Basta con la retorica del viandante solitario, basta con l’esaltazione sportiva del trekking. Dal 17 al 19 aprile l’importante centro friulano ospita la seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia, un evento che alleggerisce il cammino di tanti cliché per restituire a chi lo ama una dimensione davvero autentica: quella dell’infrastruttura sociale.
Un festival, un progetto, una realtÃ
Promossa dalla Fondazione Aquileia, la manifestazione decostruisce il concetto tradizionale di turismo per indagare come il movimento fisico, intrecciato alla fruizione del paesaggio e della storia, possa diventare un vero e proprio strumento di salute pubblica e inclusione. Non è un caso che il laboratorio di questa indagine sia Aquileia. Come evidenzia Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, la città non è solo un sito archeologico tra i più importanti dell’Italia nord-orientale, ma il perno su cui si agganciano otto grandi itinerari europei, dal Cammino Celeste alla Via Flavia e alla Romea Strata.
Questa edizione punta il focus sul welfare culturale. La Regione Friuli Venezia Giulia ha infatti individuato nella fondazione la capofila di un progetto che misura l’impatto tangibile della cultura sul benessere collettivo. In un’epoca di iper-connessione digitale e isolamento fisico, attraversare lo spazio a piedi diventa un atto di riappropriazione del tempo e della socialità . E del territorio, sottolinea Corciulo: «Il Festival dei Cammini di Aquileia rappresenta per noi molto più di un evento: è un progetto culturale che interpreta in chiave contemporanea l’identità profonda di questo territorio, da sempre luogo di incontro, di passaggio e di dialogo tra popoli, culture e tradizioni».
Dati, politiche e infrastruttura del cammino
Il palinsesto si apre proprio venerdì 17 con un convegno che analizza i pilastri del settore: progettazione inclusiva, ricadute economiche, manutenzione del paesaggio. Il pomeriggio e l’intera giornata di sabato trasformano invece le domus e le aziende vitivinicole in aule a cielo aperto, con un programma che si articola in indagini multidisciplinari. Così ecco che alla domus di Tito Macro l’archeologa Sara Zanni e la psicoterapeuta Lucia Botindari esplorano le connessioni tra neuroscienze, percezione del paesaggio e dinamiche psicologiche del cammino, mentre la Cantina Ca’ Tullio ospita il panel di Fabrizio Preo dell’associazione Lunghi Cammini sull’utilizzo degli itinerari a piedi come terapia e strumento educativo per giovani in condizioni di grave vulnerabilità .
Festival dei Cammini, immergersi nell’esperienza
Non mancano le pratiche immersive grazie a sessioni di forest bathing per abbassare i livelli di cortisolo presso l’antico porto fluviale e passeggiate storiche nei primi siti di scavo, guidate dal direttore Cristiano Tiussi e dall’archeologa Luciana Mandruzzato. Quindi, domenica 19, la teoria incontra la pratica per cento partecipanti (registratevi subito!) che testeranno un anello-cerniera tra il Cammino Celeste e la Via Flavia. Un tracciato che attraversa le opere di bonifica e le lagune friulane, chiudendo il cerchio tra osservazione del paesaggio e movimento fisico. Ma non finisce qui, perché tra rievocazioni storiche e proiezioni di docufilm il festival si apre anche al pubblico meno incline al cammino anche se attratto da esso. È un evento aperto al pubblico e completamente gratuito. Basta ricordare che, per garantire la qualità dell’esperienza, l’accesso agli incontri e alle escursioni richiede la prenotazione obbligatoria tramite la piattaforma Eventbrite: il programma dettagliato si trova sul portale ufficiale della Fondazione Aquileia.
Tutte le immagini sono state fornite dal Festival dei Cammini di Aquileia
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