Aspre montagne, scogliere a picco, paesaggi selvaggi, villaggi abbandonati con imponenti torri in pietra: la Penisola del Mani è una Grecia fuori dagli schemi, lontana dalle isole Cicladi e dal tour classico. Soprannominata il “dito medio” del Peloponneso, questa è la patria della comunità dei Manioti, ovvero i fieri discendenti degli antichi spartani.

La Penisola del Mani è una terra chiusa, quasi arroccata, legata alla propria storia. E, leggenda vuole, è proprio in questo luogo impervio che si trova la porta di ingresso al mitico mondo dell’Ade, il regno delle ombre degli antichi greci e romani. Stiamo parlando delle grotte di Diròs, un’enorme cavità di straordinario fascino che non può non essere visitata in un viaggio lungo il “dito medio” del Peloponneso.

La discesa nel mondo dell’Ade

Le grotte di Diròs si trovano a sud di Areopoli e sono l’antro marino più famoso della zona. Leggenda vuole che questi cunicoli sotterranei si estendano fino a Sparta; gli speleologi parlano invece di 14 km di lunghezza. L’ingresso naturale alle grotte è dalla spiaggia; i primi metri sono visitabili a piedi, poi si prosegue in barca lungo un fiume sotterraneo, tra luci soffuse, gocciolii, spettacolari stalattiti e stalagmiti che si specchiano nell’acqua.

Un viaggio in un mondo sottoterra, capovolto, scuro e misterioso; non stupisce che sia proprio questa grotta a rappresentare l’Ade. Come scrive Patrick Leigh Fermor nel suo Mani. Viaggi nel Peloponneso, libro interamente dedicato a questo lembo di terra: “Non vi è ombra di dubbio che questa sia la grotta usata per quelle famose discese agli inferi”.

Un abbraccio lungo seimila anni

Nel 2015, tra le formazioni di stalattiti e stalagmiti all’interno delle grotte di Diròs, è stata ritrovata una coppia di scheletri abbracciati: un uomo e una donna consegnati al tempo dell’Ade ancora avvinghiati. Nel Neolitico, infatti, queste caverne avevano la funzione di residenza e di necropoli. Si presume che vennero abbandonate nel IV secolo a.C in seguito a un forte terremoto che fece crollare l’ingresso, sigillando all’interno coloro che vi abitavano. Tra questi, la coppia di amanti ritrovata, che ha trascorso seimila anni in un abbraccio.

Sul numero 284 (ottobre 2020) di Itinerari e Luoghi, disponibile in edicola e online, trovate maggiori informazioni, curiosità e un itinerario dedicato alla Penisola del Mani.
Qui trovate invece tutti i nostri consigli di viaggio.