Rassegna stellare del cielo di Primavera

Prosegue la rubrica dedicata alle costellazioni primaverili. Dopo aver descritto le più importanti nel precedente numero della rivista, è giunto il momento di terminare questa rassegna… cosmica

Bilancia

Questa costellazione era già conosciuta duemila anni prima di Cristo, fu poi celebrata dal popolo romano in onore del grande senso di giustizia di Giulio Cesare e della riforma del calendario.
Per questi motivi era considerata la Costellazione prediletta dai Romani.  Rappresentava il periodo in cui le stagioni erano in equilibrio fra loro e le ore del giorno suddivise equamente fra luce e oscurità.
Poiché è situata nei pressi della costellazione della Vergine – ai tempi associata dai greci alle dee Temi e Dike – paladine della Giustizia, i piatti della Bilancia diventarono il simbolo celeste di tale virtù morale. La Bilancia culmina a mezzanotte nei primi giorni del mese di Maggio, al suo interno è visibile la stella Beta Librae che pare sia l’unica stella di colore verde, visibile a occhio nudo. In realtà non è cosi evidente, soprattutto sotto cieli inquinati, ma tale particolarità è ben apprezzabile attraverso un binocolo. Nel Medioevo era compresa nella costellazione dello Scorpione, giacché ne raffigurava le temibili chele ricurve.

Cancro

I miti narrano che Era (Giunone) l’eterna nemica di Eracle (Ercole), inviò un enorme granchio per ferirlo, mentre  stava combattendo contro Idra, il mostro dalle molteplici teste. Ovviamente il semidio figlio di Zeus lo uccise, schiacciandolo, ma Era per ricompensare il combattivo crostaceo lo eresse in cielo vicino alle costellazioni del Leone e dei Gemelli. Da un punto di vista astronomico la costellazione del Cancro è piu’ connessa al cielo invernale che a quello primaverile, tuttavia è possibile ammirarla, senza particolare difficoltà, durante il periodo primaverile.
L’oggetto più interessante, visibile a occhio nudo, è senz’altro M44 anche conosciuto come “Il Presepe” o “l’Alveare”. E’ protetto da due stelle (Delta e Gamma) spesso definite: “gli asinelli”. Quest’ammasso stellare, infatti, è talvolta riconosciuto con l’appellativo di “Mangiatoia”. Non di minor importanza è M67 prossima alla stella Alfa della costellazione. Ha una magnitudine di 6.9, è più evanescente rispetto a M44, ma ben osservabile con un binocolo 10×50. Quest’ammasso stellare contiene moltissime stelle, quasi un migliaio: una caratteristica atipica per un oggetto celeste di questo tipo.

Chioma di Berenice

Alcune storie raccontano che Berenice, la giovane sposa del faraone Tolomeo III, sacrificò i suoi capelli alla dea Afrodite (Venere) sperando che il marito, da poco partito per una spedizione in Siria, tornasse vincitore. Quando Tolomeo rimpatriò, sano e salvo, la promessa fu mantenuta e la chioma fu custodita all’interno del tempio in onore della dea che all’epoca era denominata Afrodite. Dopo qualche mese, il dono scomparse, per questo motivo, un astronomo di Alessandria, tale Conone, portò alla cronaca la notizia che la Dea avesse gradito tanto il dono da trasportare i capelli biondi in cielo, tramutandole in stelle. La Chioma di Berenice si apprezza  soprattutto durante la stagione primaverile, anche se è ben visibile in estate. Nel mese di Aprile culmina verso la mezzanotte. Essendo circondata da costellazioni di grande rilievo, come il Leone, l’Orsa Maggiore o la Vergine, non è molto citata negli articoli di astronomia pratica, tuttavia in essa si cela M64 la galassia “Occhio nero” di magnitudine 8.5 e il notevole ammasso globulare M53 di magnitudine 7.6.

Corvo, Coppa e Idra

Il mito narra che Apollo inviò il corvide a prendere una coppa di acqua alla sorgente. Avrebbe dovuto portarla in dono a Zeus (Giove). In realtà si dimenticò di tale incombenza poiché decise di aspettare che la pianta di fichi, vicino alla fontana, portasse a maturazione dei gustosi frutti. Dopo molti giorni tornò da Apollo e per scagionarsi dal ritardo, ammise di essere stato attaccato dal serpente Idra che stringeva, come prova, fra gli artigli. Apollo che poteva conoscere la verità, lo condannò a patire la sete per tutta l’eternità. Per tale motivo collocò tutti e tre in cielo e mise il serpente, tra il corvo e la coppa per impedire al volatile mendace di dissetarsi. La costellazione del Corvo culmina a mezzanotte alla fine del mese di marzo, è quindi ben visibile nel periodo primaverile. E’ composta di quattro stelle principali di magnitudine compresa fra 2.5 e 3. Oltre ciò è priva di oggetti celesti interessanti per  i binocoli e per i  telescopi di piccolo diametro.

Sestante

Questa costellazione che si trova a sud del Leone non è stata inventata dalla fertile immaginazione degli Antichi. In realtà fu l’astronomo Hevelius a concepirla fra gli asterismi, per immortalare in cielo lo strumento che adoperava per valutare la posizione degli oggetti stellari. Non è composta da molte stelle brillanti, di contro è ricca di galassie, purtroppo tutte deboli e visibili unicamente con potenti telescopi  o attraverso la fotografia astronomica. Una delle piu’ facili da osservare con strumenti amatoriali è NGC 31145 che possiede una magnitudine di 10.2 ed è situata a poco meno di venticinque milioni di anni luce da noi.