Dici Slovenia e pensi a foreste verdissime, piste da sci, città tirate sempre a lucido dall’eleganza un po’ asburgica. Eppure, appena finita di mangiare una jota in piazza a Trieste e passato il confine, c’è una Slovenia marittima che aggrappa a meno di cinquanta chilometri di costa rocciosa davvero molte attrattive culturali e naturali. È l’Istria slovena, che a pochi minuti dal capoluogo giuliano sa garantire al visitatore un’esperienza variegata e di primissimo livello.

Sapori d’Istria: tra olio d’oliva e laboratori culinari
Un’esperienza turistica variegata, va da sé, non può non includere eccellenze enogastronomiche. Ebbene, questo territorio esprime – e sa ben raccontare – anche diversi tesori della tavola. Gli uliveti che disegnano le colline offrono il prezioso frutto che anche qui, come in tutto il Mediterraneo, si muta in un ottimo olio extravergine d’oliva. Alla Fattoria Gramona, non distante dalle Saline di Sicciole, il pluripremiato oro verde dell’Istria si scopre con percorsi di degustazione dedicati. Dall’altra parte invece, poco fuori Capodistria, si trova la storica cantina Vinakoper, vera istituzione locale che ha inaugurato eleganti sale per esperienze sensoriali. E che proprio con la primavera, e in particolare nei giorni intorno alla Pasqua, ospita un workshop dedicato alla pasta istriana inquadrato nel calendario dei laboratori culinari KeBon, tutti da scoprire.

Festival della Malvasia Istriana, il weekend del vino a Portorose
Proprio la cantina Vinakoper, insieme al centro congressi dell’Hotel Slovenija di Portorose, assegna al vino il ruolo di protagonista del primo weekend di primavera con la ventottesima edizione del Festival della Malvasia istriana. Si tratta di uno degli appuntamenti più interessanti dedicati a questo antico e identitario vitigno. Che solo nominalmente appartiene alla vasta famiglia delle malvasie mediterranee, portando a produrre vini secchi freschi e sapidi, ma anche più strutturati e longevi quando la coltivazione si allontana dal mare. La kermesse vanta la presenza di una sessantina di cantine per più di 160 etichette in degustazione. In programma venerdì 20 e sabato 21, è l’occasione ideale per scoprire questa nota località marittima e termale, magari scegliendo una spa per concedersi un trattamento di relax.

Sicciole e Pirano: tra le saline e l’eredità della Serenissima
Ma l’Istria slovena, dicevamo, offre davvero molto al visitatore. Un microcosmo di occasioni di piacere declinato a 360 gradi nella fruizione turistica, un qualcosa che si percepisce già semplicemente facendosi abbracciare dalla bellezza di paesaggi rigeneranti. Una destinazione davvero poetica, ad esempio, è quella delle Saline di Sicciole. In questo parco naturale il vento e la luce sull’acqua accarezzano argini di sale dove si raccoglie un ecosistema unico che immerge in un benefico silenzio.

E poi c’è la cultura: prego, rivolgersi alle viuzze ingarbugliate del centro storico di Pirano, le cui alte mura antiche testimoniano la necessità di difendere un grande patrimonio umano e artistico. Una cittadina davvero bella, che svela con garbo l’eredità della Serenissima e custodisce veri e propri capolavori tra cui la pala della Madonna in trono col Bambino e sei santi, realizzata nel 1518 da Vittore Carpaccio e tornata nella chiesa di San Francesco solo nel 2025 dopo essere stata custodita per ottantacinque anni al Museo Antoniano di Padova. Perfino il soggiorno a Pirano può essere d’epoca: scegliendo, per esempio, lo storico Hotel Piran, dove l’enoteca invita a proseguire il viaggio nei sapori locali e la terrazza promette tramonti emozionanti sull’Adriatico. Da provare anche dalla parte opposta del paese, salendo al grande balcone della cattedrale, intitolata a San Giorgio. La leggenda vuole che il patrono abbia salvato Pirano da una terribile tempesta. Quanto al drago, non c’è — è già stato sconfitto: godersi la brezza primaverile è garantito. Anche con un calice di malvasia in mano.
Ti potrebbe interessare anche:














