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Sicilia en Primeur 2026: il vino diventa esperienza

A Palermo la XXII edizione dell’evento di Assovini Sicilia: sostenibilità, intelligenza artificiale e nuove esperienze guidano il futuro del turismo del vino

Zisola, Assovini Sicilia, Ph. Marco Giovenco
CdA e staff Assovini Sicilia a Sicilia en Primeur 2026, foto Assovini Sicilia
CdA e staff Assovini Sicilia a Sicilia en Primeur 2026, foto Assovini Sicilia

La Sicilia del vino punta sempre di più sull’esperienza e sull’accoglienza. È questo il messaggio che emerge dalla XXII edizione di Sicilia en Primeur, l’evento ideato da Assovini Sicilia prosegue fino al 15 maggio all’Oratorio dei Bianchi di Palermo, in Piazzetta dei Bianchi nel quartiere Kalsa. Oltre cento i giornalisti provenienti da tutto il mondo sono coinvolti in degustazioni, visite nelle cantine e percorsi alla scoperta dei territori vitivinicoli dell’isola.
L’edizione 2026 segna un passaggio importante per il comparto: il vino non è più soltanto prodotto, ma strumento per raccontare identità, paesaggi, cultura e comunità locali. Una strategia che punta a consolidare la Sicilia tra le grandi destinazioni internazionali dell’enoturismo.

Apertura convegno Sicilia en primeur 2026, foto Assovini Sicilia

Palermo al centro del turismo del vino

La scelta di Palermo come città simbolo dell’evento non è casuale. Il capoluogo siciliano diventa il punto di incontro tra storia, arte e cultura del vino, offrendo ai giornalisti internazionali la possibilità di scoprire luoghi meno conosciuti ma di grande fascino. Tra questi il Real Albergo delle Povere, recentemente restaurato e trasformato nella sede delle degustazioni tecniche con oltre mille etichette protagoniste, ma anche la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo e Palazzo Sant’Elia. Un itinerario che lega il patrimonio architettonico alla promozione del territorio attraverso il vino.
In apertura di evento la presidente di Assovini Sicilia Mariangela Cambria ha ribadito il ruolo strategico dell’enoturismo: «Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare di viaggio. Oggi l’enoturismo è una leva fondamentale per raccontare il vino attraverso il paesaggio, la gastronomia, l’arte e il patrimonio umano dell’isola».

Mariangela Cambria- presidente di Assovini Sicilia

Crescono i visitatori nelle cantine siciliane

Il report realizzato da LumsaCeseo sull’enoturismo siciliano e presentato alla manifestazione conferma un settore in forte crescita e sempre più internazionale. Nel 2025 il 61,4% delle cantine coinvolte nello studio ha registrato un aumento dei visitatori, mentre il 74,7% segnala una prevalenza di turisti stranieri, soprattutto provenienti da Europa e Stati Uniti. Per oltre la metà delle aziende l’enoturismo rappresenta ormai circa il 10% del fatturato complessivo, esclusa la vendita diretta del vino.
Le degustazioni guidate e le visite in cantina diventano quindi strumenti centrali non solo per la promozione del vino siciliano, ma anche per la valorizzazione delle aree rurali e dei piccoli borghi.

Feudi del Pisciotto, l’ingresso all’antico baglio che offre anche una ricettività esclusiva. Ph. Marco Giovenco

Sostenibilità e innovazione guidano il cambiamento

Tra gli aspetti più significativi emersi dal report c’è l’attenzione alla sostenibilità ambientale. L’86,7% delle cantine produce energia da fonti rinnovabili, mentre oltre la metà delle aziende riesce a coprire almeno il 40% del proprio fabbisogno energetico grazie alle energie green.
Anche l’accoglienza diventa più sostenibile: l’88% delle aziende ha eliminato la plastica monouso e circa sette cantine su dieci utilizzano bottiglie leggere per ridurre l’impatto ambientale.
Accanto alla sostenibilità cresce anche l’innovazione digitale. Siti web, e-commerce e mailing list sono ormai strumenti diffusi, ma il settore guarda sempre più all’intelligenza artificiale per migliorare marketing e comunicazione. Attualmente il 30,6% delle aziende dichiara di utilizzare sistemi basati su AI, mentre solo il 20% dispone di un Wine Club strutturato.

Vista su Noto, Sicilia. Un territorio con una produzione vitivinicola eccezionale e meta turistica di grande interesse. Ph. Marco Giovenco

Giovani, esperienze autentiche e nuove strategie

L’edizione 2026 di Sicilia en Primeur ha riservato ampio spazio alle nuove generazioni. I dati dell’Osservatorio Giovani & Vino, illustrati dal professor Vincenzo Russo dell’Università IULM di Milano, mostrano un interesse crescente dei giovani verso il mondo del vino. Il 51% degli italiani tra i 20 e i 24 anni consuma vino consapevolmente, il dato più alto mai registrato per questa fascia d’età. A fare la differenza, però, non è soltanto il prodotto, ma soprattutto l’esperienza vissuta in cantina.
Le nuove generazioni cercano autenticità, relazioni dirette con i produttori e contenuti culturali legati ai territori. Per questo motivo l’enoturismo siciliano punta oggi su proposte sempre più immersive e personalizzate (di recente Itinerari e Luoghi ha documentato questo itinerario). Quasi sei aziende su dieci dichiarano infatti di avere già progettato nuove esperienze per il 2026, con percorsi premium, attività esperienziali e formule capaci di coinvolgere il visitatore in modo più diretto.

Zisola, Assovini Sicilia. L’antico baglio utilizzato anche per l’ospitalità, Ph. Marco Giovenco

La Sicilia punta a diventare una destinazione leader dell’enoturismo

Sicilia en Primeur 2026 conferma dunque il ruolo centrale dell’isola nel panorama del turismo enogastronomico italiano. La combinazione tra biodiversità, cultura, paesaggi e tradizione vitivinicola rappresenta oggi uno degli elementi più competitivi dell’offerta turistica regionale.
L’obiettivo è trasformare la crescita dell’enoturismo in uno sviluppo stabile e sostenibile per tutto il territorio, coinvolgendo non solo le cantine ma anche città d’arte, borghi, strutture ricettive e operatori turistici.
Come sottolineato dall’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, «il turismo esperienziale legato al vino sta attirando migliaia di visitatori e contribuisce a rafforzare il posizionamento della Sicilia tra le principali mete enogastronomiche italiane».
La sfida dei prossimi anni sarà costruire una visione condivisa capace di unire ospitalità, innovazione e sostenibilità.

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