Home Italia Calabria A giugno l’Italia si scopre calice dopo calice

A giugno l’Italia si scopre calice dopo calice

Dalla Sicilia alla Calabria fino al Lazio. Festival, degustazioni e territori da esplorare trasformano l'inizio dell'estate in un viaggio tra vitigni, cultura e paesaggi

Vini d'annata in una cantina siciliana, foto Marco Giovenco

L’Italia del vino torna protagonista di un calendario ricco di appuntamenti che unisce degustazioni, cultura, tradizioni e scoperta del territorio. Dopo il successo della manifestazione Cantine Aperte, promossa dal Movimento Turismo del Vino nell’ultimo weekend di maggio, il mese di giugno rappresenta certamente uno dei momenti migliori per partire alla ricerca di borghi, paesaggi vitati e aziende vitivinicole: le temperature sono piacevoli, le campagne mostrano il loro volto più verde e numerosi eventi offrono l’occasione di entrare in contatto diretto con produttori e comunità locali.

Festa del Catarratto, associati_ARCA
Festa del Catarratto, associati_ARCA

Il turismo enogastronomico continua a crescere e a evolversi: non si tratta più soltanto di assaggiare un buon vino, ma di vivere esperienze autentiche che raccontano identità, storia e patrimonio culturale. Un trend che trova piena espressione in due appuntamenti in programma nei primi giorni di giugno: la prima edizione della Festa del Catarratto in Sicilia (6 e 7 giugno a Santa Cristina Gela) e il Merano WineFestival Calabria – Essenza del Sud (dal 5 all’8 giugno tra Melissa, Cirò e Cirò Marina). Senza dimenticare la 5^ edizione di Vini d’Abbazia che dal 12 al 14 giugno riunisce a Fossanova, in provincia di Latina, i grandi protagonisti dell’enologia internazionale.

Il vino come chiave di lettura del territorio

L’enoturismo è oggi una delle forme di viaggio più apprezzate da chi desidera conoscere una destinazione in modo approfondito. Attraverso il vino è possibile leggere il paesaggio, comprendere le tradizioni agricole e scoprire il legame che unisce una comunità al proprio territorio. Sempre più eventi puntano infatti a valorizzare non soltanto le etichette, ma anche i luoghi dove sono prodotte: borghi storici, castelli, masserie, musei e percorsi naturalistici diventano parte integrante dell’esperienza, trasformando una semplice degustazione in un vero itinerario culturale.

Vite, foto d’archivio_ph. Marco Giovenco

In Sicilia nasce la Festa del Catarratto

Tra le novità del calendario 2026 c’è la prima edizione della Festa del Catarratto, in programma il 6 e 7 giugno a Santa Cristina Gela, nel Palermitano. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione uno dei vitigni più rappresentativi della Sicilia. Con circa 28mila ettari coltivati, il Catarratto è infatti la varietà più diffusa dell’isola, ma per lungo tempo è rimasto in secondo piano rispetto ad altre uve siciliane più note al grande pubblico.
La manifestazione, promossa dall’Associazione Regionale del Catarratto Autentico (ARCA) e dalle sei aziende fondatrici (Bagliesi, Caruso & Minini, Castellucci Miano, Di Bella, Feudo Disisa e Tenute Lombardo), punta a raccontare una nuova immagine di questo vitigno attraverso degustazioni, incontri e momenti di approfondimento dedicati alla sua storia e alle sue caratteristiche.
L’evento coinvolgerà tredici cantine (oltre metà delle quali appartenenti alla DOC Monreale) e nove aziende produttrici di formaggio, miele e altri prodotti tipici, offrendo ai visitatori un percorso tra vini, formaggi, miele e specialità del territorio.

Un viaggio tra vino e cultura arbëreshë

Uno degli aspetti più interessanti della Festa del Catarratto è il forte legame con il territorio che la ospita. Santa Cristina Gela rappresenta infatti uno dei centri della comunità arbëreshë siciliana, custode di tradizioni, lingua e cultura di origine albanese.
La manifestazione non si limiterà quindi ai banchi di assaggio, ma proporrà anche momenti culturali dedicati alla storia della comunità locale. Un approccio che interpreta perfettamente la nuova filosofia dell’enoturismo, sempre più orientata verso esperienze immersive e autentiche.
Per chi arriva da fuori regione, l’evento può diventare l’occasione per esplorare un’area meno conosciuta della Sicilia occidentale, tra colline, vigneti e piccoli centri che conservano un patrimonio culturale unico. «La prima Festa del Catarratto nasce come esperimento di educazione, promozione e valorizzazione del vitigno più rappresentativo e identitario della nostra isola – commenta Sebastiano Di Bella, Presidente di ARCA e produttore -. Si è voluto coinvolgere il territorio e la comunità locale, con l’obiettivo di integrare la produzione vinicola in un più ampio contesto culturale per far conoscere il Catarratto e le nuove e più autentiche espressioni stilistiche che ne valorizzano le caratteristiche. Il successo di questo vitigno – prosegue Di Bella – è anche legato al suo equilibrio raro: è un’uva che resiste alla siccità e alle principali malattie, fattori che ne hanno favorito la diffusione in quasi tutte le province dell’Isola. La sua plasticità agronomica è il motivo fondamentale per cui, nel tempo, il Catarratto è diventato sinonimo di affidabilità e qualità. Un’uva molto moderna per le sue caratteristiche di sostenibilità».

foto Merano WineFestival Calabria

Calabria, il vino incontra il mondo

Sempre nei primi giorni del mese, dal 5 all’8 giugno, la Calabria è pronta ad ospitare la seconda edizione di Merano WineFestival Calabria – Essenza del Sud, manifestazione che punta a valorizzare il patrimonio vitivinicolo regionale attraverso un programma diffuso tra Melissa, Cirò e Cirò Marina. L’evento, promosso in sinergia da Merano WineFestival e dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Calabria, in collaborazione con ARSAC (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese), conferma una tendenza sempre più evidente nel panorama italiano: la crescente attenzione internazionale verso i vitigni autoctoni e i territori del Mezzogiorno.
La presenza di buyers provenienti da diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Brasile, Germania, Regno Unito e Svizzera, testimonia infatti l’interesse crescente verso una regione che negli ultimi anni ha saputo costruire una nuova immagine del proprio comparto vitivinicolo.

foto Merano WineFestival Calabria

Alla scoperta di Cirò e della Magna Grecia del vino

Uno dei punti di forza della manifestazione è la capacità di mettere in rete luoghi diversi, creando un vero itinerario turistico tra mare, storia e vigneti.
Melissa, con la sua Torre Aragonese affacciata sullo Ionio, offrirà il suggestivo scenario della serata inaugurale. Il borgo medievale di Cirò ospiterà invece uno street wine & food festival che animerà vicoli e piazze con degustazioni, musica e specialità gastronomiche.
Il viaggio proseguirà a Cirò Marina, nel cuore della denominazione più rappresentativa della regione, dove produttori, operatori e visitatori potranno confrontarsi attraverso masterclass, incontri e degustazioni. Per chi sceglie di partecipare, l’evento rappresenta anche l’occasione per scoprire un territorio che conserva ancora un forte legame con la storia della Magna Grecia e che negli ultimi anni sta investendo con decisione sull’enoturismo.
Nelle giornate di domenica 7 e lunedì 8 giugno, Merano WineFestival Calabria si trasferisce nell’elegante location di Borgo Saverona a Cirò Marina. Domenica 7 saranno presenti oltre 100 espositori dei settori wine, food, spirits e beer: l’apertura al pubblico è prevista alle 17,30 con la consueta sciabolata inaugurale, che darà il via alla serata tra banchi di degustazione, musica dal vivo e l’area mixology a bordo piscina.

VDA masterclass, foto Vini d’Abbazia

Vini d’Abbazia 2026: quando il vino incontra cultura, arte e spiritualità

Da non perdere, poi, Vini d’Abbazia 2026, manifestazione in programma dal 12 al 14 giugno nella suggestiva Abbazia di Fossanova, a Priverno (LT) che trasforma uno dei complessi monastici più affascinanti del Lazio in un luogo d’incontro tra vino, cultura, spiritualità e arte. Il programma prevede masterclass guidate da grandi nomi dell’enologia come Riccardo Cotarella, dedicate a temi che spaziano dal dialogo tra le religioni attraverso il progetto Cremisan in Terra Santa ai grandi rossi italiani, fino alle degustazioni multisensoriali. Ad arricchire l’evento anche la mostra “ViCro – Il vino al microscopio”, che attraverso le opere dell’artista Silvia Iorio esplora l’universo invisibile del vino, creando un originale dialogo tra ricerca scientifica e arte contemporanea.

VDA Cremisan, foto Vini d’Abbazia

L’evento, ideato dal giornalista Rocco Tolfa, è organizzato dalla Strada del Vino della provincia di Latina, dalla cooperativa Taste Roots e dall’Associazione Polygonal. La manifestazione si svolge in collaborazione con Regione Lazio, Arsial, Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale Informare, Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio – Abbazia di Fossanova, Priverno (LT) e con la partnership del Comune di Priverno.
Dalla Sicilia del Catarratto alla Calabria dei vitigni autoctoni, passando per il Lazio delle abbazie, giugno si conferma uno dei mesi migliori per partire alla scoperta dell’Italia del vino. Un viaggio che attraversa territori, tradizioni e comunità diverse, dimostrando come il vino sia sempre più una chiave privilegiata per conoscere l’anima autentica delle destinazioni.

Ti potrebbe interessare

Tra Barocco e Vigne

Exit mobile version