Foreste e castelli

testo di Claudio Agostoni – foto di Bruno Zanzottera

Un polmone verde a poca distanza da Vienna, ricco di prodotti tipici, ma anche di spiritualità monastica e di magia. Con centinaia di castelli, palazzi storici e abbazie dispersi in uno scenario da fiaba.

UN MANIERO SULLA COLLINA Il castello rinascimentale di Rosenburg, uno dei tanti che punteggiano il Waldviertel.

È difficile trovare in Austria una regione così ricca di proposte naturali: dal Danubio alle Prealpi, dai colli boemi alla pianura ungherese, la Bassa Austria offre meravigliosi spettacoli naturali in ogni stagione dell’anno. Fondamentale, per individuare questa regione, è il senso da dare all’aggettivo “bassa”. Non identifica un territorio meridionale, ma è un retaggio storico, risalente a quando questa regione era un ducato del Sacro Romano Impero. Oggi è il cuore dell’Austria, anche perché nel suo territorio è situata, come un’isola, la capitale del Paese: Vienna. Un intenso rapporto di amore-odio lega, da sempre, la capitale alla sua periferia rurale. Dall’alba dei tempi quest’ultima, terra di contadini, è governata dal partito conservatore democratico, mentre nella capitale, la città degli operai, regnano sovrani i socialdemocratici. Eppure ogni fine settimana avviene una bizzarra transumanza. I viennesi vanno in campagna in cerca di natura e tranquillità. Gli abitanti della Bassa Austria convergono sulla capitale per lo shopping e per le sue offerte culturali. Le relazioni tra città e campagna sono state rafforzate, nei secoli, dal continuo andirivieni dei loro abitanti. Esemplificativo l’operato del principe Eugenio (1663-1736), condottiero austriaco famoso anche per aver fatto costruire molti castelli barocchi. Tra questi a Vienna si fece erigere lo splendido palazzo del Belvedere, da utilizzare per i suoi impegni di rappresentanza. Contemporaneamente fece ristrutturare il palazzo di Hof, splendida enclave rurale da utilizzare per la caccia e per sfarzose attività festaiole. In molti seguirono il suo esempio: lavorare a Vienna e fare il pieno di energia nella Bassa Austria. Qualche nome: Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, Sigmund Freud… Gli anni successivi alla rivoluzione industriale portarono nella regione un business legato all’attività dei vetrai e dei soffiatori di vetro. E le 40 tappe della strada tessile del Waldviertel, la propaggine nord occidentale della Bassa Austria, danno un’idea di quello che è stato un capitolo centrale della storia industriale regionale, una fase storica che ha lasciato come eredità i musei tessili di Gross Siegharts, Weitra e Waidhofen.

È questa solo una delle tante proposte del Waldviertel, una regione che oggi costituisce il più esteso e il più agricolo Bundesland austriaco.

Terra da scoprire

Percorrendolo si scopre che è conosciuto prevalentemente da turisti locali. Al massimo da qualche tedesco. Eppure è una regione pregna di fascino e di magia, come testimoniano i bizzarri reperti disseminati nella campagna intorno al borgo di Gross Gerungs. E ricca di centinaia tra castelli, palazzi storici, rovine ed abbazie. Una quantità di reperti storici che fa da contraltare alla povertà che negli ultimi decenni ha segnato questa terra. Attività industriali pressoché inesistenti e un’agricoltura basata quasi esclusivamente sulla coltivazione della patata, che qui è stata introdotta su larga scala subito dopo essere stata importata dalle Americhe. Due fattori che hanno reso questa regione terra d’emigranti. Un isolamento, legato anche all’essere regione di frontiera, che ha contribuito a fare del Niederösterreich la Scozia dell’Austria. Ovvero il “meridione” economico del proprio Paese. Dopo la caduta della Cortina di Ferro negli anni Novanta, le relazioni con i Paesi dell’Est europeo si sono intensificate. Il Waldviertel, e nel suo insieme la Bassa Austria, non sono più l’angolo estremo dell’Europa occidentale, ma il cuore dell’Europa unita. Il suo nuovo tesoro potrebbe essere il turismo. E il fatto che sia terra vergine per i turisti europei non fa che accrescerne il fascino.