Home Check-in Benessere Sotto la più grande meridiana del mondo, il benessere guarda lontano

Sotto la più grande meridiana del mondo, il benessere guarda lontano

Al Bad Moos Aqua Spa Resort, a Sesto, nasce una Longevity Spa che unisce natura, tecnologia e nuovi rituali per vivere meglio e più a lungo. Tante anche le occasioni per itinerari naturalistici e culturali

Meridiana di Sesto, foto di Marco Giovenco
Reinhold Messner Haus, Panorama sulla Val Fiscalina, foto Marco Giovenco
Panorama sulla Val Fiscalina dalla Reinhold Messner Haus sul Monte Elmo, foto Marco Giovenco

A Sesto, nel cuore delle Dolomiti, comprensorio della Val Pusteria, c’è un modo decisamente insolito di leggere l’ora: basta alzare lo sguardo verso le montagne. Qui si trova quella che viene considerata la più grande meridiana naturale del mondo, un sistema tanto semplice quanto affascinante, già osservato fin da epoche antiche.
Il meccanismo è tutto nella luce. Le cime che dominano la Val Fiscalina si accendono una dopo l’altra con il passare delle ore: ogni vetta illuminata dal sole corrisponde a un momento preciso della giornata. Non servono lancette né quadranti, ma solo la traiettoria del sole e il profilo seghettato delle Dolomiti. Un colpo d’occhio che unisce paesaggio e ingegno: alle antiche popolazioni della valle non sfuggì il fatto che l’ombra si spostasse con regolarità lungo le cime trasformandole, di fatto, in un gigantesco orologio naturale. Con la sesta ora (dal latino ad horam sextam) che era, ed è tuttora, in perfetta posizione meridionale rispetto al centro di San Candido.

Meridiana naturale per il tempo e il benessere

La meridiana di Sesto non è solo un riferimento temporale, ma è anche un invito a cambiare prospettiva: qui il tempo non si guarda sullo schermo, ma si osserva nella roccia. E mentre le cime si illuminano una dopo l’altra, ci si accorge che il vero spettacolo non è solo l’ora che passa, ma il paesaggio che la racconta.
In questo contesto il Bad Moos Aqua Spa Resort, nella frazione di Moso di Sesto, ha appena avviato il progetto “Longevity” che intercetta una delle tendenze più attuali e richieste del turismo wellness: vivere più a lungo, ma soprattutto in salute. Si tratta dunque di un vero e proprio stile di vita che coniuga la cura di mente e corpo al relax tradizionale.

Bad Moos, area Spa. Foto Marco Giovenco

Cos’è la Longevity Spa del Bad Moos

Il Bad Moos è una struttura che sorge su una fonte naturale di acqua solfata con indiscusse proprietà terapeutiche: attorno a questa ricchezza ha costruito un percorso basato su un approccio integrato che unisce tecnologie avanzate, coaching personalizzato e pratiche olistiche. La Longevity Spa, infatti, si fonda su quattro direttrici principali: gestione dello stress, qualità del sonno, performance fisica e longevità.

I quattro pilastri della longevity

Il primo passo è imparare a rallentare. Lo stress, infatti, è uno dei principali nemici del benessere contemporaneo. Attraverso programmi di mindfulness e tecniche di respirazione, gli ospiti vengono guidati verso uno stato di equilibrio emotivo più stabile.
Il sonno rappresenta il secondo pilastro: dormire bene significa rigenerare corpo e mente. Qui entrano in gioco percorsi studiati per migliorare la qualità del riposo, favorendo un recupero profondo.
La performance riguarda invece il movimento e il recupero fisico, con attività mirate a migliorare energia e concentrazione. Infine, la longevità vera e propria si costruisce attraverso abitudini sane e trattamenti che puntano a rallentare i processi di invecchiamento.

Bad Moos, area Spa. Foto Marco Giovenco

Tradizione termale e innovazione tecnologica

Uno degli elementi distintivi dell’esperienza al Bad Moos è l’equilibrio fra tradizione e innovazione. La storica sorgente di acqua solfata rimane il cuore del percorso benessere: l’acqua termale, ricca di minerali, favorisce la circolazione, rilassa i muscoli e stimola processi rigenerativi. Il calore di sauna e bagno turco amplifica questi effetti, mentre il riposo completa il ciclo, permettendo al corpo di assimilare i benefici. Accanto a questa base millenaria, da poche settimane si sono inserite tecnologie all’avanguardia che trasformano il concetto di spa in un vero laboratorio di benessere.

I rituali di longevità: acqua, freddo, luce e idrogeno

La Longevity Spa propone cinque rituali che rappresentano il cuore dell’esperienza: il primo è il Zerobody Dry Float, una forma di galleggiamento “a secco” che permette di rilassarsi senza entrare in acqua. Il corpo sospeso elimina la pressione gravitazionale, favorendo un rilassamento profondo e una rigenerazione mentale immediata. Si tratta di un vero e proprio abbraccio asciutto in acqua calda, per una durata di circa venti minuti, che facilita il rilassamento grazie alla riduzione di gravità e produce effetti positivi su stress, dolori muscolari e articolari, sonno, concentrazione e recupero psico-fisico.
Segue il Zerobody Cryo, che sfrutta il potere del freddo. Una terapia breve (dai 3 agli 8 minuti a una temperatura operativa di 4-6 gradi) ma intensa, capace di stimolare il sistema immunitario, ridurre infiammazioni e riattivare il metabolismo. È una vera e propria sferzata per il corpo che si tempra e, nelle fasi immediatamente successive, restituisce una carica incredibilmente potente. La terapia del freddo stimola il sistema immunitario e metabolico tramite il raffreddamento dell’epidermide. In particolare riduce i dolori muscolari e articolari, abbassa i livelli di stress, rafforza il sistema immunitario, favorisce un rapido ed efficace recupero sportivo, stimola il ringiovanimento cutaneo.

Tecniche nuove e innovazioni all’avanguardia

Tra le innovazioni più interessanti c’è il Molecular Hydrogen Booster, basato sull’idrogeno molecolare, la particella più leggera dell’universo e nota per le sue proprietà antiossidanti. Grazie alle sue dimensioni ridottissime riesce a raggiungere rapidamente i tessuti e le cellule del corpo e funge da collettore selettivo di radicali liberi e contribuendo al rallentamento dell’invecchiamento. Si tratta di una seduta che varia da 20 minuti e mezz’ora e consiste nell’inalare aria arricchita da idrogeno molecolare. Anche in questo caso diventa fondamentale la respirazione diaframmatica e gestita secondo un determinato ritmo suggerito dalla macchina stessa. La terapia con idrogeno molecolare abbassa gli stati d’ansia, favorisce il buonumore, aumenta le capacità di combattere lo stress e favorisce focus e attenzione. Abbinata ai trattamenti Spa ne potenzia gli effetti.

Photobiomodulation, foto Bad Moos

La Photobiomodulation, invece, utilizza la luce per stimolare i processi cellulari della pelle, migliorandone tono e luminosità. Come funziona? Si basa sugli studi del neurologo francese Paul Nogier che ha sviluppato ricerche sull’auricoloterapia (agopuntura auricolare) contribuendo a migliorare circolazione sanguigna, ridurre i processi infiammatori, favorire i meccanismi naturali di guarigione. Nogier, infatti, sviluppò un test del polso specifico che permise di dimostrare che tutti i tessuti e organi del corpo (derivanti dai tre foglietti embrionali ectoderma, endoderma e mesoderma) entrano in risonanza (vibrazione empatica) con determinate frequenze. Le identificò come armoniche della nota musicale “re”, osservando che tali frequenze hanno effetti terapeutici. Sono le cosiddette frequenze di Nogier e, sulla base delle sue osservazioni, sono stati progettati strumenti elettronici in grado di trasmettere sette energie pulsate e utilizzate per sostenere la guarigione di organi e tessuti lesionati o alterati. L’esposizione del tessuto danneggiato alla sua frequenza di risonanza fisiologica favorisce i processi rigenerativi.
A completare il ciclo di Longevity c’è un grande classico, il bagno di zolfo, che grazie alle proprietà dell’acqua solfata allevia tensioni e dolori, regalando un senso di benessere diffuso.

Grotta della Spa, foto Bad Moos

Il benessere parte dalla mente

Oltre ai trattamenti, la Longevity Spa punta molto sul lavoro interiore. I programmi di mindfulness accompagnano gli ospiti in un percorso che va dal rilassamento alla consapevolezza. Le tecniche di respirazione, strutturate su diversi livelli, aiutano a migliorare il controllo del corpo e delle emozioni. Dalla respirazione diaframmatica di base fino a pratiche più avanzate, ogni fase contribuisce a ristabilire un equilibrio profondo. È un approccio che unisce scienza e tradizione, con l’obiettivo di rendere il benessere una normale pratica della vita quotidiana.

Turismo wellness: tendenza in crescita

La Longevity Spa si inserisce perfettamente nel panorama del turismo del benessere, uno dei segmenti più dinamici del settore travel. Sempre più viaggiatori cercano esperienze che vadano oltre la vacanza tradizionale, privilegiando percorsi rigenerativi e personalizzati. In questo contesto, proposte come la Longevity Luxe Rate — che include un trattamento al giorno all’interno di un programma su misura — rappresentano un’evoluzione significativa dell’offerta turistica.

Ciaspole in Val Fiscalina, foto Marco Giovenco

Tra natura, sport e paesaggio

Un soggiorno nel comprensorio di Sesto è anche l’occasione per praticare attività sportive e rigenerative come sci, sci di fondo, ciaspolate e, nella stagione primaverile ed estiva, passeggiate trekking, ferrate e tour in bike ed e-bike.
Il Bad Moos è adiacente agli impianti di risalita Croda Rossa che offrono un accesso diretto ai 115 chilometri di piste da sci nel comprensorio 3 Zinnen Dolomites. Qui si aprono piste per sciatori di tutti i livelli, a cominciare dalle piste del Monte Baranci adatte a famiglie e bambini, e proseguire con dislivelli più impegnativi per sciatori più esperti. Lo stesso vale per la sentieristica estiva.
Esattamente di fronte al Bad Moos, di fronte all’ingresso principale, si trova invece l’inizio di uno dei sentieri che conduce alla scoperta della Val Fiscalina, fra le più belle valli al mondo per scrittori come Dino Buzzati e registi come Luis Trenker. In inverno è assai piacevole percorrerli con le ciaspole ai piedi, mentre in primavera ed estate si aprono interessanti percorsi trekking nella natura da svolgere sempre con guide escursionistiche della zona.
Il fondovalle è attraversato dall’Anello della Val Fiscalina, pista da fondo che parte dal Bad Moos e si sviluppa per quasi cinque chilometri offrendo viste mozzafiato sulle cime Dieci, Undici e Dodici della Meridiana di Sesto e sul Parco Naturale delle Tre Cime di Lavaredo. Per gli appassionati di fondo il comprensorio è un vero paradiso articolato in oltre 60 chilometri di piste adatte a ogni livello.

Nello speciale rifugio di Reinhold Messner

Dalla funivia di Sesto si sale in pochi minuti sul primo pianoro del Monte Elmo, a quota 2.050, dove si trova la Reinhold Messner Haus. Uno spazio culturale e simbolico che il grande esploratore e alpinista ha dedicato alla montagna come parte integrante di un racconto che intreccia vita, culture del mondo e visioni future. La “casa” Reinhold

Reinhold Messner Haus, Monte Elmo, foto Marco Giovenco

Messner – guai a chiamarla “museo” – ha trasformato e ridato nuova vita all’ex stazione dell’impianto di risalita. Non una semplice riconversione architettonica, ma un’operazione quasi “filosofica”: recuperare ciò che esiste per proiettarlo nel futuro.
L’edificio conserva le tracce del passato – travi, volumi, struttura originaria – innestandovi un linguaggio contemporaneo fatto di luce, materiali essenziali e apertura verso il paesaggio. Il risultato è un luogo ibrido, sospeso tra rifugio alpino e centro culturale, dove la montagna non è solo sfondo ma parte integrante del racconto. La Reinhold Messner Haus è uno spazio di riflessione: narra la vita e le imprese dell’alpinista, ma soprattutto invita a interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura, sulla responsabilità ambientale e sul senso del limite. Un invito a fermarsi, ascoltare e pensare, lontano dalla velocità del turismo di massa.
Non a caso, il progetto insiste sul concetto di sostenibilità: l’edificio è stato “riciclato” anziché demolito, diventando un esempio concreto di riuso in alta quota. Qui si incontrano arte, cultura e consapevolezza ecologica, in un dialogo continuo tra passato e futuro. Tutt’intorno le Dolomiti fanno il resto: silenzio, orizzonti larghi, una dimensione quasi contemplativa, resa ancor più affascinante e unica dai numerosi cimeli che Messner ha utilizzato in decenni di spedizioni in tutto il mondo. La Reinhold Messner Haus diventa così non solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da attraversare, un punto di contatto tra memoria, paesaggio e visione.

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