Non solo un grande evento fieristico dedicato al turismo: la BIT è un modo per provare oggi a disegnare tutti insieme il modo in cui viaggeremo domani. Da martedì 10 a giovedì 12 febbraio, negli spazi di Fiera Milano a Rho, va in scena la quarantaseiesima edizione della Borsa Internazionale del Turismo che vuole immaginare una nuova stagione di cultura del turismo stesso.

Cambia il paradigma: dal viaggio alla persona

Il cuore del cambiamento sta proprio nel concetto che si esprime, ossia un ribaltamento della prospettiva tradizionale del settore per mettere al centro della visione non più il viaggio, ma la persona che lo compie. Il territorio non è più solo una destinazione da vendere, ma un’esperienza da condividere, progettare e raccontare insieme. Per fare ciò, la BIT rinnova la sua veste aprendo le porte al pubblico per l’intera durata dell’evento, cancellando così ogni distanza tra viaggiatori e operatori. Il tema che guida questa edizione, in questo senso, è eloquente: Costruire ponti. Immaginare nuovi ecosistemi. Il racconto di tutto ciò si articola in cinque filoni narrativi: Discovery, Backstage, (Im)Possible, This Must Be the Place e BIT&Friends. La scoperta di sé e del mondo, i processi che stanno dietro ogni esperienza, le storie ispirazionali, le destinazioni specifiche e l’approfondimento sui temi più attuali, dall’evoluzione dell’ospitalità agli usi di prospettiva dell’intelligenza artificiale.
Una community al centro della BIT
In questo senso si può dire che la fiera diventa un foglio bianco in cui non c’è differenza fra le figure che raccontano la loro storia. In cui in sostanza il viaggio è di chi lo vive e di chi lo ama, di chi lo racconta e di chi lo progetta, di chi lo ospita e di chi lo vende. Una casa per una community unica, quella dei Travel Makers che rappresentano il fulcro della BIT 2026. Lo spazio diffuso del Travel Makers Fest attraversa infatti l’intera manifestazione con sei arene tematiche che ospitano centinaia di appuntamenti tra talk e workshop che esplorano il viaggio come fenomeno culturale, economico e sociale. Una visione che prende forma anche grazie ai contributi di un Think Tank multidisciplinare e un Advisory Board internazionale, che hanno unito le forze per intercettare idee e linguaggi emergenti del turismo. Il risultato è che BIT offre un percorso dinamico, attuale e capace di cogliere l’attenzione tanto del professionista quanto del viaggiatore.
Dalle nuove tendenze alla sostenibilità
Scopriamo così che i contenuti proposti in fiera tracciano un filo rosso fra le tendenze del turismo contemporaneo. Si parla di cineturismo, in cui il cinema e le serie TV trasformano l’immaginario in destinazione reale, e di turismo sportivo, che tra grandi eventi e proposte outdoor muove l’adrenalina dei più attivi. Ma si parla anche delle aspettative degli Zoomers, quella Generazione Z che riempie lo zaino ed è pronta a partire, e infine di sostenibilità, ossia dell’importanza di scegliere consapevolmente in ogni fase del proprio viaggio. Tutto questo è declinato nei cosiddetti distretti tematici della kermesse: Italy, World, Travel Expert, Hospitality, Transportation e Innovation, sei categorie chiare per uno sguardo completo sull’offerta. Ma a rendere speciale l’edizione 2026 della BIT non c’è solo lo sforzo progettuale, ma anche la coincidenza con le Olimpiadi invernali: giornate ricchissime e davvero intense per Milano. Una città che diventa crocevia mondiale di sport e turismo, con l’energia olimpica che le trasmette uno spirito particolare. Per una fiera che così, in un contesto forse irripetibile, rafforza idealmente il legame tra viaggiatori e territori, legando indissolubilmente alla condivisione il senso della partecipazione.
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