Lo straordinario patrimonio archeologico di Cipro si arricchisce di altre preziose scoperte, riuscite a salire agli onori della cronaca e della comunità scientifica internazionale anche grazie al successo della felice collaborazione tra le istituzioni cipriote (The Department of Antiquietis) e l’Università di CataniaGli scavi – condotti dalla missione archeologica ateneo catanese, co-diretta da Filippo ed Elvia Giudice – che interessavano l’area di Pafos-Toumballos sono, infatti, stati appena completati portando alla luce due stanze di una casa risalente al periodo paleocristiano (V secolo d.C.). Entrambe hanno regalato al team di studiosi italo-cipriota grandi emozioni e in particolare nella zona senza pavimentazione, dopo aver rimosso uno strato consistente di terra rossa mescolata a pietrisco, gli archeologi hanno rinvenuto una considerevole quantità di materiale tardo classico ed ellenistico: ceramica attica smaltata nera, tazze, tazze con decorazione a palmette, unguentari, maniglie di anfora marchiate e frammenti di vasi di vetro. Tra tutto il materiale riportato a nuova vita, per la bellezza dell’oggetto e lo stato di conservazione, una menzione speciale va a una lampada decorata con l’immagine di una testa incorniciata da capelli ondulati.

Oltre al valore intrinseco legato all’edificio e ai manufatti ospitati, lo scavo è molto importante poiché costituisce un’ulteriore prova della presenza nell’area che ha interessato di edifici risalenti al periodo ellenistico e romano e in particolare della vita nel santuario pagano situato al di sotto degli strati archeologici cristiani, avvalorando l’ipotesi che l’ingresso al grande santuario pagano fosse proprio in questa zona.

Lo scavo portato a termine recentemente, grazie a una collaborazione italo-cipriota, è soltanto uno dei cantieri archeologici attivi a Cipro. Un altro sito molto interessante di epoca romana è quello della località Piadhia, nel villaggio di Akaki, distretto di Lefkosia (Nicosia), avviato nel 2013 e ancora in corso: i resti architettonici riportati alla luce appartengono a un edificio sviluppato intorno a un grande bacino – circondato in parte da portici – che sembra aver giocato un ruolo significativo nell’uso del sito. I portici circondavano il bacino a est e a sud, mentre lungo il lato settentrionale del bacino diversi canali sotterranei e di superficie erano utilizzati per la circolazione dell’acqua. La parte ovest è attualmente oggetto di scavi.

Tra le aree più interessanti figura il portico meridionale che si è conservato quasi interamente e che è adornato da straordinari mosaici. Costituito da un lungo corridoio di 26 x 4 metri, è interamente coperto da mosaici. I pannelli che lo compongono sono ben sette, di diverse dimensioni, circondati e divisi uno dall’altro da una serie di cornici. Il pannello centrale raffigura la scena di un carro in un ippodromo (scena del circo). La scena del circo mostra più quadrighe e ogni quadriga è guidata da un auriga in piedi ed è accompagnata da due iscrizioni scritte in greco che indicano il nome dell’auriga e il nome di uno dei cavalli. Il pannello centrale è, inoltre, incorniciato da pannelli più piccoli con una ricca decorazione geometrica, mentre le estremità ovest ed est del corridoio presentano un pannello decorato con un motivo a ghirlanda in un cerchio formato da 8 cerchi intrecciati che includono medaglioni raffiguranti busti di figure femminili identificate come le nove Muse.

Il mosaico può essere fatto risalire al 4 ° secolo d. C. e presenta un impressionante stato di conservazione, nonché una sofisticata manifattura. Sebbene non sia stato ancora stabilito se l’edificio sia una villa privata o luogo pubblico, la presenza di questo mosaico in un’area remota dell’entroterra offre importanti nuove informazioni per la vita a Cipro nel periodo a cui risale.

Vale la pena, inoltre, sottolineare la rarità del tema di una corsa equestre all’interno di un ippodromo, raffigurato in un pavimento a mosaico, tema predominante delle zone occidentali dell’Impero romano. Sebbene attività circensi avessero luogo in molte parti delle province romane dell’Est, in questa parte dell’Impero non era ancora stato ritrovato alcun riferimento iconografico inerente alle corse con i carri. Il mosaico di Akaki è, quindi, per ora, il mosaico di epoca romana con questo tema posizionato più a est e fornisce importanti ulteriori informazioni sull’uso dei pavimenti a mosaico a Cipro.

 

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