
Orologio, tempo, precisione: la Svizzera sta tutta qui. E allora una visita a Berna e al suo splendido comprensorio non può che partire dal celebre Zytglogge. Non una semplice torre, né semplicemente un orologio: è una macchina narrativa che attraversa i secoli e che rappresenta uno dei punti più frequentati del centro storico tutelato patrimonio UNESCO dal 1983. La Zytglogge nasce come porta d’accesso alla città medievale, presidio difensivo e, in seguito, prigione. Nel 1405 un incendio devastò gran parte dell’abitato all’epoca costruito in legno: da quel momento Berna cambiò pelle e la ricostruzione in pietra arenaria, il colore caldo che ancora oggi caratterizza il centro storico, diventò un segno di rinascita e ambizione. La torre dell’orologio è tra i primi edifici a incarnare questa nuova identità. Con una svolta: l’introduzione del meccanismo che, ancora oggi, scandisce le ore cittadine. Anzi, dona uno spettacolo sempre nuovo e inatteso lasciando tutti i passanti a naso all’insù.
L’incarico venne affidato a Kaspar Brunner, armaiolo e maestro del ferro, che realizzò un sistema tanto preciso quanto longevo. Il cuore dell’orologio, infatti, è rimasto praticamente invariato nei secoli: un intricato equilibrio di ingranaggi, contrappesi e leve che viene curato a turno da mastri orologiai di comprovata esperienza e funziona con una precisione sorprendente.
Macchina del tempo
Entrare nella torre dello Zytglogge significa fare un passo indietro nel tempo: tra travi in legno massiccio e muri spessi, il ticchettio continuo accompagna la visita come una colonna sonora discreta. Cinque meccanismi distinti lavorano in sincronia: il movimento principale governa gli altri, regolando con esattezza quasi chirurgica ogni scatto, ogni suono, ogni movimento.
All’esterno, invece, il tempo si trasforma in spettacolo. Qualche minuto prima dell’ora, lo sguardo dei passanti si alza verso la facciata. Il gallo apre le ali e canta, il giullare gioca d’anticipo con ironia, mentre gli orsi – simbolo di Berna – sfilano in una piccola processione. Al centro, Crono, il dio del tempo, gira la clessidra e segna il passaggio: il campanaro entra in azione e il rintocco si diffonde tra i portici della città. È un rito antico, ripetuto ogni giorno, che racconta il rapporto profondo tra Berna e il tempo. Un rapporto fatto di precisione, certo, ma anche di memoria e identità. Perché qui, più che altrove, il tempo non si limita a scorrere: si ascolta e si mette in scena.
- Berna, il carosello di orsi, simbolo di Berna, che anima lo Zytglogge, foto Marco Giovenco
- Berna, meccanismo dello Zytglogge, foto Marco Giovenco
- Berna, l’interno dello Zytglogge con il suggestivo sistema di tiranti e contrappesi, foto Marco Giovenco
- Berna, Zytglogge, il marchio di Kaspar Brunner, l’armaiolo a cui fu commissionata la realizzazione dell’orologio. Foto Marco Giovenco
Una capitale insolita
Berna è il centro politico della Svizzera e capitale del Paese anche se, per la sua forma di governo, è più corretto parlare di città federale dove hanno sede gli organi amministrativi federali e il Consiglio federale, l’esecutivo.
Il centro storico, di impianto medievale, si sviluppa attorno all’ansa del fiume Aare che lo abbraccia come un confine naturale: una scelta che fu operata per strategie difensive e che, oggi, è anche sorprendente risorsa paesaggistica, tanto che l’equilibrio tra l’impianto urbano e la natura rende Berna una delle capitali più vivibili d’Europa. Si gira agevolmente a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici assai frequenti e, naturalmente, puntualissimi!
Passeggiare nel cuore di Berna significa attraversare un articolato sistema di porticati che si sviluppa per circa sei chilometri: sotto le arcate si snoda una città che pullula di negozi, caffè storici, cantine medievali trasformate in boutique e gallerie. Proprio le cantine sono una delle attrazioni più curiose del centro storico, con queste porte oblique a lato strada che invitano a conquistare i sotterranei bernesi: fino a poco più di due secoli fa ogni uomo bernese aveva diritto a circa due litri di vino al giorno e le cantine erano fondamentali per custodire al fresco sia il vino che scorte alimentari. Berna, infatti, aveva un territorio molto esteso che includeva anche parte del Ticino e zone ricche di vigneti, campi coltivati e corsi d’acqua fondamentali per il trasporto delle merci.
- Berna, scorcio del centro storico, foto Marco Giovenco
- Berna, il centro storico, foto Marco Giovenco
- Berna, città delle biciclette foto Marco Giovenco
- Berna, il palazzo governativo del Consiglio federale, foto Marco Giovenco
- Berna, immancabile una partita di calcio! Foto Marco Giovenco
- Berna è città a misura di biciclette e gli scenari sono davvero suggestivi, foto Marco Giovenco
- Berna, ingresso a una cantina storica, foto Marco Giovenco
- Berna, ingresso a una cantina storica, foto Marco Giovenco
- Berna, molte delle storiche cantine sono state trasformate in locali di tendenza, foto Marco Giovenco
Una visita a casa Einstein
Dallo Zytglogge, percorrendo la centralissima e scenografica Kramgasse, si raggiungono attrazioni da non perdere come la casa di Einstein al civico 49 della strada. Visse qui, insieme alla famiglia – la moglie Mileva Marić e il figlio Hans Albert Einstein – tra il 1903 e il 1905, periodo cruciale della sua vita poiché elaborò la teoria della relatività. L’appartamento è al secondo piano ed è stato ricostruito con arredi dell’epoca, documenti e fotografie originali. Installazioni multimediali e un percorso espositivo consentono di rivivere le atmosfere in cui lo scienziato lavorò alle sue teorie.
La Cattedrale di Berna
Appena tre minuti a piedi e si raggiunge la Münsterplatz con la monumentale Cattedrale di Berna (Berner Münster) di culto evangelico. La prima impressione è di un cantiere medievale rimasto sospeso nel tempo. Il gotico è quello tardo, slanciato ma ancora “materico”, e porta la firma di Matthäus Ensinger, architetto di Ulm: lo stesso che ha lasciato tracce riconoscibili anche tra la Cattedrale di Ulm e quella di Strasburgo. Le somiglianze non sono un caso, ma una sorta di filo rosso che attraversa l’Europa del Quattrocento.
La costruzione della cattedrale bernese durò oltre un secolo e mezzo: partì nel 1421 e arrivò a una prima conclusione nel 1580, ma senza la guglia. Per secoli la torre restò incompiuta, bloccata da problemi di stabilità, e solo nel 1892 Berna chiuse il cerchio completando il profilo che oggi domina la città. Il capolavoro, tuttavia, era già lì da tempo, scolpito nella pietra: il portale del Giudizio Universale, realizzato intorno al 1470. Un’esplosione di figure, simboli e dettagli che ancora oggi sorprende per forza narrativa.
All’interno l’atmosfera cambia. La luce filtra dalle vetrate quattrocentesche e cade sulla navata centrale, dove affreschi e decorazioni – restaurati da poco, dopo cinque anni di lavori e quattro secoli di attesa – tornano a respirare. Alzando lo sguardo, nel coro, compaiono le 87 chiavi di volta: santi, profeti, figure bibliche che osservano dall’alto, scolpite in blocchi di pietra che arrivano a pesare centinaia di chili. È un colpo d’occhio potente, quasi teatrale, che restituisce l’idea di una chiesa pensata per stupire e raccontare, più che semplicemente accogliere.
- Berna, il portale della Berner Münster, foto Marco Giovenco
- Berna, interno Berner Münster, foto Marco Giovenco
- Berna, interno Berner Münster, foto Marco Giovenco
- Berna, il campanile della Cattedrale svetta dal cuore del centro storico, foto Marco Giovenco
Berna, città delle fontane
Berna è considerata a tutti gli effetti una città delle fontane, e non solo per ragioni estetiche. Fin dalla sua fondazione, l’acqua ha avuto un ruolo centrale nella vita urbana. I primi abitanti deviarono un corso d’acqua per farlo entrare all’interno della città, sfruttando anche la naturale pendenza del terreno: il flusso scendeva lungo le strade fino a ricongiungersi con il fiume principale, creando un sistema ingegnoso e continuo.
Questo piccolo corso d’acqua funzionava come una vera e propria rete di canalizzazione: serviva a trasportare acqua potabile, ma anche a mantenere pulite le strade e le latrine. Ancora oggi esistono circa quattro chilometri di questi canali storici, testimonianza concreta di un’organizzazione urbana sorprendentemente avanzata per l’epoca.
Le fontane pubbliche, spesso decorate con statue colorate, nascono proprio da questa abbondanza e gestione dell’acqua: non erano solo elementi decorativi, ma punti essenziali di approvvigionamento per la popolazione. È anche grazie a questa infrastruttura che Berna ha sviluppato la sua identità unica, fatta di acqua, pietra e continuità storica.
Un tuffo nell’Aare e il fascino degli orsi di Berna
Se si capita a Berna nel periodo primaverile ed estivo è usuale imbattersi in un’immagine assai curiosa: frotte di nuotatori che si tuffano nelle pulitissime acque dell’Aare, il fiume che attraversa la città, e si lasciano trasportare placidamente dalla corrente fino a raggiungere parchi e circoli cittadini come il Marzili, trasformando le rive dell’Aare in spazi di socialità, nuoto e relax.
Un’abitudine che rende perfettamente la misura di come, i bernesi, vivano il rapporto con il tempo libero, la natura e la propria (amata) città.
Sempre lungo l’Aare, in particolare dove l’ansa forma il gomito più stretto, si trova il parco di oltre seimila metri quadrati dedicato agli orsi (il Bärengraben), simbolo storico della città fondata nel 1191 dal duca Berchtold V di Zähringen che, secondo la leggenda, uccise un orso (Bärn nella lingua locale) proprio sulle rive del fiume durante una battuta di caccia. Il recinto lo si raggiunge percorrendo il Nydeggbrücke, ponte che collega la parte orientale dell’abitato al centro storico, e all’interno vivono tre orsi bruni che è possibile osservare dall’alto – soprattutto fra marzo e ottobre – mentre giocano, salgono sugli alberi o riposano placidamente in mezzo alla vegetazione.
- Berna,orso, foto Marco Giovenco
- Berna,Aare e Bärengraben degli orsi, foto Marco Giovenco
- Berna,orso, foto Marco Giovenco
- Berna,orso, foto Marco Giovenco
- Berna, bagno nel fiume Aare, foto Marco Giovenco
Il Giardino delle Rose
Nella parte est della città, appena dopo la rotatoria collegata al ponte Nydeggbrücke sull’Aare, si snoda la breve salita che in pochi minuti conduce al Rosengarten, il Giardino delle Rose. È certamente uno dei punti panoramici più suggestivi di Berna perché da qui lo sguardo abbraccia l’intero centro storico e la grande ansa del fiume offrendo una delle viste più iconiche della città.
Il parco è un piccolo paradiso botanico che ospita circa 220 varietà di rose, 200 tipi di iris e 28 diverse specie di azalee, tutte disposte in aiuole curate con grande attenzione. Ma è la storia del giardino ad essere particolarmente affascinante: prima di diventare parco pubblico nel 1913, l’intera area era un cimitero. Oggi è uno spazio silenzioso e armonioso, ideale per una pausa tra i fiori o semplicemente per osservare Berna dall’alto, con il ritmo lento di chi si concede il tempo di guardare.
Tra sapori, cultura e vita serale
Berna è una città che cambia ritmo con naturalezza: ordinata e luminosa di giorno, più raccolta e conviviale la sera. Non una capitale della movida sfrenata, ma capace di offrire una rete assai interessante di ristoranti, birrerie e locali dove fermarsi a mangiare o bere qualcosa di tipico. Certo, la cucina non punta sulla varietà internazionale ed è molto affine a quella dell’area germanica, anche nell’abbinamento con ottime birre artigianali locali: Bretzel in vari gusti dolci e salati, formaggi, a cominciare dal padrone di casa, l’Emmental, i gustosi Berner Rösti, a base di patate e formaggio, la torta di cipolle e, poi, dolci e cioccolato per tutti i gusti (a proposito, sono di Berna marchi passati alla storia come Ovomaltina e Toblerone). Le vetrine delle Konditoreien, le pasticcerie, sempre curate come piccoli teatri, fanno parte del paesaggio urbano tanto quanto le arcate medievali e sono perfette per una pausa pomeridiana o per chiudere la giornata con qualcosa di più indulgente. Tra le specialità tipiche spiccano dolci a base di nocciole, miele e cioccolato, spesso legati alla tradizione regionale.
Assai variegato il fronte culturale che offre l’Historisches Museum Bern, il Museo di Storia Naturale, il Kunstmuseum Bern, il Museo Alpino Svizzero e, nella parte orientale appena oltre il Giardino delle Rose, lo Zentrum Paul Klee, progettato da Renzo Piano, che unisce esposizioni, eventi e attività mantenendo vivo il dialogo tra arte e città. È possibile acquistare la conveniente Museum Card.
- Berna, i portici del centro storico ospitano numerose bancarelle di prodotti tipici, foto Marco Giovenco
- Berna, sua maestà il cioccolato, foto Marco Giovenco
- Berna, formaggio svizzero messo a stagionare, foto Marco Giovenco
- Berna, il cioccolato è una solida tradizione, foto Marco Giovenco
- Berna, sotto i portici del centro storico si trovano ottimi negozi di formaggi e prodotti tipici, foto Marco Giovenco
- Berna, il centro storico è ricco di Konditoreien, tipiche pasticcerie, foto Marco Giovenco
- Berna, il tipico formaggio svizzero in stagionatura, foto Marco Giovenco
- Berna, le gustose waffels, foto Marco Giovenco
- Berna, una delle storiche latterie del centro, foto Marco Giovenco
Berna in e-bike: la città si apre al territorio
Berna è fra le capitali europee più adatte al cicloturismo perché la rete di piste ciclabili si dirama dal centro verso campagne, foreste e piccoli villaggi sviluppandosi per centinaia e centinaia di chilometri tutti tracciati in GPX. Il periodo più ricercato dagli appassionati di bike ed e-bike è proprio questo, fra maggio e giugno, ma anche l’estate è particolarmente piacevole grazie a percorsi che attraversano boschi e lambiscono laghi e corsi d’acqua. Tutti gli itinerari sono numerosi e ben segnalati, spesso collegati a percorsi regionali che attraversano cantoni e paesaggi diversi. Il principio è sempre lo stesso: pedalare senza fretta, con soste frequenti tra natura e cultura.
Come dicevamo la rete dei percorsi è assai estesa (qui i dieci itinerari più belli nei dintorni di Berna). Noi abbiamo percorso il Frienisberg, un anello che si sviluppa per quasi 43 chilometri e unisce natura, scorci urbani e piccoli centri rurali. La partenza è direttamente dal centro città di Berna seguendo la ciclabile 890, che permette di uscire rapidamente dal traffico attraversando quartieri come Länggasse e immergendosi nel verde del Bremgartenwald.
Dopo il passaggio sul ponte di Kappelen si entra nel circuito vero e proprio, da percorrere preferibilmente in senso antiorario. Da qui inizia un itinerario che gira attorno all’altopiano del Frienisberg, accompagnando i ciclisti tra panorami ampi e sempre diversi: lo sguardo spazia sul Seeland, torna più volte sulla città e, nelle giornate limpide, si allunga fino alle Alpi bernesi.
Il punto più scenografico è la Chutzenturm, una torre panoramica in legno alta 45 metri che segna anche il culmine del percorso. Salire i suoi 234 gradini richiede un piccolo sforzo, ma la vista ripaga: un orizzonte che si apre dal Titlis al Moléson, restituendo tutta la profondità del paesaggio svizzero. Il tracciato è ben segnalato grazie alla rete SchweizMobil e può essere affrontato in modo diverso a seconda del mezzo: con l’e-bike diventa un’escursione accessibile e rilassata, mentre senza assistenza elettrica richiede un passo più sportivo, complice un dislivello di circa 600 metri fatto di continui saliscendi. In ogni caso, è un percorso che si vive con tutti i sensi: tra tratti nel bosco, campi aperti, piccoli villaggi e pannelli informativi che raccontano il territorio lungo la strada.
- Berna, in e-bike lungo l’anello del Frienisberg, foto Marco Giovenco
- Berna, Chutzenturm lungo l’anello Frienisberg, foto Marco Giovenco
- Berna, panorama dalla sommità della Chutzenturm, lungo l’anello del Frienisberg, foto Marco Giovenco
- Berna, in e-bike sul Seeland, lungo l’anello del Frienisberg, foto Marco Giovenco
- Berna, Seeland, lungo l’anello ciclabile Frienisberg, foto Marco Giovenco
- Berna, lungo gli anelli ciclabili nei dintorni della città è possibile visitare numerosi allevamenti da dove arriva il latte per produrre formaggi locali e il celebre Emmental, foto Marco Giovenco
- Berna, in e-bike lungo l’anello del Frienisberg, foto Marco Giovenco
- Berna, in e-bike lungo l’anello del Frienisberg si incontra anche un allevamento di alpaca, foto Marco Giovenco
- Berna, panorama del centro storico e del fiume Aare, foto Marco Giovenco
Info e indirizzi utili
Bern Ticket: a partire dal primo pernottamento presso un alloggio all’interno della città di Berna si riceve il Bern Ticket valido per tutta la durata del soggiorno. Si può così approfittare della libera circolazione nelle zone 100/101 della comunità tariffaria LIBERO.
Comprende anceh la famosa funicolare del Gurten (Gurtenbahn), la funicolare di Marzili (Marzilibahn) e l’ascensore per la terrazza della collegiata.
Hotel Sternen Muri, Thunstrasse 80, Berna, tel. +41.319507111
Restaurant Terrasse – Restaurants Schwellenmätteli; Dalmaziquai 11, Berna, tel. +41.313505001
e-motion e-Bike Welt & Dreirad-Zentrum, Dorfstrasse 22, Berna, tel. +41.319611503,
Ristorante Chloschtermuur a Frienisberg, Bernstrasse 133, 3267 Seedorf BE. Tel. +41.323919292, info@frienisberg.ch
Restaurant Zunft zu Webern, Gerechtigkeitsgasse 68, Berna. Tel. +41.313114258
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