N. 274 Ottobre 2019

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Carissimi lettori,

Dopo migliaia di chilometri in bicicletta e un centinaio di reportage pubblicati su Itinerari e Luoghi inizia un nuovo viaggio. Con sorpresa e piacere ho accolto la proposta dell’editore di salire in sella alla testata e guidarla verso nuove mete. Inizia così la duecentosettantaquattresima tappa di una testata che da ventisei anni va a scoprire strade e sentieri, racconta storie e suggerisce consigli preziosi per conoscere angoli di mondo. In un quarto di secolo il mondo che viviamo è cambiato moltissimo. È cambiato il modo di viaggiare perché la tecnologia ci ha fornito strumenti che quando nasceva Itinerari non erano neanche immaginabili. Dopo lo sbarco sulla Luna in tanti prevedevano in un futuro prossimo lo sbarco su Marte e Giove; allo stesso modo con l’avvento di internet, alla fine del secolo scorso, molti pensavano che la grande rete avrebbe polverizzato la carta stampata. In realtà il progresso tecnologico imbocca strade diverse dall’immaginazione e offre diversi spunti di riflessione. Non a caso in un panorama editoriale profondamente trasformato Itinerari e Luoghi continua a ispirare idee di viaggio, tracciare itinerari, consigliare esperienze, stimolare la curiosità di chi interpreta il viaggio come un momento di libertà, conoscenza e scoperte. E il motivo è facilmente spiegabile. Alla base di progetti riusciti c’è sempre un’idea intelligente. Quando si progettava il numero 1 di Itinerari e Luoghi, Paolo Fioratti, ideatore e fondatore, spiegava a noi giovani collaboratori il valore delle culture minori, del saper scoprire una strada, guardare un luogo, raccontare una persona; ma soprattutto prendere per mano il lettore curioso, il viaggiatore in cerca di emozioni autentiche e offrirgli uno strumento utile e pratico per potersi costruire la propria esperienza. Oggi lo spirito di Itinerari e Luoghi è esattamente lo stesso e  questo modus operandi è la radice forte che alimenta il profondo legame di fiducia che si è creato tra i giornalisti viaggiatori e i lettori. Un legame forte che va oltre logiche commerciali e si è cementato nel tempo. I giornalisti di Itinerari e luoghi camminano, pedalano, esplorano, intervistano, si perdono per ritrovarsi e raccontare luoghi e persone. È un giornalismo antico e attualissimo e a differenza di quanto si paventava la carta è diventata un bene prezioso profondamente differente dall’informazione digitale che ha aperto nuove frontiere soprattutto nel campo dell’immediata fruibilità di dati utili in tempo reale. E così nella rivista sono scomparsi gli orari di treni e bus ma i contenuti sono il frutto di una vera e propria scuola creata da Itinerari e luoghi con un giornalismo discreto, sussurrato, puntuale, a volte ironico e divertente. 

Mentre scrivo queste righe provo l’emozione che accompagnano le prime pedalate di un viaggio. Non penso alla meta, ma alla prossima curva e ai miei compagni di viaggio che sono tanti: editore, collaboratori e tutti voi. E poi vado a preparare l’attrezzatura fotografica, il diario di viaggio  in vista della partenza verso il Lago di Costanza. Questa volta pedalerò con mia figlia Elsa, quel bruscolino che venti anni fa viaggiava nel carrellino attaccato alla mia bici.

La copertina di questo numero è dedicata all’Abruzzo, regione che dieci anni fa è stata devastata da un violentissimo sisma. Viaggiare in quei territori oggi ha un valore importante perché il turismo è una delle vie possibili per ridare fiducia alle comunità locali in un percorso di normalizzazione.

Enrico Caracciolo