Bisogna arrivare ai margini estremi dell’Europa per trovarle, spingersi fino alle propaggini gelide delle terre abitate e lasciarsi ammaliare al fascino selvaggio e ruggente di questi lembi di terra dimenticati da Dio, forse, ma non dall’uomo, che per secoli ha sfidato la forza della natura pur di strappare al vento e al mare uno spazio in cui vivere: sono le isole più settentrionali d’Europa, che oggi vivono una progressiva riscoperta in virtù delle loro bellezze paesaggistiche e della pace che, lontane da tutto, possono offrire. 

Isole Svalbard (Norvegia)

Più a nord di così non si può abitare: l’arcipelago delle Svalbard, infatti, è la zona abitata più settentrionale del pianeta. Situato nel mare Glaciale Artico, tra i 74° e gli 81° di latitudine Nord, l’arcipelago il cui nome significa “coste fredde” è coperto per il 60% da ghiacciai; sugli oltre 60mila chilometri quadrati e più di 30 isole vivono poco più di duemila persone, concentrate esclusivamente sull’isola di Spitsberg, cioè la più grande (seguita da Nordaustlandet ed  Edgeøya). 

Dopo una storia fatta di estrazione mineraria e caccia alle balene, oggi le Svalbard sono attivissime nella riduzione dell’impatto negativo del turismo e hanno ottenuto la certificazione di Destinazione Sostenibile, grazie alle 3 riserve naturali, i 6 parchi nazionali e i 15 santuari per uccelli. Le Svalbard ospitano anche il Global Seed Vault, la banca genetica dei semi per tutelare la diversità biologica, e l’animale più rappresentativo dell’arcipelago è l’orso polare: qui vive infatti un sesto degli orsi polari del mondo. 

Isole Vesterålen (Norvegia)

©Natalino Russo

Le isole Vesterålen (foto di copertina, ©Natalino Russo) sono un arcipelago norvegese situato sopra il Circolo Polare Artico, poco distante dall’arcipelago delle isole Lofoten, tant’è che spesso vengono accomunate all’interno del medesimo viaggio. Vi risiedono all’incirca 30mila abitanti, che vivono principalmente dei frutti del mare e che oggi hanno unito alla pesca le attività turistiche, per accogliere e far vivere ai visitatori le bellezze del territorio.

Un territorio ricco di contrasti, che vede l’alternanza di spiagge di sabbia finissima e di fiordi spettacolari, di campi coltivati e di vette fino a 1200 metri, e dove è possibile vedere le balene nel corso di tutto l’anno: i safari per incontrare capodogli, orche e megattere sono tra le principali attrazioni dell’arcipelago. 

Isole Shetland (Scozia)

In totale sono più di un centinaio di isole, ma quelle abitate sono solo 15: si tratta delle isole Shetland, arcipelago situato 170 chilometri al largo della costa settentrionale delle Scozia. Pur appartenendo al Regno Unito, le Shetland sono di fatto più vicine alla Norvegia e l’influenza norrena è ancora intuibile non solo dai siti archeologici, ma anche dai molti nomi topografici e nella cadenza linguistica locale. L’isolamento dell’arcipelago dalla terraferma ha permesso di conservarne il fascino aspro e selvaggio, caratterizzato da una costa frastagliata, spiagge incontaminate e incredibili formazioni rocciose e scogliere. 

Il capoluogo delle Shetland è la cittadina di Lerwick, dove vive la maggior parte del 20mila abitanti dell’arcipelago. Tra le peculiarità delle Shetland, impossibile non citare la musica: Lerwick ospita infatti nel corso dell’anno tre importanti festival musicali, cioè lo Shetland Folk Festival, lo Shetland Accordion & Fiddle Festival e il Fiddle Frenzy

Isole Orcadi (Scozia)

Terre di menhir, di siti archeologici e di castelli, ma soprattutto terre di grandi contrasti e di scenari struggenti e mozzafiato a pochi chilometri dalla costa scozzese: sono le isole Orcadi, arcipelago di circa 70 isole (di cui una ventina abitate) e dalla storia antichissima. Furono infatti abitate fin dal Neolitico, come testimoniano i  numerosi insediamenti ritrovati: il più famoso è Skara Brae, patrimonio mondiale dell’Unesco, con i suoi monumenti neolitici, i cerchi di pietra, i siti di tumulazione e un villaggio. 

Skara Brae si trova su Mainland, l’isola maggiore dell’arcipelago, così come le cittadine di Kirkwall (capitale delle Orcadi) e Stromness. Caratteristiche significative delle Orcadi sono il clima mite e il suolo fertile (l’agricoltura è uno dei settori trainanti dell’economia locale), i paesaggi selvaggi dove fare bird-watching o osservare le foche e, infine, la cucina: alcuni produttori locali hanno infatti creato l’etichetta “Taste of Orkney” per difendere le proprie unicità gastronomiche. 

Isole Solovki (Russia)

Bisogna spostarsi nel Mar Bianco per trovare le isole Solovki, arcipelago russo sito nella baia del fiume Onega e appartenente dal punto di vista amministrativo all’oblast‘ di Archángel’sk. Si tratta di sei isole principali e di un centinaio di isolotti e scogli, abitate in totale da poco più di mille persone: le tre isole maggiori sono Bol’šoj Solovkij, l’Isola Anzerskij e Bol’šaja Muksalma. 

Dal 1974 le isole sono una riserva naturale e dal 1992 patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, in virtù degli insediamenti monastici medievali “nell’inospitale ambiente dell’Europa settentrionale, che illustra ammirevolmente la fede, la tenacità e l’iniziativa delle comunità religiose del tardo Medioevo”. Il Monastero di Solovki fu uno dei centri religiosi più importanti della Russia: dopo la rivoluzione russa il complesso venne requisito e, complice la posizione isolata, dal 1929 al 1939 venne costruito sulle isole il primo campo di lavoro sovietico. Oggi le Solovki sono meta di sentitissimi pellegrinaggi da parte dei devoti ortodossi.

 

Sul numero 285 (novembre 2020) di Itinerari e Luoghi, disponibile in edicola e online, trovate maggiori informazioni, curiosità e un itinerario dedicato alle isole Lofoten e alle Vesterålen.
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