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Borgo Valbelluna, itinerario tra fiume, borghi e memoria

Un viaggio nel cuore della Valbelluna tra palazzi affrescati, antichi zattieri, canyon scolpiti dall’acqua e nuove esperienze outdoor che raccontano un territorio vocato al turismo consapevole

Borgo Valbelluna Canyoning, foto Marco Giovenco

Conoscevamo già l’area di Borgo Valbelluna, racchiusa fra la sinistra del fiume Piave e le Prealpi Bellunesi. Un luogo del cuore del Veneto ancora lontano dai grandi flussi turistici e che custodisce un vasto patrimonio che intreccia cultura, tradizioni, enogastronomia, genuinità e natura. Tanta natura. Che è elemento base per una serie di attività outdoor da svolgere in ogni periodo dell’anno. Eravamo stati qui e ne avevamo parlato in maniera diffusa nel numero 327/Marzo 2025, ma il festival Camminando, che prosegue fino al prossimo 27 giugno (altri appuntamenti sono in programma già dal weekend del 17 aprile), è stata l’occasione per ritornare e vedere come, nel frattempo, questo Comune nato nel 2019 dall’unione dei tre municipi di Mel, Lentiai e Trichiana, si sia organizzato, sviluppato e abbia saputo comunicare un modo realmente responsabile e sostenibile per viverlo appieno.

Mel di Borgo Valbelluna, palazzo Zorzi sede comunale. Foto Marco Giovenco
Mel di Borgo Valbelluna, palazzo Zorzi sede comunale. Foto Marco Giovenco

Mel, cuore storico di Borgo Valbelluna

Il punto di partenza ideale per un itinerario a Borgo Valbelluna è Mel, nucleo elegante e scenografico del comune diffuso che, oggi, nel complesso, conta 14mila abitanti (dato in lieve crescita negli ultimi anni) ed è tra i Borghi più Belli d’Italia dal 2017. Il borgo di Mel ha una fisionomia urbana sorprendentemente armonica, figlia della lunga dominazione veneziana che qui ha lasciato tracce profonde nell’architettura e nell’organizzazione dello spazio pubblico.

Mel di Borgo Valbelluna, salone a Palazzo Zorzi, sede comunale. Foto Marco Giovenco

Cuore del paese è Piazza Papa Luciani, ampio salotto lastricato dominato dalla mole del Palazzo della Magnifica Comunità di Borgo Valbelluna, meglio noto come Palazzo Zorzi. Costruito nel 1510 e oggi sede municipale, è uno degli edifici simbolo dell’identità storica locale. Sul tetto spicca la caratteristica torretta che custodisce il grande orologio civico, trasferito qui dopo la distruzione del campanile originario colpito da un fulmine nel XVIII secolo. Ma il palazzo racchiude altre meraviglie: al primo piano si apre la grande sala affrescata con un ciclo pittorico cinquecentesco ispirato all’Orlando Furioso, testimonianza del rango culturale e politico raggiunto da Mel in età veneziana.

Museo archeologico di Mel di Borgo Valbelluna nel Palazzo delle Contesse, foto Marco Giovenco

Usciti dalla residenza municipale, sullo stesso lato della piazza spicca per eleganza il Palazzo delle Contesse, oggi sede del Museo Archeologico e di mostre temporanee, ulteriore tassello di un patrimonio culturale che racconta quanto questo territorio sia stato abitato, conteso e attraversato fin dall’antichità. Nelle teche ai vari piani del palazzo sono esposti reperti preistorici, come schegge di selce dei Neanderthal, corredi della necropoli di Mel (VIII-V sec. A.C.) dei Veneti antichi, per proseguire con testimonianze archeologiche del mondo romano fino ai periodi Tardoantico e Medievale.

Mel di Borgo Valbelluna, palazzo Carrera, foto Marco Giovenco

Cesana, Lentiai, Mel tra Medioevo e commerci sul Piave

Tra i reperti custoditi al Museo di Mel ci sono anche manufatti provenienti dalla frazione di Cesana e dal borgo di Lentiai, a pochi chilometri da Mel. Cesana, in particolare conserva alcune delle testimonianze più eloquenti del passato commerciale della Valbelluna. Qui, per secoli, il Piave ha rappresentato una vera autostrada d’acqua e lungo il suo corso transitavano tronchi, metalli e merci destinati alla pianura e a Venezia, facendo della zona un nodo strategico per i traffici e per la riscossione dei dazi. La Contea di Cesana nacque proprio attorno a questa funzione e oggi restano tracce sparse ma significative di quel passato: il Palazzo Pretorio, i resti dell’antico sistema fortificato e la chiesetta di San Bernardo del XII secolo, prezioso scrigno medievale che custodisce cicli di affreschi riportati alla luce dai restauri iniziati una quindicina di anni fa. Una sorpresa per la comunità del borgo che, riunita nell’associazione Amici di Cesana, con la presidente Mariagrazia Fontana, ha portato avanti un lavoro di valorizzazione e raccolta fondi, insieme a sponsor privati, per sostenere lavori di ricerca e restauro. Oggi la chiesetta fa parte del circuito “Tesori d’arte nelle chiese del Bellunese della Sinistra Piave” e conserva un ciclo di affreschi realizzato tra XIII e XVII secolo, attribuito da restauratori a quattro maestri, tra cui Francesco Frigimelica il Vecchio.

Borgo Valbelluna, chiesa San Bernardo a Cesana, foto Marco Giovenco

Al centro del borgo di Lentiai domina la chiesa arcipretale dedicata a Santa Maria Assunta e monumento nazionale dal 1880. Splendido il soffitto ligneo a cassettoni opera di Cesare Vecellio, formatosi alla scuola del più noto Tiziano che era cugino del padre. I venti dipinti, realizzati fra il 1577 e il 1579, narrano Storie della Madonna tratte dai Vangeli e dagli Apocrifi. In fondo all’abside, dietro l’altare, campeggia il Polittico dell’Assunta realizzato dalla bottega del Tiziano: raffigura otto Santi dentro a strette nicchie mosaicate, mentre sulla parte superiore del polittico viene raffigurato il Cristo Morto attribuito alla mano di Cesare Vecellio.
Seicento metri più in là, in direzione Mel, è consigliata una tappa nella borgata di Bardies presso la chiesetta di Sant’Antonio Abate, del XVI secolo. L’interno custodisce una ventina di affreschi dedicati al Santo e opera di Giovanni da Mel.

Il Piave ritrovato: rafting, packraft e la nuova via degli zattieri

Borgo Valbelluna Canyoning, foto Marco Giovenco

Se nel primo itinerario Borgo Valbelluna ci aveva mostrato la sua anima più paesaggistica, questa volta è stato il fiume a rivelarsi protagonista assoluto. Con Christian Da Canal di Canyoning Borgo Valbelluna abbiamo scoperto come il Piave, fiume sacro alla Patria, non sia soltanto elemento naturale o sfondo scenografico, ma asse identitario del territorio. Da questa consapevolezza nasce il progetto La Via degli Zattieri, iniziativa che punta a recuperare e reinterpretare la storica cultura della navigazione fluviale trasformandola in esperienza contemporanea. Per secoli, infatti, gli zattieri bellunesi hanno trasportato lungo il Piave il legname delle Dolomiti destinato a Venezia. Governavano zattere lunghe oltre venti metri in un viaggio che poteva durare fino a una settimana. Curiosità: le stesse zattere erano assemblate con il legname da consegnare e, una volta giunti a destinazione, gli zattieri rientravano a casa a piedi con una semplice bisaccia dove custodivano pochi attrezzi ed effetti personali. Una professione complessa e tanto strutturata da avere uno statuto ufficiale approvato dal Doge nel 1492, ben prima che altrove si formalizzassero mestieri analoghi.
Oggi quel patrimonio è tornato a vivere attraverso attività divulgative, percorsi educational e nuove proposte outdoor che legano sport, sicurezza fluviale e memoria storica. Tra l’altro le associazioni e le istituzioni si stanno battendo affinché venga inserito dall’UNESCO fra i patrimoni immateriali dell’umanità. L’esperienza sul fiume, provare per credere, è molto più di una semplice discesa rafting: è un’immersione narrativa in un paesaggio culturale.

Museo degli Zattieri di Belluno, foto Marco Giovenco

Il Museo degli Zattieri, dove il fiume racconta la sua storia

La naturale prosecuzione dell’esperienza sul Piave è la visita al Museo degli Zattieri di Borgo Piave a Belluno, nuovo spazio espositivo dedicato alla memoria della navigazione fluviale bellunese. Attraverso modelli storici, documenti, reperti e ricostruzioni, il museo racconta un universo economico e sociale che per secoli ha legato indissolubilmente la montagna alla laguna veneziana. Particolarmente affascinante il grande modello ottocentesco di zattera didattica, realizzato da una storica famiglia di zattieri di Borgo Piave, che permette di comprendere struttura, tecnica costruttiva e funzionamento di queste gigantesche piattaforme lignee. Il luogo, al momento, è piccolo (in attesa di nuovi spazi per allestimento), ma densissimo di contenuti, capace di restituire dignità e profondità a una storia troppo a lungo rimasta marginale nel racconto turistico del Bellunese.

Borgo Valbelluna, Forra Brent de l’Art, foto Marco Giovenco

Accanto al rafting sul Piave, le altre attività proposte dalle guide di Canyoning Borgo Valbelluna sono il packraft, piccolo natante gonfiabile ultraleggero nato per l’esplorazione e oggi reinterpretato in chiave turistica. E, ancora, canyoning, torrentismo, trekking acquatici e percorsi guidati specie nell’area di Trichiana, porta d’accesso a una delle meraviglie naturalistiche più note del territorio, i Brent de l’Art, spettacolari forre scavate dal torrente Ardo nella roccia sedimentaria che raccontano milioni di anni di storia geologica.

Museo delle Maschere Dolomitiche di Belluno, foto Marco Giovenco

Maschere, identità e cultura alpina

Il racconto del territorio passa anche dalle sue tradizioni immateriali. A due passi dal Museo degli Zattieri di Borgo Piave a Belluno si trova un’altra delle tappe culturali più originali dell’itinerario: il Museo delle Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco, spazio dedicato a una delle espressioni più affascinanti del folklore alpino. Il percorso intreccia ritualità, antropologia e artigianato, raccontando come il Carnevale e le maschere tradizionali siano stati per secoli strumenti di rappresentazione sociale e identitaria delle comunità montane.

Enogastronomia: sostenibilità che si assaggia

Borgo Valbelluna continua a raccontarsi anche a tavola, con una proposta gastronomica sempre più coerente con il percorso di valorizzazione sostenibile intrapreso dal territorio. Nel corso degli anni tanti giovani del luogo hanno ritrovato il giusto spirito e le condizioni per aprire attività agricole e zootecniche condotte nel massimo rispetto dei tempi della natura: origine, stagionalità, qualità di coltura e allevamento.

Borgo Valbelluna, Alice Polla del Colle del Tiglio mentre coccola una delle sue mucche felici, foto Marco Giovenco

Tra queste valli sono ricomparse le latterie turnarie, un tempo assai diffuse lungo l’arco alpino e caratterizzate da una modalità di gestione del latte semplice, economica e adatta a una produzione casearia su scala locale. Un modello basato sull’usanza antica di mettere insieme il latte di più famiglie, caseificare collettivamente e utilizzare tutto il latte prodotto nelle stalle. Un po’ lo stesso principio usato per la panificazione in comune.
Dalla fine degli anni ’60 i caseifici turnari sono progressivamente scomparsi, soffocati dalle grandi produzioni industriali e da leggi di puro mercato. Lungo la Valbelluna, a Limana in particolare, la Latteria turnaria di Valmorel, nata nel 1939, prosegue incessante questo lavoro e oggi vede cinque soci che operano secondo i principi della tradizione come alimentazione naturale, benessere animale, conduzione familiare, sovranità alimentare, condivisione. Un valore aggiunto per Borgo Valbelluna che dal 2022 è riconosciuta Città del Formaggio dall’Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio (ONAF).

Museo del Latte di Farra di Mel

La graziosa frazione di Borgo Valbelluna custodisce un piccolo museo capace di raccontare una grande storia collettiva: quella della civiltà contadina e cooperativa bellunese. Il Museo del Latte di Farra di Mel, gestito dal CRAL Farrese, nasce per conservare la memoria di una tradizione che, tra Ottocento e Novecento, ha segnato profondamente l’economia e la vita sociale della vallata, quando quasi ogni frazione possedeva una propria latteria sociale.
Il museo è allestito nell’antica sede della Latteria di Farra, fondata nel 1891 e attiva dal 1907 fino agli anni Settanta: i saloni conservano gli strumenti originali per la lavorazione del latte e dei prodotti caseari, macchinari d’epoca, documenti d’archivio e una preziosa raccolta di stampi per il burro, testimonianze materiali di un sapere contadino tramandato per generazioni. La visita permette di immergersi in un mondo fatto di lavoro condiviso, gesti antichi e solidarietà di paese, offrendo uno spaccato autentico della storia rurale delle Dolomiti Bellunesi. Un luogo ricco di memoria dove rivive una pagina fondamentale dell’identità del territorio.

Gli antichi giochi di strada

Borgo Valbelluna, giochi di strada a Farra di Mel, foto Marco Giovenco

Passeggiando per le vie di Farra di Mel, soprattutto in queste giornate assolate di primavera, può capitare di udire le concitate grida di ragazzi impegnati in giochi di strada. Nel borgo, in particolare, è ancora viva e partecipata la tradizione del “To’ Vegna”, antico gioco tramandato fra generazioni che è simbolo di una socialità genuina che continua a riunire bambini, adulti e anziani nello spazio pubblico. Una tradizione che dialoga con il più ampio patrimonio dei giochi popolari italiani celebrato da Tocatì, il festival internazionale dei giochi in strada di Verona, cuore di un programma riconosciuto dall’UNESCO come buona pratica per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

Borgo Valbelluna, le antiche tradizioni culinarie a Poggio Pagnan, foto Marco Giovenco

Con Mele a Mel alla scoperta delle aziende del territorio

Sono tante le eccellenze che contribuiscono in maniera sempre più vivace e concreta all’economia locale: produzioni curate, numeri limitati e qualità lontana dalle logiche delle grandi distribuzioni. Un territorio dinamico e virtuoso, animato soprattutto da giovani e da una forte presenza femminile. Molte realtà afferiscono all’associazione Mele a Mel che riunisce una trentina di piccole aziende locali impegnate in produzioni di formaggi, miele, pane ottenuto da grani antichi, ortaggi, vini, piante ed essenze aromatiche e artigianato.
Tra le realtà emerse negli ultimi anni c’è Poggio Pagnan, azienda agricola multifunzionale che unisce ospitalità, allevamento semibrado, produzione di insaccati e viticoltura sostenibile. Particolarmente significativo il lavoro sui vitigni PIWI, varietà resistenti alle malattie fungine che permettono di abbattere drasticamente i trattamenti in vigneto, riducendo l’impatto ambientale della produzione. Una scelta tecnica e culturale che ben sintetizza la filosofia di un territorio intenzionato a crescere senza snaturarsi. Accanto a

Borgo Valbelluna, formaggio in stagionatura nella storica Latteria Da Frontin, foto Marco Giovenco

nuove progettualità trovano spazio anche le eccellenze ormai consolidate della tradizione casearia e norcina locale: assolutamente consigliata la degustazione di Schiz, il tipico formaggio bellunese accompagnamento perfetto alla polenta cucinata con varietà locali di mais; e del Pastin, sorta di hamburger fatto con un impasto di trito di maiale e manzo misto a spezie, inserito fra i prodotti tradizionali del Veneto. Conferme di una filiera agroalimentare che continua a rappresentare uno degli asset più forti dell’area.

Chi è tornato e ha investito a Borgo Valbelluna dopo importanti esperienze professionali all’estero è Marco Lorenzet, 33 anni, chef e titolare insieme ad altri due amici soci di Col de Venz, una sorta di “rifugio contemporaneo” assai accogliente dove birra artigianale e cucina del territorio proposta esclusivamente con prodotti locali dialogano in armonia. L’atmosfera è rustica ma curata, con spirito conviviale e proposte gastronomiche che esaltano qualità, identità locale e gusto pieno. Più che un ristorante, un punto d’incontro autentico tra sapori, musica e comunità.

Un laboratorio di turismo responsabile tra Dolomiti e Piave

Festival Camminando 2026, il convegno. Foto Sonja Vietto Ramus

Più che una semplice destinazione, Borgo Valbelluna appare oggi come un interessante laboratorio diffuso di turismo territoriale. La forza del luogo sta nella coerenza con cui paesaggio, storia, memoria e nuove progettualità vengono messi a sistema. Il risultato è un territorio che non punta a stupire con effetti speciali, ma a costruire una relazione basata sulla genuinità di chi ci vive. In questo percorso Camminando, il festival che racconta Borgo Valbelluna passo dopo passo, ha avuto ed ha un ruolo determinante. Gli organizzatori hanno avuto le capacità e la costanza di far dialogare, stimolare e saper mettere a sistema le tante belle realtà di un territorio vasto e, fino a poco tempo fa, nascosto dai radar del turismo lento e consapevole.

Borgo Valbelluna, pubblicazioni de Il Veses, foto Marco Giovenco

Vivere la genuinità della Valbelluna, le guide de il Veses

Tra esperienze slow e identità locale, il racconto de il Veses costruisce un viaggio coerente e immersivo nella Valbelluna e nel Veneto più autentico. Tutto codificato in due prestigiose pubblicazioni. La prima, “Pedalare in Valbelluna”, propone 1.600 km di itinerari su due ruote, quaranta percorsi tutti tracciati GPS che attraversano paesaggi, borghi e memorie storiche, pensati per tutti: famiglie, cicloturisti e sportivi, con un approccio narrativo che mette al centro l’autenticità dei luoghi e lo sguardo di chi li vive ogni giorno. L’altro volume è “Sapori della Valbelluna” che raccoglie 75 ricette e prodotti tipici, restituendo il valore di una cultura gastronomica fondata su materie prime locali e tradizioni tramandate, in equilibrio tra memoria e innovazione. Due progetti complementari che, come sottolinea il presidente del Veses Luciano Dal Molin, «nascono con l’obiettivo di valorizzare e preservare l’identità del territorio, trasformandola in leva culturale e turistica per il futuro della valle».

Borgo Valbelluna, rifugio Pranolz, foto Marco Giovenco

Ospitalità nel cuore della Valbelluna

Immerso nelle Dolomiti bellunesi, il Rifugio Pranolz è una di quelle destinazioni che riescono a coniugare autenticità e comfort senza perdere identità. Ad accogliere è la simpatica e dinamica Alessandra Magagnin, già sciatrice agonista di ottimo livello tanto che il rifugio è anche un sancta santorum di medaglie, coppe e sci da competizione.
La cucina è il primo biglietto da visita: piatti della tradizione locale preparati esclusivamente con ingredienti del territorio, dove la polenta diventa protagonista in diverse varianti, affiancata da pasta fatta a mano, formaggi di malga e carni selezionate. Ma Pranolz non è solo tavola. Le camere, curate e accoglienti, invitano a rallentare, mentre la piccola area wellness con sauna e idromassaggio regala un momento di rigenerazione dopo una giornata all’aria aperta. Ottima la colazione, pensata per dare la giusta energia prima di partire.

Borgo Valbelluna, rifugio Pranolz, foto Marco Giovenco

Particolarmente apprezzata la presenza di una piccola officina per biciclette e il noleggio di e-bike, spesso inclusi nei pacchetti: un dettaglio che racconta l’anima attiva del rifugio. Ideale sia per una cena tipica sia per un soggiorno completo, è una tappa che merita davvero.

Indirizzi utili

IAT Borgo Valbelluna, Piazza Papa Luciani 4 – Mel di Borgo Valbelluna (BL) – Tel. 0437 544294

Museo archeologico di Borgovalbelluna, Palazzo delle Contesse Piazza Papa Luciani, Mel – Borgo Valbelluna (BL), tel. 351.3055605

Museo Maschere Dolomitiche, Riva San Nicolò 68 a Borgo Piave, Belluno. Tel. 351.3785750

Canyoning Borgo Valbelluna, via montagna di Carve 1C, Mel di Borgo Valbelluna, tel: 366.2174058

Castello di Zumelle, tel. 0437 548122, info@castellodizumelle.it

Associazione Borgo Valbelluna Safe Walking, tel. 338 8244575,

Camminando 2026

safewalkingbvb@gmail.com

Rifugio Pranolz, loc. Pranolz, 77, Trichiana di Borgo Valbelluna, tel. 0437 757010 – 347.1092858

Corte Maccarini, appartamenti e ospitalità, frazione Gus 63, Mel di Borgo Valbelluna, tel. 378.0606198, cortemaccarini@gmail.com

Villa Francescon, Associazione Dimore Dolomiti, via Zottier 35, Borgo Valbelluna. Tel. 338.1448218 (Giovanni). info@dimoredolomiti.it 

Col De Venz, birreria e ristorante, quartiere Salvo D’Acquisto, 11, Mel di Borgo Valbelluna – Tel. 0437.383008

Fattoria Bepi Zumelle, azienda agricola con spaccio che con il proprio latte di mucca e pecora produce formaggi e altri prodotti a km 0. Via Piave 47, Mel di Borgo Valbelluna – Tel. 347.3087096

Poggio Pagnan, Azienda agricola e produttore di vini con annesso agriturismo, via Zottier 35 – Mel di Borgo Valbelluna – Tel. 389.4439585

Società Agricola Il Colle del Tiglio – Alessandro e Alice Polla conducono un allevamento di vacche bruno alpine allo stato semibrado e producono formaggi, yoghurt e ricotte. Hanno anche allevamento di suini e vendita di insaccati. Via Valpiana, 82 Limana (BL) Tel. 393.0908988 e 392.9594353 (Whatsapp) – mail: info@ilcolledeltiglio.it

Azienda agricola e Agriturismo Saettà, in località Stabie di Lentiai di Borgo Valbelluna, tel. 346 0899293, agriturismosaetta@gmail.com

Terra Candita srl, via dell’Artigiano 40/A Borgo Valbelluna. Tel. 0437.867285 – 393.6276455 (Marco Casagrande).

Vallenzai, azienda agricola, punto vendita con uova e galline di razze diverse. Via Marcador 173/A, Borgo Valbelluna. Tel. 347.3998365

Verbum Panis, azienda agricola dove Nicola e Nicoletta coltiva cereali antichi e panificano con pasta madre. Via Pizzera, 30, Limana (BL), tel. 342.6321073 – mail: fornoruraleverbumpanis@gmail.com

Solum di Lucia Sasso, coltivazione di mais, zafferano, segale, canapa e un’ampia gamma di ortaggi, frutta ed erbe spontanee. Via Fontanelle, 13, Lentiai di Borgo Valbelluna. Tel. 339.2412980, agricola.solum@gmail.com

Latteria di Lentiai, via dei Martiri, 61, Lentiai. Tel. 0437.750584 – 0437.551335. info@latterialentiai.it 

Latteria di “Frontin”, via Frontin 64, Trichiana di Borgo Valbelluna, tel. 0437.555166, latteriadifrontin@gmail.com

Latteria di Sant’Antonio di Tortal, via Sant’Antonio 108, Trichiana di Borgo Valbelluna, tel. 0437.757169, loris.tison@alice.it

Latteria Turnaria di Valmorel, via Valmorel, 1, Limana. Tel. 335.7291783

Macelleria eredi Sperandio Renato, Piazza Indipendenza 6 loc. Villa di Villa, Borgo Valbelluna. Tel. 0437.747063 macelleriasperandio@gmail.com

Bar La stretta, via Roma 2, Mel. Tel. 0437.540479

Azienda agricola Le Coccinelle, via Corte 36, Borgo Valbelluna, tel. 320.3552698, scartondeborah@gmail.com

Azienda Agricola Massimo Venturin, produzione di mele, confetture e ortaggi di stagione. Via Belluno 3, Mel di Borgo Valbelluna. massimo31venturin@gmail.com, tel. 342.5339856

Azienda Agricola Enrica Balzan, Campo di Mel. Via Campo 1, Mel. Tel. 346.2461394

Dolomiti Canapa, frazione Stabie, 89, Lentiai di Borgo Valbelluna. Tel. 333.4796521

Tenuta Crodarossa, frazione Colderù, 74, Lentiai di Borgo Valbelluna. Tel. 347.5552389

Cantina Cà de Andol, via dei Bimbi 4, Valdobbiadene, tel. Tel: 328 465 9633

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