La settimana dedicata a Rossini a Pesaro

Dopo le celebrazioni per i 150 anni dalla morte del Cigno, durante la Settimana Rossiniana 2019 gli eventi sono incentrati sul lato gourmand del grande compositore

Pesaro augura un “buon non-compleanno” a Gioachino Rossini dedicandogli una settimana di eventi. Il compositore nacque nel capoluogo marchigiano proprio il 29 febbraio (del 1792).

Dal 23 febbraio al 3 marzo, una serie di iniziative ricordano la fama da buongustaio di Rossini. Molteplici racconti hanno tramandato il lato gourmet del compositore, come amante, creatore e ricercatore della buona cucina. Una simpatica dichiarazione di Rossini dice: “Ho pianto tre volte nella mia vita: quando mi fischiarono la prima opera, quando sentii suonare Paganini e quando mi cadde in acqua, durante una gita in barca, un tacchino farcito ai tartufi”. Tale influenza rimane indelebile nei pesaresi e ben percepibile nella loro cucina.

Dall’antipasto al dolce nel Centro Storico

Nell’atmosfera eterna del centro storico ha aperto il 2 marzo il Rossini Bistrot (Via G. Passeri, 80, www.rossinibistrot.it). Un locale al tempo stesso classico ma familiare, raffinato ma casual, gestito dalla coppia Cesare Gasparri e Eliana Mennillo. Lo Chef Gasparri propone una cucina italiana semplice e buona, scegliendo le eccellenze da tutta Italia, proprio come faceva Rossini.

Il menù che abbiamo provato durante i primi giorni di apertura era dedicato anche a Gualtiero Marchesi, che Gasparri ha conosciuto lavorando al ristorante L’Albereta. Oltre al classico “uovo all’uovo”, abbiamo provato l’immancabile Filetto alla Rossini nella versione rivisitata di Marchesi, che ha alleggerito il piatto a livello nutrizionale per renderlo più contemporaneo. Il filetto è di vitello invece che di manzo, non è appoggiato su una base di pane ed è condito con spinaci con pinoli e uvetta. Successiva chicca da leccarsi i baffi: l’assaggio dei formaggi della Fossa dell’Abbondanza, impresa locale famosa per i suoi raffinatissimi prodotti stagionati in fossa.

Dopo lo stupendo pranzo abbiamo camminato in direzione mare, attraversata piazza del Popolo (dove si possono visitare il Palazzo Ducale Malatesta e il Palazzo Mosca), siamo arrivati in Via Rossini. All’interno della Casa-museo natale di Rossini, al civico 34, incontriamo Marco Perugini, co-proprietario di Tipico.Tips. Marco ci presenta una degustazione guidata ideata dal Comitato “La cucina di Gioachino Rossini” per raccontare il rapporto tra Rossini e il cibo. In una stanza all’ultimo piano, sopra a dei tavoli sono disposte porzioni di prodotti amati da Rossini. Per una durata di circa un quarto d’ora i nostri assaggi sono stati “guidati” da una suadente voce in cuffia, voce che si alternava con le dolci melodie rossiniane, raccontando cosa accomuna l’arte musicale a quella gastronomica. (www.pesaromusei.it, www.rossinigourmet.net)

Di fronte a Casa Rossini, da Tipico.Tips (tel. 072134121, Via Rossini 41) abbiamo assaggiato la pizza più famosa di Pesaro, la Rossini. Si tratta di una pizza margherita farcita con uova e maionese, che, come ingredienti tipici dell’antipasto francese, richiamano la residenza a Passy del compositore. A prepararcela sono stati i vincitori del contest “La Miglior Rossini” che si è tenuto lo scorso settembre.

Da quest’anno c’è una new entry nei sapori dedicati a Rossini: lo Sweet Rossini. Il dolce è stato scelto dalla giuria di un contest che ha coinvolto i Maestri AMPI – Accademia Maestri Pasticceri Italiani. I professionisti hanno dovuto ideare un prodotto che si ispirasse al compositore rispettando una regola che prevedeva, come punto fondamentale, 30 giorni di shelf life senza l’utilizzo di conservanti. Il dolce, avendo una lunga scadenza, può essere riportato a casa come souvenir dopo una visita a Pesaro. Conclude l’itinerario gourmet del centro storico il ristorante Lo Scudiero, un classico della città, sinonimo di qualità e territorialità. Daniele Patti in cucina e una sala raffinata all’interno di un palazzo del 1500 con volte e mattoni a vista. (Via Baldassini 2, www.ristorantescudiero.it)

Alla scoperta del Bianchello e del territorio

Uno dei simboli dell’enogastronomia marchigiana è il Bianchello del Metauro. Sono passati esattamente 50 anni da quando il vino ottenne il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, il 2 aprile 1969, con vigne di Bianchello Biancame per il 95% e Malvasia Bianca Lunga per il 5%. Prodotto anche nelle tipologie superiore, spumante, passito. Il progetto “Bianchello d’Autore” è nato due anni fa, con il sostegno di IMT (Istituto Marchigiano di Tutela Vini), dal desiderio comune di nove produttori di valorizzare un prodotto di qualità (www.bianchellodautore.it). Visitando la cantina Fiorini siamo stati accolti da cinque dei nove produttori in un cortile interno con giardino, circondato da alberi oltre i quali si intravedono le vigne di proprietà. In una degustazione con atmosfera familiare, abbiamo potuto constatare come le vigne della Valle del Metauro, estendendosi dai monti al mare, dal fresco a zone più miti, offrono vini molto diversi tra loro. La famiglia di Stefano Tonelli della Fattoria Villa Ligi, di cui assaggiamo il vino Albaspino, ha terreni su tre comuni nell’entroterra, mentre Claudio Morelli dell’Azienda Agraria Claudio Morelli, che propone il vino La Vigna delle Terrazze, ha un vigneto a terrazzamento sul mare a 110 metri di altezza. Assaggiamo poi il vino Campodarchi propostoci da Zeno Avenanti, padre dei due proprietari dell’Azienda Vitivinicola Terracruda. Poi il vino Conte Giulio di Stefano Bruscia, Azienda Agricola Bruscia, che chiama i vini come personaggi del territorio per collegarsi alla storia delle Marche valorizzandola. Carla, la padrona di casa, invece, dedica i vini agli artisti del ‘900 di cui lei e la sua famiglia sono appassionati. È questo il caso del vino Andy, riferito al grande artista della pop art Warhol. È un Bianchello particolare perché passato in botte.

Ogni vino richiama i sapori del proprio territorio: il Bianchello si accompagna bene con la Casciotta di Urbino, fra i formaggi tipici più antichi d’Italia, e con il formaggio di fossa. Il formaggio di fossa ha una preparazione affascinante: le forme sono inserite e sigillate in fosse nel terreno scavate da almeno dieci anni (così che si siano sviluppati i batteri adatti).

Andare alla scoperta del Bianchello, inoltre, permette anche di andare alla scoperta del territorio.

Nella Valle del Metauro ci sono numerose testimonianze di età romana da visitare; per esempio, il Museo dei Bronzi Dorati a Pergola, uno dei borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, che si trova vicino a Terre Roveresche, Mondavio. Fratte Roas, invece, è arroccata sulla cima di un colle, in una cornice panoramica tra le più belle della provincia di Pesaro e Urbino; vicino a Fossombrone si possono visitare le Marmitte dei Giganti, chiamato anche il “Canyon del Metauro”, con un’escursione in canoa o kayak o semplicemente ammirandole dall’alto dal Ponte dei Saltelli.

Fano e il nuovo ristorante sul mare

Come in un crescendo rossiniano, appunto, la conclusione del programma è avvenuto a Fano. Tra i suoi simboli ci sono le Mura Augustee (le seconde più lunghe dopo Roma), l’Arco Augusto, la Chiesa S. Maria Nuova. Il centro storico è costellato di chiese ed edifici di rara bellezza come l’ex chiesa di San Francesco con le tombe medievali dei Malatesta e la Rocca Malatestiana.

Ogni territorio offre materie prime spettacolari, ed è su questo che si basa la poetica del chilometro buono del giovane e promettente chef Antonio Scarantino. Sceglie i prodotti da tutto il mondo e la ricerca è svolta in base alla qualità e all’accostamento di sapori, non per forza circoscritta al territorio locale. Le ricette, però, seguono la Nuova Cucina Marchigiana. Piatti creativi e moderni, ottimo rombo su crema di pecorino e pere Spadone per antipasto, linguine agli scampi profumate allo zenzero come primo piatto e per secondo uno spiedino con polpo, nasello skrei, calamaro, alloro e zucchine, con panatura di pane giapponese panko, emulsione di olio di carbone e prezzemolo e riduzione di agrumi. Il locale, di classe ma familiare, con un servizio accogliente, ha conquistato 76 punti e l’ambita forchetta sulla Guida Ristoranti 2018 del Gambero Rosso oltre al premio Miglior rapporto qualità-prezzo. (Viale R. Ruggeri, 2; www.ristorantealmare.it)

Tutte le cantine propongono degustazioni con assaggi di prodotti tipici locali.

-Azienda Agricola Bruscia (brusciavini.it) a San Costanzo

-Fattoria Villa Ligi (villaligi.it) a Pergola

-Azienda Agraria Fiorini (fioriniwines.it) a Terre Roveresche, con accoglienza: Foresteria Agrituristica Strada dei Campioli, bed & breakfast con giardino e piscina, a poche centinaia di metri dall’Azienda Agricola.

-Azienda Vitivinicola Terracruda (terracruda.it) a Fratte Rosa, con accoglienza: Agriturismo Terracruda, adiacente all’azienda vitivinicola. Quattro appartamenti indipendenti e piscina.

-Società Agricola Cignano (cantinacignano.com) a Fossombrone

Ogni sabato, dal 1° aprile fino a ottobre, la cantina organizza le “Passeggiate in vigna”, un percorso tra i filari della durata di circa 1,30h che si conclude con la degustazioni dei vini della cantina.

-Azienda Agricola Mariotti Cesare (cantinemariotti.it) a Colli al Metauro

La cantina organizza, in estate, apericena, cene in vigna e aperitivi tra i filari.

-Azienda Agricola “Il Conventino di Monteciccardo” (conventinomonteciccardo.bio) a Monteciccardo

-Azienda Agraria Claudio Morelli (claudiomorelli.it) a Fano

-Azienda Agraria Di Sante (disantevini.it) a Fano