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Le isole scomparse della laguna veneta

Scomparse, riemerse e poi inghiottite di nuovo dall’acqua: le isole della laguna veneta sono in continuo mutamento per l’azione inarrestabile di maree, depositi di fiumi, correnti marine e venti. Un tempo floride e abitate, di alcune di queste isole rimane traccia solo nei racconti popolari o in antichi documenti dell’Alto Medioevo. Di altre, invece, sono stati ritrovati i resti.

Qui vi guidiamo in un viaggio alla scoperta di alcune isole scomparse della laguna veneta, tra affascinanti leggende, barene e città fantasma.

L’arcipelago di Ammiana

A nord-ovest di Lio Piccolo, tra le attuali isole di Santa Cristina e della Salina, sorgeva l’arcipelago di Ammiana, formato da piccole isole divise da canali. Ammiana fu fondata nel V secolo dagli Altinati in fuga dalle invasioni barbariche. Un tempo l’intera area era un importante centro religioso con numerose chiese, parrocchie e insediamenti monastici: qui trovarono riposo le spoglie di diversi dogi e personaggi illustri. Dal 1100 iniziò una lenta ma inarrestabile decadenza dovuta a eventi naturali sfavorevoli; a metà del XV secolo l’arcipelago di Ammiana era praticamente deserto. Oggi la zona è una grande distesa di barene, ghebi e qualche cumulo di terra, come la “motta dei Cunicci” (montagnola dei conigli) e la “motta di San Lorenzo”, dove sorgeva il monastero di San Lorenzo.

Costanziaca

Altra isola molto importante era la Costanziaca, così chiamata in onore dell’imperatore Costantino, a nord-est di Torcello. Come Ammiana, si presentava come un grande centro ricco di monasteri e chiese. Di certo sappiamo che esisteva un monastero che ospitava delle monache di San Maffio, che si trasferirono a Murano quando l’isola cominciò a deteriorarsi. Di Costanziaca non rimane nulla se non fango e acqua.

San Marco in Boccalama

Alla foce del Lama, antico ramo del Brenta, si trovava l’isola di San Marco in Boccalama, oggi completamente sommersa. Molti ricercatori concordano sulla presenza di un monastero di San Marco, da cui il nome dell’isola, in epoca precedente il XIV secolo. A causa di fenomeni naturali come erosione e subsidenza, l’isola venne abbandonata, tanto che negli anni della peste nera venne adibita a fossa comune. Qui, a metà degli anni ‘90, sono stati ritrovati due importanti relitti navali: una rascona (imbarcazione a fondo piatto da trasporto) e una galea da mercato, primo e unico esemplare di questa tipologia di imbarcazione. Oggi San Marco in Boccalama è una grande distesa di barene.

Metamauco, l’Atlantide di Venezia

Anche la laguna di Venezia ha la sua Atlantide e si chiama Metamauco. Risucchiata dal mare nel XII secolo e scomparsa nel nulla, l’isola è protagonista di numerose storie e antiche leggende. Le cronache narrano che Metamauco fu fondata dai padovani in fuga dalle invasioni barbariche nel VI secolo. In epoca romana si trasformò in un importante porto marittimo e fu dal 743 all’819 città ducale, tanto da avere la supremazia sulle altre isole. Poi divenne bersaglio dei Franchi e perse sempre più potere, finchè nel 1106 fu inghiottita dalle onde di un tremendo maremoto. Per anni i pescatori raccontarono terrorizzati di aver sentito, nelle notti di luna, i lamenti delle anime dannate dell’isola scomparsa. A oggi, nonostante le numerose ricerche, di Metamauco non si trova traccia.

Sul numero 284 (ottobre 2020) di Itinerari e Luoghi, disponibile in edicola e online, trovate maggiori informazioni, curiosità e un itinerario dedicato alla penisola di Cavallino-Treporti, tra la Laguna nord di Venezia e l’Adriatico.
Qui trovate invece tutti i nostri consigli di viaggio.