Le costellazioni da osservare

La stagione estiva è una delle migliori per osservare alcune costellazioni che giocano un ruolo importante anche nella mitologia

Dragone

Il mito narra che la dea Gea (Terra) per festeggiare il matrimonio di Era (Giunone) le donò alcune mele d’oro. I frutti prodigiosi erano custoditi dalle figlie di Atlante, le Esperidi e dal Drago Ladone. Quest’animale prodigioso si riteneva possedesse cento teste e che parlasse molte lingue ma in realtà, spesso, era raffigurato con una sola.

Il Drago è citato anche nell’undicesima fatica di Eracle (Ercole): il semi-dio, infatti, dovette rubare i frutti dorati e per riuscire nell’impresa, uccise con frecce avvelenate Ladone. Era, per ringraziarlo della sua estrema fedeltà, lo elevò in cielo tra le stelle. Da un punto di vista astronomico la costellazione del Drago è compresa tra l’Orsa Maggiore, quella Minore e la costellazione della Lira.
La sua testa è composta dalle stelle Gamma, Beta e Nu. Quest’ultima è una stella doppia molto facile da osservare anche attraverso piccoli telescopi. Un oggetto degno di menzione è la nebulosa planetaria NGC 6543 che si trova precisamente sul polo dell’eclittica e che esibisce una colorazione bluastra. Al suo interno ci sono anche decine di galassie che, purtroppo, sono tutte molto flebili e impossibili da osservare con strumenti amatoriali.

Cigno
Molteplici racconti narrano di questa stupenda costellazione estiva. La più nota riporta la strategia che Zeus (Giove) attuò per sedurre Nemesi, una delle Ninfe. Si trasformò in uno splendido cigno e chiese ad Afrodite di mutarsi in aquila per inseguirlo. Nemesi, non accorgendosi dell’inganno, gli offrì rifugio, poi fu violentata. Esiodo, invece, raccontò dell’amicizia fra Cicno, figlio di Stenelo, e Fetonte, figlio di Elio, dio del Sole, e della Oceanina Climene. Fetonte morì colpito a morte dalla folgore di Zeus, perché aveva osato avvicinarsi troppo alla terra con il carro infuocato del padre. L’amico andò a piangere la sua morte e per volere di Apollo, fu trasformato in un cigno e condotto in cielo.
Questa è la più bella, visibile e splendente costellazione estiva, culmina a mezzanotte nel mese di luglio. Le stelle principali assumono la forma di croce e la più brillante fra esse è Deneb, mentre Albireo è la stella doppia più magnificente: vanta una primaria aurea e una secondaria che rifulge di un azzurro molto intenso. Tale sistema stellare è stupefacente se osservato con i binocoli di grande diametro. Il Cigno è anche attraversato dalla Via Lattea e costellato da vari ammassi aperti, come M29 e M39, NGC 6960 e 6992. La più affascinante è certamente NGC 7000 nota come  la Nebulosa Nord America. Al binocolo appare come una debole nebulosità che esplode in tutta la sua bellezza, attraverso la fotografia a lunga posa.

Aquila
Questo invincibile e potente rapace è sempre stato caro ai Greci, poiché trasportava le folgori di Zeus, durante i suoi feroci attacchi contro i nemici. Fu uno dei protagonisti, quando il sovrano degli Dei, ancora giovane, dovette nascondersi dal padre Crono – che era intenzionato a divorarlo per dominare nuovamente sugli dei e sugli uomini. Zeus chiese quindi all’aquila di rapire il valoroso guerriero Ettore, figlio di Priamo. In seguito lo addestrò sino a farlo diventare il più grande combattente sulla terra, in grado di tenere testa agli eserciti greci (sino ovviamente all’arrivo di Achille). Zeus avrebbe quindi premiato la collaborazione dell’aquila, raffigurando le sue forme in una costellazione.
Il secondo mito narra, invece, le vicende del titano Prometeo, figlio di Giapeto e di Climene, una ninfa oceanina. Prometeo sfidò gli dei, rubando il fuoco per donarlo agli uomini. Zeus, per punizione, lo fece incatenare a uno scoglio e mandò l’aquila a divorargli il fegato prima di gettarlo nel Tartaro al centro della terra. Sulle mappe stellari, il rapace è spesso raffigurato mentre piomba in picchiata sull’acquario: questo perché si narra che Zeus, trasformatosi in aquila, rapì Ganimede – il più bello fra gli uomini – affinché servisse come coppiere nella mensa degli Dei. Questa costellazione è visibile in estate e in autunno e culmina a mezzanotte versa la metà del mese di luglio. Anch’essa è attraversata dalla Via Lattea. La sua stella alpha Altair è una delle più brillanti nel cielo oltre che una tra le più vicine, distante circa diciassette anni luce. Per gli amanti delle osservazioni degli ammassi aperti, all’interno di questa costellazione è facile trovare NGC 6709 e NGC 6755.