Nel cuore delle Dolomiti, nella zona di Cortina d’Ampezzo, la montagna non è solo natura, passeggiate, torrenti, sci e aria buona. Questo territorio porta i segni indelebili della Prima Guerra Mondiale e delle violente battaglie che sono state combattute ad alta quota.

E proprio per non dimenticare, per “raccontare la storia dei soldati e non dei generali”, è nato il più grande e articolato Museo della Grande Guerra, composto dal museo all’aperto del Lagazuoi, il museo del Forte Tre Sassi e il museo all’aperto delle Cinque Torri.

Il museo all’aperto del Lagazuoi 

Nel corso della Prima Guerra Mondiale, il monte Lagazuoi fu teatro di estenuanti scontri tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico, che hanno finito per trasformare il monte in una sorta di fortezza di roccia, con guglie, torrioni, gallerie e trincee. Grazie a un meticoloso lavoro di restauro, oggi si possono visitare le gallerie, le trincee e le postazioni del monte Lagazuoi attraverso una serie di percorsi, alcuni più impegnativi, altri più semplici. 

Forte Tre Sassi

ll Forte Tre Sassi è una fortificazione austro-ungarica costruita tra il 1897 e il 1901 per presidiare il passaggio e impedire all’esercito italiano un potenziale accesso in Val Badia. Posizionato a più di 2000 metri, il forte si articolava su tre piani e poteva ospitare fino a un centinaio di militari. Al suo interno erano previsti anche magazzini, cucine, stanze per l’infermeria e loculi in caso di decessi. Dal 2003 il Forte Tre Sassi è diventato un museo dedicato alle battaglie che si sono combattute nel territorio. Raccoglie sia resti militari (tra cui una granata da 305mm) sia testimonianze e retroscena della drammatica quotidianità dei soldati.

©Alessandro De Rossi

Cinque Torri

L’itinerario/visita delle Cinque Torri va a toccare altri meravigliosi paesaggi dolomitici, dove in passato hanno avuto luogo scontri e combattimenti. In questa zona l’esercito italiano installò la sede del comando dell’artiglieria: l’ottima visuale permetteva infatti di tenere sotto controllo i movimenti dei nemici. Qui erano dislocati cannoni, trincee di pietre, punti di avvistamento, baracche-ricovero e percorsi segreti di collegamento. Oggi questi percorsi sono ben segnalati e accompagnati da pannelli informativi che guidano i visitatori nella scoperta della vita di trincea, simbolo della Grande Guerra.

Sul numero 285 (novembre 2020) di Itinerari e Luoghi, disponibile in edicola e online, trovate maggiori informazioni, curiosità e un itinerario dedicato alla zona di Lagazuoi, Falzarego e Cortina d’Ampezzo.
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