Il Monte Catria non è una semplice meta da weekend né un paesaggio da attraversare in fretta. Sul versante cantianese, questa montagna rappresenta un bene comune, un territorio vissuto quotidianamente da comunità che ne curano l’equilibrio tra natura, lavoro e tradizioni. È da questa visione condivisa che nasce un modello di turismo sostenibile sul Monte Catria, capace di guardare al futuro senza snaturare l’identità del luogo.

A raccontarlo alcuni protagonisti profondamente legati a questo territorio, in particolare l’Associazione Cantiano 360, l’Associazione Allevatori Cavallo del Catria, il Centro Ippico La Badia, l’Università Agraria della Popolazione di Chiaserna e l’Università Agraria delle XII Famiglie di Chiaserna. Realtà diverse, ma unite dall’obiettivo comune di promuovere un’idea di montagna accessibile, responsabile e viva dodici mesi l’anno.
Un territorio da scoprire con lentezza
Il Monte Catria si conferma una destinazione ideale per chi cerca esperienze autentiche e a basso impatto ambientale. Escursioni a piedi, in bicicletta e a cavallo, percorsi naturalistici guidati, turismo rurale ed enogastronomico legato alle produzioni locali: l’offerta è ampia e pensata per valorizzare il territorio senza consumarlo. Questa varietà consente ai visitatori di esplorare la montagna in modo consapevole, rispettando i ritmi naturali e le attività che da secoli ne modellano il paesaggio.

Il Cavallo del Catria, simbolo di biodiversità
Un ruolo centrale in questo equilibrio è svolto dall’Associazione Allevatori Cavallo del Catria, nata nel 2020 per tutelare e valorizzare l’unica razza equina autoctona delle Marche. Inserito nel Registro delle Agro-biodiversità come risorsa genetica autoctona, il Cavallo del Catria è oggi un esempio concreto di come la salvaguardia delle specie locali possa andare di pari passo con lo sviluppo turistico.
Gli esemplari pascolano ancora sui terreni degli allevatori e delle Comunanze Agrarie, contribuendo alla manutenzione naturale dei pascoli e alla conservazione del paesaggio montano.

La gestione collettiva del territorio
Le Università Agrarie di Chiaserna, enti collettivi con origini che risalgono all’Ottocento, custodiscono complessivamente circa mille ettari fra pascoli e boschi sul Monte Catria. Attraverso una gestione regolamentata del pascolamento e della silvicoltura, questi enti svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione degli incendi, nella tutela della biodiversità e nella sicurezza dei visitatori. Un modello che dimostra come la gestione comunitaria del territorio possa essere uno strumento efficace di protezione ambientale e di sviluppo sostenibile.
Turismo equestre e nuove reti locali
Da oltre trent’anni, il Centro Ippico La Badia, affiliato a Fitetrec Ante, promuove il turismo equestre nelle Marche come forma di scoperta lenta del territorio. Un’esperienza che mette al centro il benessere animale, il paesaggio e il rapporto tra uomo e ambiente.
Accanto a queste realtà storiche opera l’Associazione Cantiano 360, che riunisce attività economiche e imprenditori locali impegnati in una visione condivisa di sviluppo. Il progetto simbolo è il Catria Outdoor Festival (2-3 maggio 2026), evento diffuso che unisce sport, cultura, escursionismo e laboratori per famiglie.

Una montagna da vivere tutto l’anno
Il festival rappresenta anche uno strumento concreto di destagionalizzazione. Distribuire le presenze e diversificare le attività significa ridurre la pressione ambientale e rafforzare la resilienza economica e sociale del territorio.
Sul Monte Catria, la montagna non è solo una destinazione turistica, ma una casa condivisa. Custodirla significa prendersi cura di un patrimonio collettivo e trasmetterlo a chi sceglie di conoscerla con rispetto e consapevolezza.
Nel 2025 il territorio del Catria è stato anche protagonista del Festival IT.A.CÀ, dedicato al turismo responsabile, alle realtà d’eccellenza e alle attività commerciali di nicchia e genuine che operano nei territori, spesso lontano dai riflettori, sostenendo il tessuto economico e sociale locale.














