza storica essendo questa l’antica strada romana delle Gallie. Dopo un tratto piacevolissimo su fondo di terra e prato si raggiunge il borgo di Pont Serrand, un gioiello di architettura, completamente recuperato con abitazioni tipiche, la chiesetta bianca di San Bernardo e un’ottima fonte. Da qui l’antica strada delle Gallie con il suo originario lastricato procede diretta fino a La Thuile “tagliando” più volte l’asfalto della S.S.26 (occhio al traffico motorizzato in occasione dei tagli).

 

Terzo itinerario: Plan Praz
Punto di partenza e arrivo: La Thuile, piazzale della Funivia
Lunghezza: 11 km
Dislivello: 600 m circa
Tipo di strada: sterrata e single track
Difficoltà: impegnativo
Note: questo itinerario non fa parte dei tracciati connessi agli impianti di risalita e corrisponde al n° 11 dei percorsi GEIE Sud Mont Blanc. E’ un anello che offre grandi vedute e si sviluppa sulle tracce di percorsi militari caratterizzati da evidenti fortificazioni. Dal 1600 in poi costituiva la via alternativa, e senz’altro più ardua, alla strada che segue il fondovalle lungo la Dora di Verney. La salita avviene su ampia strada militare decisamente pedalabile con parte finale di circa 15 minuti da fare a piedi; la discesa è un single track, mai troppo tecnico, ma che richiede una certa padronanza del mezzo.

Dal piazzale della Funivia (1466 m s.l.m.) si parte su asfalto seguendo le indicazioni verso la frazione di Pera Carà. Da qui s’imbocca la strada sterrata sulla destra che salendo a tornanti si arrampica con regolarità fino all’alpeggio di Cretaz (1737 m s.l.m.). La strada prosegue a guadagnare quota con pendenza abbastanza costante fino al pianoro di Plan Praz, straordinario punto panoramico sulla catena del Bianco con il Dente del Gigante e le Grandes Jorasses. A questo punto la strada carrozzabile termina e s’imbocca un sentiero ripido e troppo tecnico per essere percorso in sella. Si cammina per circa un quarto d’ora risalendo il bosco fino al punto in cui la salita finisce e il sentiero scollina. Appena iniziata la discesa, una breve deviazione a sinistra porta ai ruderi del Ricovero del Capitano, un’imponente struttura fortificata che per secoli ha garantito il controllo sulla strada del Col San Carlo.
Comincia la parte più tecnica dell’itinerario lungo un sentiero che scende con decisione con un andamento caratterizzato da stretti tornantini “a gomito” fino alla parte finale dove senza asperità si raggiunge, sui pendii del Col de la Croix, la località La Théraz. Poco dopo il tracciato s’immette sulla strada asfaltata che collega La Thuile con il Colle San Carlo. Si gira a sinistra in discesa raggiungendo la vicina frazione di Les Granges sull’altopiano alle pendici del Mont du Parc. Oltrepassato su asfalto il villaggio di Les Granges (occhio sulla destra!) si segue il segnale del percorso  n° 11 che immette su un sentiero che costeggia le falde del rilievo alla nostra destra (Mont du Parc). Con andamento regolare leggermente vallonato si arriva a Thovex, frazione di La Thuile. Lungo la strada principale, in discesa, passando per Arly, si torna al piazzale della Funivia, chiudendo l’anello.

 

Altri itinerari
Ecco di seguito alcune proposte alla portata di tutti, poco esperti e poco allenati. La via maestra è senz’altro la famosa Comino, indicata con i cartelli F: parte dall’arrivo della seggiovia Bosco Express e con un andamento a tornanti, nel bosco, scende fino a La Thuile. L’altro percorso facile è il Promise che segue l’andamento della Dora del Ruitor tra La Thuile e La Joux, senza affrontare alcun dislivello impegnativo.
Tra le escursioni da non perdere segnaliamo la pedalata verso il Col Chavanne, uno dei punti più panoramici sulla catena del Bianco. Si tratta di un percorso di andata e ritorno lungo la stessa strada (molto bella) ed è contrassegnato col n° 9: si parte da La Thuile sulla S.S.26 del Piccolo San Bernardo o dalla frazione di Pont Serrand (25 km a/r da qui). Appena prima del villaggio si gira a destra verso gli alpeggi di Orgères: la stradina asfaltata sale con forte pendenza fino al punto di ristoro agrituristico (funziona solo su prenotazione) Le Lapin, poi si prosegue su sterrato percorrendo sino alla fine tutto il vallone di Chavanne. L’itinerario è descritto dettagliatamente sulla guida MTB La Thuile-La Rosière distribuita presso l’Ufficio Turistico a La Thuile.

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Percorsi per tutti
Il territorio di La Thuile offre una grande varietà d’itinerari segnalati. Ci sono due diversi sistemi di segnalazione. Uno numerico che fa riferimento al progetto GEIE Sud Mont Blanc in cui i percorsi vengono riportati in una cartina che copre il comprensorio italo-francese di La Thuile e La Rosière intorno al passo del Piccolo San Bernardo: si tratta di 16 itinerari, tutti per mountain bike, di varia difficoltà. L’altro riguarda solo il comprensorio di La Thuile e si compone di tracciati combinabili con gli impianti di risalita: si tratta di 17 percorsi identificati con lettere da A a T che in molti casi si sovrappongono con gli itinerari del progetto GEIE. Tutti i percorsi sono manutenuti e segnalati con cartelli direzionali che riportano lettere e numeri.
È possibile effettuare gli itinerari descritti e tutti gli altri in compagnia di guide e accompagnatori specializzati. In ogni caso non bisogna mai dimenticare di trovarsi in montagna; dunque sono richiesti prudenza e precauzioni come il casco (indispensabile), numeri di telefono da utilizzare in caso di emergenza, abbigliamento adeguato a repentini cambi di condizioni atmosferiche, cartine dei tracciati.


Outdoor
L’AIAT in collaborazione con il Consorzio Operatori Turistici prevede un programma di attività giornaliere; date e prezzi possono essere richiesti presso l’ufficio informazioni: gite al Piccolo S. Bernardo, escursioni in MTB con o senza istruttore anche per bambini, Mountain Bike Fun Park per ragazzi, gita all’alpeggio con degustazione di formaggi, gita ai castelli valdostani con guida. Parco Avventura, S.S.26 (tra La Thuile e Pré St. Didier), cell. 333.1660835, 335.5918089; www.parcoavventuramontblanc.com. Compagnie des Guides Rutor La Thuile, Mauro Collomb, cell. 340.5326805, 340.0700010/2: corsi di avviamento alla montagna, itinerari escursionistici e alpinistici, arrampicate in palestra, passeggiate nel territorio di La Thuile e in Valle d’Aosta. Totem Adventure, Route Mont Blanc 4, Pré St. Didier, tel. 0165.87677; www.totemadventure.com: rafting e attività outdoor, anche per bambini.

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Indirizzi utili
Consorzio Operatori Turistici La Thuile, via M. Collomb 36, tel. 0165.883049; www.lathuile.it. Funivie Piccolo San Bernardo SpA, piazzale della Funivia, La Thuile (Ao), tel. 0165.884142; www.lathuile.net.