Saranno i paesaggi da fiaba, saranno i paesi immersi nella quiete, o forse saranno i castelli arroccati, fatto sta che la Carinzia, come tutta l’Austria, è una terra di antichi miti e leggende con creature magiche – draghi, elfi, gnomi e fate – che ritornano di vallata in vallata. Sulla pittoresca Klagenfurt, capoluogo della Carinzia, aleggiano misteriose leggende, tramandate di generazione in generazione. Scopriamole insieme. 

Il Lindwurm (drago) di Klagenfurt 

La leggenda della fondazione di Klagenfurt narra di un drago spietato che viveva tra le paludi tra il fiume Drau e il lago Wörthersee. Per placare l’ira e la fame della bestia, gli abitanti della zona erano costretti a sacrificare periodicamente il proprio bestiame. Dopo anni di stenti e soprusi, il sovrano decise di sconfiggere il drago una volta per tutte, affidando l’incarico a tre giovani astuti che, utilizzando un toro come esca, riuscirono a catturarlo e annientarlo. Finalmente le paludi del mostro vennero bonificate e la città crebbe prosperosa, fino a diventare la più importante della regione. In ricordo della vittoria dell’uomo sul drago, nel 1593 fu costruita l’imponente fontana di Lindwurm; ancora oggi la statua resta il simbolo e l’emblema di Klagenfurt. 

Il nano del Wörthersee

©Paolo Simoncelli

Il lago Wörthersee, il meraviglioso “mare carinziano” dal clima mediterraneo, nasconde tra le sue acque un’affascinante leggenda. Si racconta che, dove ora si trova il lago, un tempo ci fosse una città ricca e prosperosa. Un anno gli abitanti si ritrovarono a festeggiare il giorno prima di Pasqua con balli, canti e banchetti. Preoccupato dai festeggiamenti sfrenati, un piccolo e vecchio signore dal viso color ghiaccio cercò di ammonire i cittadini sulla loro condotta, ma questi lo ignorarono e derisero. Dopo aver riprovato, invano, a fermare le danze, allo scoccare della mezzanotte lo strano signore aprì la botte magica che teneva tra le mani e le acque iniziarono a sgorgare senza sosta, tanto da far annegare tutti i cittadini e generare il lago di Wörthersee. Ancora oggi i pescatori raccontano di sentire gli strani rumori della città immersa nelle acque. Klagenfurt ricorda la leggenda con la statua Dwarf (Nano del lago) costruita nel 1965 da Heinz Goll e situata nella Arthur-Lemisch-Platz.

Il guardiano del campanile 

©Paolo Simoncelli

In passato il guardiano del campanile di Klagenfurt annunciava lo scoccare di ogni nuova ora con un energico suono di corno lanciato in tutte le direzioni. A mezzanotte, però, il corno non doveva essere suonato a sud, perché in quella direzione si trovava il cimitero. Leggenda vuole che un giorno, un guardiano, dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, decise di fare lo spavaldo e di suonare il corno anche a sud. “Vi farò vedere io come vi sveglio i morti”, urlò. E i morti si svegliarono davvero: dal cimitero si mosse una lunga fila di figure spettrali verso il campanile. Il primo della fila aveva già tra le mani la testa del campanaro quando dalla torre riecheggiò il suono dell’una di notte: in un attimo le creature spettrali svanirono. Da allora nessun guardiano ha mai più osato rivolgere il proprio corno a sud.

 

Sul numero 286 (dicembre 2020-gennaio 2021) di Itinerari e Luoghi, disponibile in edicola e online, trovate maggiori informazioni, curiosità e un itinerario dedicato alla Carinzia.
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