Pontremoli, la gioia del Barocco

L’11 e il 12 aprile tornano le aperture straordinarie di Pontremoli Barocca: ville, palazzi, chiese e conventi riccamente affrescati e decorati da scoprire nel cuore della Lunigiana

Il bellissimo salone d'ingresso al piano nobile della Villa Dosi Delfini, a poche centinaia di metri dal centro storico di Pontremoli
Veduta di Pontremoli dal ponte che attraversa il fiume Magra: in fondo, a dominare l'abitato, il millenario Castello del Piagnaro (ph. Iacopo Sequi)
Veduta di Pontremoli dal ponte che attraversa il fiume Magra: in fondo, a dominare l’abitato, il millenario Castello del Piagnaro (ph. Iacopo Sequi)

A Pontremoli, sulle prime, si pensa a un’elegia. Già, proprio quel componimento poetico che nasce nella sua forma metrica. Nei secoli, apprezzato ben oltre i confini della tradizione classica che lo vide nascere nell’antica Grecia, l’elegia prese i contorni del contenuto, una lirica dal tono malinconico che esprime la bellezza di qualcosa che sfugge. A questo si pensa, dicevamo, camminando per Pontremoli. Una cittadina un po’ sorniona e tutto sommato vivace, silenziosa fra i boschi della Lunigiana, come se stesse ad ascoltare il vento che soffia forte (ma forte!) da nord scivolando sul letto del Magra, quel fiume la cui valle offre da sempre la più naturale via di comunicazione fra la piana ligure-apuana e Parma. Ebbene, quando si apriranno le porte degli stupefacenti palazzi e si pareranno di fronte a voi sontuose sale e camere barocche, ecco che si svelerà il mistero dell’elegia.

L'alcova della camera da letto signorile a Palazzo Ruschi Pavesi, Pontremoli (ph. Iacopo Sequi)
L’alcova della camera da letto signorile a Palazzo Ruschi Pavesi (ph. Iacopo Sequi)

Pontremoli, la Lunigiana e il “suo” Barocco

A Pontremoli si gioca a una sorta di nascondino della decorazione seicentesca e settecentesca. I palazzi cittadini che custodiscono il patrimonio a cui ci riferiamo sono infatti privati, e quindi aprono i battenti solo per occasioni particolari. Per questo è nata un’iniziativa che non esitiamo a definire bellissima, un’occasione imperdibile per scoprire i tesori locali. E riflettere su quanti e quali tesori possano celare i nostri straordinari centri abitati. Sabato 11 e domenica 12 aprile Pontremoli Barocca porta la città al centro dell’attenzione turistica toscana, aprendo alle visite il complesso di beni architettonici che la costella. Organizzato da Sigeric e dall’associazione di turismo responsabile Farfalle in Cammino, l’evento propone due giorni di aperture straordinarie di dieci luoghi simbolici. Si scoprirà un orientamento stilistico che qui è declinato a sé: la gentilezza di toni più tenui, la ricorrenza di quadrature illusionistiche e l’assenza di quell’eccesso di dorature a cui siamo abituati portano infatti a parlare di Barocco pontremolese. Un patrimonio che nasce dalla ricchezza dei mercanti di casa e che si è conservato nei secoli grazie alla cura di famiglie, enti e operatori del territorio.

Il sontuoso ingresso di Villa Dosi Delfini, sormontato fin dalla seconda metà dell'Ottocento da due bellissimi cedri del Libano (ph. Iacopo Sequi)
Il sontuoso ingresso di Villa Dosi Delfini, sormontato fin dalla seconda metà dell’Ottocento da due giganteschi cedri del Libano (ph. Iacopo Sequi)

Due giorni di arte…

La gioia dell’andar per borghi, insomma. Pontremoli Barocca propone un calendario di visite guidate, eventi musicali e iniziative diffuse che per tutto il weekend consentono una scoperta piena. L’11 è il “gran sabato delle ville”, dove protagoniste saranno le tre dimore nobiliari della campagna di questa parte settentrionale della Lunigiana. Poco fuori Pontremoli c’è la Villa Dosi Delfini (il cui bellissimo salone d’ingresso al piano nobile si ammira nell’immagine di apertura, ph. Iacopo Sequi), in località Scorano la Villa Pavesi Negri Baldini con il suo Giardino dei Riccioli, a Teglia di Mulazzo – 5 chilometri più a sud – la Villa Pavesi Ruschi.

La cupola e l'altar maggiore dell'Oratorio di Nostra Donna, eretto nel XVI secolo e mutato in gioiello del Barocco pontremolese nel Settecento (ph. Iacopo Sequi)
La cupola e l’altar maggiore dell’Oratorio di Nostra Donna, eretto nel XVI secolo e mutato in gioiello del Barocco pontremolese nel Settecento (ph. Iacopo Sequi)

La giornata di domenica 12 porterà invece alla scoperta del centro di Pontremoli. Sette gli edifici aperti al pubblico: Palazzo Dosi Magnavacca, Palazzo Pavesi-Ruschi Noceti, Ca’ di Piazza – Palazzo Zucchi Castellini, Palazzo Vescovile (con ingresso gratuito al Museo Diocesano), la Chiesa di San Giacomo d’Altopascio, l’Oratorio di Nostra Donna e – novità del 2026 – il Convento di San Francesco con la sua Biblioteca Antica e il restaurato Erbario settecentesco. Inoltre, per l’occasione sarà possibile visitare al costo del biglietto ridotto anche l’interessantissimo Museo delle Statue Stele Lunigianesi al Castello del Piagnaro.

 

 

Convento di San Francesco, Erbario settecentesco - Crediti Jacopo Grassi 2
L’erbario settecentesco che si ammira al Convento di San Francesco di Pontremoli (credit ph. Jacopo Grassi)

… due giorni di eventi

Non è tutto. L’iniziativa è di primaria importanza per la comunità tutta, e a testimonianza del valore del progetto sono in cantiere eventi ed iniziative collaterali proposte da terze parti. Nella giornata di sabato, la visita guidata alla Chiesa e al Convento di San Francesco (esclusi biblioteca ed erbario) a cura di Don Pietro Pratolongo e quella a Palazzo Petrucci, poi il Concerto Barocco della sera, alle 21 in Duomo, con il Gruppo Vocale Arsi e Tesi e l’Associazione Culturale Pontremolese Vasco Bianchi. Sempre sabato e anche domenica pomeriggio si visiterà l’Antica Farmacia Buttini, mentre solo il 12 nella Chiesa di San Geminiano sarà la volta delle speciali esecuzioni di musica barocca (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18) a cura dell’Ensemble Barocca del Conservatorio Giacomo Puccini di La Spezia. I biglietti sono già in vendita online: il soggiorno di stupore pontremolese può essere prenotato con un semplice clic.