Sardegna-Ogliastra
Le montagne di Tex
di Giorgio MesturiniCon i suoi fitti boschi di lecci, i canyon e le imponenti pareti calcaree, l’ogliastra è un luogo scenografico e selvaggio, dove si conservano testimonianze archeologiche preziose. Da scoprire percorrendo gli antichi sentieri.

Vedetta sarda la torre di barì, sulla costa di bari sardo.
L’Ogliastra è la provincia meno popolata d’italia. Questo spiega in ampia parte il fascino selvaggio del luogo. Il resto lo fa il “gioco combinato” dei panorami mozzafiato, delle atmosfere da film western… Affacciata sulla costa orientale dell’isola, chiusa a nord dal supramonte, e ad ovest dal gennargentu, l’ogliastra rappresenta una recente scoperta turistica della sardegna. È quindi una terra dove è la natura a dominare (anche le belle spiagge sono poco affollate), dove l’uomo da secoli si è insediato con rispettoso riguardo. Sembrano ormai quasi far parte del paesaggio le numerose testimonianze archeologiche, che rivelano la vita dei popoli che abitarono la regione: nuraghi, domus de janas (tombe scavate nella roccia), fonti sacre, tombe dei giganti e menhir.
Texas mediterraneo
L’area settentrionale dell’ogliastra, con un territorio ricco di montagne, falesie e gole, parte del supramonte, è diversa dall’ogliastra meridionale, nota anche come la regione dei “tacchi”: alture caratterizzate da pareti dolomitiche, ma dalle fattezze simili alle montagne del Texas. Sono i panorami straordinari che hanno ispirato i paesaggi disegnati da Gianluigi Bonelli nelle avventure del mitico fumetto Tex Willer. I tacchi sono affioramenti di roccia calcarea che risalgono al Mesozoico, risultato del ridimensionamento degli antichi tavolati che, incisi dall’azione millenaria dell’acqua, hanno trasformato le montagne in questi altopiani dalla conformazione tormentata. I tacchi hanno sommità pressoché pianeggianti o irregolarmente ondulate e bordi che sembrano vere e proprie muraglie, che possono essere lunghi diversi chilometri, o anche “sfrangiarsi” modellando dentellature, pinnacoli e sporgenze. Come se non bastasse, l’origine calcarea dei tacchi ha innescato il fenomeno “carsico” poiché l’azione millenaria delle piogge ha eroso la parte più interna delle masse rocciose, generando così una stupefacente successione di grotte. Alcune di queste cavità sono famose, come la grotta di serbissi a osini e quella di su marmuri ad ulassai, ma poi ve ne sono molte altre visitate solamente da pochi appassionati, che fanno sentire un vero e proprio esploratore chi le scopre. Se morfologia e geologia dell’ambiente sono stupefacenti, anche la vegetazione è interessante, con boschi di lecci (Quercus ilex), misti a pini (Pinus pinea), pini d’aleppo, (Pinus halepensis) e carpini neri (Ostrya carpinifolia).
Paradiso di natura
Queste montagne sono solcate da antichi tratturi e sentieri, che costituivano le vie di comunicazione per i popoli antichi e poi per generazioni di pastori e cacciatori. Un intrico di cammini che oggi è stato ripristinato dai comuni e dall’ente foreste della sardegna: percorrerli è il modo ideale per conoscere questo misterioso luogo, dove il tempo sembra essersi fermato. Camminando qui ancor oggi non è difficile fare incontri magici, come il pastore Egidio, a cui hanno proposto milioni di euro per le sue terre, ma che a ottant’anni continua a vivere con le sue pecore, contemplando, più regale di un re, il mare verde dell’Ogliastra… anche le forme di turismo, che i piccoli paesi che punteggiano le zone interne dell’ogliastra, da sempre votati all’agricoltura, alla pastorizia e all’artigianato, stanno scoprendo, non sono invasive e trovano proprio nelle bellezze naturali la loro ragione d’essere: il trekking, la mountain bike, il torrentismo e, prima fra tutte, l’arrampicata. Vie di sviluppo concrete e discrete come la gente di qui, che permettono di valorizzare un territorio che va scoperto in punta di piedi.













































