La storia antica del nostro Paese ha visto un susseguirsi di popolazioni che si sono influenzate a vicenda e hanno lasciato reperti e resti ancora oggi studiabili e ammirabili. Tra questi spiccano anche i celti, la cui sfera di influenza si espandeva per quasi tutto il nord Italia e a cui si deve il nome in periodo romano di Gallia Cisalpina. Sebbene da molti dimenticati, i reperti dell’epoca celtica sono ancora ammirabili oggi in diverse località italiane.

I celti nell’immaginario collettivo

Quando pensiamo ai celti, i primi a venirci in mente sono forse druidi che officiavano cerimonie presso Stonehenge o i pitti in guerra contro i romani. Nell’immaginario collettivo la cultura celtica è strettamente legata alle isole britanniche, dato che questa fu l’area in cui i romani ebbero meno influenza e in cui la cultura dei celti rimase viva più a lungo, tanto che ancora adesso aree come il Galles, la Scozia e la francese Bretagna parlano lingue celtiche. Anche nei media siamo abituati a seguire principalmente le avventure delle popolazioni celtiche di quello che oggi è il Regno Unito, come nel caso dei protagonisti di alcuni episodi di Doctor Who, la serie britannica disponibile su Tim Vision, o dell’odierna Francia come nel caso delle avventure di Asterix e Obelix i cui volumi sono editi in Italia da Panini Comics.

È inoltre imbevuto di cultura celtica il ciclo arturiano che, sebbene sia ambientato in epoca cristiana, ritiene moltissimi elementi celtici nelle figure, ad esempio, delle sacerdotesse e dei druidi che assumono un ruolo prominente in opere come il libro Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley edito da HarperCollins Italia e la slot machine del casinò online Betway Casinò Avalon Scratch ambientata proprio sull’isola leggendaria di re Artù. Il forte legame tra il ciclo arturiano e la cultura celtica è inoltre analizzato in opere come il film King Arthur distribuito da Walt Disney Pictures, che sposta l’azione all’epoca del dominio romano e vedono re Artù nelle vesti di un centurione romano e Ginevra in quelle di una guerriera della tribù dei pitti. Nel nostro Paese sembra che solo negli ultimi anni il pubblico abbia iniziato man mano a ricordasi della storia del territorio precedente all’arrivo dei romani, iniziando così a celebrare la cultura celtica in festival come Celtica Valle d’Aosta e il Bundan Celtic Festival.

I reperti celtici in Italia

In Italia, le popolazioni del settentrione si sono spesso mischiate tra loro prima della conquista romana, rendendo così difficile per storici e archeologi distinguere tra una cultura e l’altra. I celti stessi non sono un popolo unico, ma piuttosto un insieme di gruppi uniti da cultura, tradizioni e religione in comune. I celti, durante la loro discesa verso il nord e talvolta il centro Italia, si sono quindi mischiati con le popolazioni preesistenti dando vita a culture nuove come quella celto-ligure del sud del Piemonte e quella celtico-etrusca in Emilia-Romagna. L’arrivo dei romani, infine, ha ulteriormente indebolito la cultura celtica fino a farla sparire quasi completamente. È quindi molto raro trovare manufatti e siti archeologici celtici al 100% e per questo non esistono ancora musei dedicati solo a questa cultura. Ne è forse eccezione il Museo Archeologico di Golasecca, in cui è possibile ammirare i resti della cultura golasecchiana che ha avuto influenze e stretti contatti con i celti. Sebbene non esistano musei dedicati, è però possibile trovare molti manufatti e reperti celtici in molti musei del nord e centro Italia dedicati all’archeologia.

In Italia, le popolazioni del settentrione si sono spesso mischiate tra loro prima della conquista romana, rendendo così difficile per storici e archeologi distinguere tra una cultura e l’altra. I celti stessi non sono un popolo unico, ma piuttosto un insieme di gruppi uniti da cultura, tradizioni e religione in comune. I celti, durante la loro discesa verso il nord e talvolta il centro Italia, si sono quindi mischiati con le popolazioni preesistenti dando vita a culture nuove come quella celto-ligure del sud del Piemonte e quella celtico-etrusca in Emilia-Romagna. L’arrivo dei romani, infine, ha ulteriormente indebolito la cultura celtica fino a farla sparire quasi completamente. È quindi molto raro trovare manufatti e siti archeologici celtici al 100% e per questo non esistono ancora musei dedicati solo a questa cultura. Ne è forse eccezione il Museo Archeologico di Golasecca, in cui è possibile ammirare i resti della cultura golasecchiana che ha avuto influenze e stretti contatti con i celti. Sebbene non esistano musei dedicati, è però possibile trovare molti manufatti e reperti celtici in molti musei del nord e centro Italia dedicati all’archeologia.

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