Genova, la Superba rinascita

Il capoluogo ligure si consacra capitale globale del turismo: i Musei di Strada Nuova conquistano le 3 Stelle, riapre la Torre Grimaldina, le vele del Vespucci e la grande mostra su Van Dyck lanciano la stagione d'oro della città.

Spettacolare affaccio dalla Torre Grimaldina - foto di Maurizio Bottazzi

La brezza salmastra che si incanala tra i caruggi affilati del centro storico porta con sé un profumo nuovo, vibrante. È il profumo della definitiva consacrazione internazionale di un capoluogo che non smette mai di stupire. Genova, da sempre città portuale dal fascino aspro, fiero e superbo, si sveste definitivamente dei panni di mera destinazione di passaggio o di semplice snodo commerciale per indossare, con orgoglio, la corona di vera e propria capitale globale del turismo e della cultura. Nell’anno in cui si celebra il ventennale dall’inserimento del maestoso sistema dei Palazzi dei Rolli nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, la città ligure vive un momento di straordinario splendore, sospeso tra l’orgoglio della sua millenaria storia marittima e una spinta innovativa senza precedenti.

Il firmamento di Strada Nuova:
3 Stelle per “Vale il Viaggio”

Il primo grande squillo internazionale giunge sotto la Lanterna con un sigillo di altissimo profilo: i Musei di Strada Nuova – il magnifico tridente museale composto dalle ricchezze storiche e artistiche di Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi – hanno appena conquistato le ambite 3 Stelle nella prestigiosa guida Michelin Voyage et Culture. Secondo i severi criteri stabiliti dagli storici ispettori francesi, le tre stelle indicano una destinazione che da sola “vale il viaggio“. Questo riconoscimento eleva ufficialmente i complessi museali genovesi, incastonati come diamanti nella sfarzosa e scenografica Via Garibaldi, al medesimo rango di istituzioni iconiche rinomate in tutto il mondo, equiparandoli all’importanza e alla suggestione delle Gallerie degli Uffizi di Firenze o dei celebri Musei Vaticani a Roma.

La giuria internazionale non ha premiato esclusivamente l’inestimabile valore delle tele custodite, che pure vantano capolavori immortali e assoluti di Caravaggio, Rubens e Veronese, oltre a proteggere gelosamente e valorizzare il celebre violino “Il Cannone”, lo strumento prediletto appartenuto a Niccolò Paganini. La Guida Michelin ha voluto premiare a tutto tondo l’intero ecosistema museale genovese: l’eccellenza dell’accoglienza, la sapiente gestione dei flussi, la manutenzione impeccabile dei complessi storici e la straordinaria capacità di rendere fruibile un patrimonio antico attraverso strumenti moderni.

La Sindaca di Genova, Silvia Salis, ha sottolineato il peso specifico di questo traguardo, definendolo una leva imprescindibile di identità e sviluppo. Dello stesso avviso l’Assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che ha ricordato come, grazie alle nuove politiche tariffarie intelligenti e alla nuovissima app interattiva varata a dicembre, nei primi quattro mesi del 2026 i visitatori siano cresciuti di un impressionante 30%. A coronare il successo, il Direttore Generale delle Guide Michelin, Philippe Orain, ha definito Genova «una città semplicemente straordinaria, la cui vivacità culturale sta finalmente conquistando i confini globali».

Il ritorno al cielo: la Torre Grimaldina abbatte le barriere

A pochissimi passi di distanza dalle magnificenze rinascimentali di Strada Nuova, il cuore civico e politico della città torna a battere forte tra i maestosi cortili di Palazzo Ducale. Il 18 aprile 2026, dopo oltre un anno ininterrotto di delicati e complessi lavori di restauro conservativo, la storica Torre Grimaldina è tornata finalmente e integralmente accessibile al grande pubblico. Antica, tetra e leggendaria prigione di stato della Repubblica di Genova e simbolo inconfondibile dello skyline del centro storico, la torre è stata al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione architettonica e tecnologica.

L’imponente intervento strutturale è stato reso possibile grazie ai fondi del PNRR, inseriti nella Missione “Cultura 4.0”. Il piano d’azione non si è affatto limitato a un semplice restauro estetico, ma ha affrontato di petto uno dei temi più complessi del patrimonio museale italiano ed europeo: l’accessibilità universale. L’esperienza di visita è stata completamente riprogettata per essere davvero inclusiva, abbattendo quelle barriere architettoniche e cognitive che spesso limitano la fruizione dei monumenti storici.

Lavorando in stretta collaborazione con l’Università di Genova, il percorso di salita verticale guidato dall’architetto Roberto Segattini è stato ampliato, consolidato e protetto fino a raggiungere la mozzafiato terrazza superiore, in passato preclusa alle visite di massa. All’interno degli spazi storici sono state implementate mappe tridimensionali interattive dotate di percorsi tattili studiati per ipovedenti, e sofisticate applicazioni digitali multilingue pensate per accompagnare i visitatori con disabilità visive, uditive e motorie. Le minuziose operazioni di pulitura delle pietre hanno inoltre restituito tracce e graffiti inaspettati del passato di questo luogo severo. A corollario del restauro, la Fondazione Palazzo Ducale ha commissionato a Chora Media l’affascinante e seguitissimo podcast “Grimaldina. Una torre da scoprire”, narrato dalla voce di Davide Savelli, che intreccia l’evoluzione urbanistica cittadina con le avvincenti vicende dei prigionieri che vi soggiornarono durante i secoli della Repubblica.

L’eleganza del Nord nell’Appartamento del Doge

La rinnovata vocazione internazionale di Genova trova la sua massima espressione artistica nella grande mostra evento che ha inaugurato la primavera: “Van Dyck l’europeo” fino al 19 luglio 2026, i meravigliosi saloni riccamente affrescati dell’Appartamento del Doge e la maestosa Cappella Dogale ospitano la più imponente esposizione mai dedicata al genio fiammingo Anton Van Dyck in Europa nel corso degli ultimi venticinque anni.

Sotto la sapiente e scrupolosa curatela internazionale di Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, l’attesissima mostra evento riunisce quasi 60 opere monumentali concesse straordinariamente in prestito temporaneo da colossi museali come il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid, la National Gallery di Londra e le Gallerie degli Uffizi di Firenze, squisitamente affiancate da inestimabili tesori d’arte provenienti da esclusive collezioni private internazionali, come le raccolte Phoebus e Gaudium Magnum.

La ricchissima esposizione indaga con occhio critico le “tre patrie” e le “tre stagioni” creative dell’affascinante artista, ponendo un focus d’eccezione sul suo legame viscerale, duraturo e fecondo con l’allora ricchissima Repubblica di Genova, il vero cuore pulsante della finanza e del potere europeo nel primo Seicento. Fu proprio all’ombra della Lanterna e nei palazzi sfarzosi che il maestro fiammingo affinò in modo mirabile la sublime arte del ritratto nobiliare, catturando come nessun altro contemporaneo lo sfarzo inarrivabile, le pesanti sete intessute d’oro e gli avvolgenti velluti dell’aristocrazia genovese. Tra i numerosi capolavori in mostra spiccano il maestoso e possente ritratto di Carlo V a cavallo, il delicato dipinto de I Tre bambini Giustiniani Longo, il rarissimo Autoritratto giovanile dipinto ad appena 15 anni, e l’imponente Crocifissione di San Michele di Pagana, dipinto religioso dal fortissimo impatto emotivo, che per la prima volta viene eccezionalmente trasferito dalla sua sede originaria ligure.

L’Amerigo Vespucci salpa verso il Nuovo Mondo

Prima di perdersi definitivamente tra l’intricato labirinto dei caruggi e nei cortili ombreggiati, lo sguardo del viaggiatore a Genova non può che volgersi inesorabilmente verso il blu del mare. E proprio nel radioso mese di maggio del 2026, il golfo di Genova ha avuto il sommo onore di ospitare tra le sue acque la regina indiscussa di tutti i mari: la leggendaria Nave Scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare Italiana. Splendidamente varata nel lontano 1931, quella che in tutto il mondo è conosciuta come “la nave più bella del mondo” ha fatto tappa sotto la Lanterna, attirando nel giro di pochissimi giorni migliaia di visitatori commossi e orgogliosi.

Il 9 maggio, la maestosa Vespucci ha spiegato al vento le sue sconfinate vele di fittissima tela olona per intraprendere una traversata atlantica epica e indimenticabile, destinata a rimanere scolpita negli annali della navigazione. La complessa rotta transoceanica prevede una sosta strategica alle isole Canarie, a Tenerife, prima di affrontare il grande salto e l’immensità dell’oceano per raggiungere le coste degli Stati Uniti d’America. Toccherà innanzitutto il porto di Baltimora, tappa fondamentale per il previsto imbarco dei giovani allievi ufficiali dell’Accademia Navale, per poi giungere trionfante e attesissima nell’iconica baia di New York.

Proprio all’ombra della Statua della Libertà, il veliero con il suo inconfondibile tricolore al vento si unirà all’imponente parata navale globale organizzata per i grandiosi festeggiamenti del 250° anniversario dell’indipendenza americana. Il lungo viaggio proseguirà poi verso nord risalendo le correnti del fiume San Lorenzo in Canada, toccando la baia di Quebec City e Montreal, per poi volgere nuovamente la prua in direzione dell’Europa, rientrando dall’arcipelago delle Azzorre. Un simbolo indiscusso di eleganza e dedizione, un orgoglio mobile del miglior “Made in Italy” esistente che ha scelto proprio Genova, l’antica e tenace Repubblica Marinara, patria della grande esplorazione globale, come trampolino di lancio d’elezione per salpare verso le sponde lontane del Nuovo Mondo.

 

Sciamadde, botteghe storiche e
lo stile di una città senza tempo

Ma l’anima profonda di Genova, pur lanciata verso la modernità internazionale, si svela dolcemente anche e soprattutto nei suoi angoli più intimi, gelosamente custoditi nell’Albo delle Botteghe Storiche. Sono realtà che mantengono intatto il sapore genuino del passato, dove il tempo sembra essersi fermato tra arredi in legno ottocenteschi e profumi d’altri tempi. Si pensi all’arte centenaria dei canditi e dei cioccolatini della confetteria Pietro Romanengo fu Stefano (attiva dal 1780) nella storica Via Soziglia, o ai profumi della Pasticceria Klainguti, un locale elegante che divenne tanto caro al maestro Giuseppe Verdi, il quale amava consumarvi la colazione lasciando traccia del suo passaggio in storiche lettere e biglietti d’apprezzamento.

Accanto alle tentazioni per il palato, tra le fragranze di una tipica sciamadda (l’antica friggitoria genovese) dove gustare la farinata calda, emerge anche la tradizione sartoriale d’eccellenza. Essa è splendidamente rappresentata dalla mitica bottega Finollo in Via Roma, storico tempio internazionale della cravatteria artigianale, capace di incantare nobili, statisti e celebrità di ogni epoca con i suoi tessuti esclusivi e le sue finiture rigorosamente eseguite a mano

 

L’eleganza del Liberty: il mistero del Bristol Palace

Questo viaggio d’élite non può prescindere dal sontuoso Hotel Bristol Palace in Via XX Settembre. Inaugurato nel 1905 e capolavoro Liberty, l’albergo è stato per decenni il fulcro dell’alta società, ospitando intellettuali come Luigi Pirandello ed Edmondo De Amicis.

A renderlo immortale nella cultura pop è il suo spettacolare scalone ellittico in marmo bianco: una vertiginosa spirale sospesa nel vuoto. La leggenda vuole che questa incredibile architettura abbia stregato Alfred Hitchcock durante un soggiorno genovese, ispirandogli la genesi geometrica e i celebri effetti ottici del vuoto nel suo capolavoro Vertigo (La donna che visse due volte).

Il celebre scalone elittico in marmo che regna nello splendido Hotel Bristol Palace nella centralissima Via XX Settembre a due passi da Piazza de Ferrari – foto di Maurizio Bottazzi