
Chi arriva a Tramonti dopo aver attraversato Amalfi, Maiori o Ravello ha spesso la sensazione di essere finito in un’altra Costiera. Il traffico lascia spazio a boschi, terrazze sul mare, vigne, limonaie e a una rete di sentieri che collegano tredici borghi immersi nel verde. È qui, a pochi chilometri dalle località più celebri della costa, che sopravvive un’anima rurale fatta di tradizioni agricole, arte diffusa e prodotti che hanno contribuito a costruire l’identità gastronomica campana.
Un viaggio a Tramonti significa seguire il filo che unisce l’antico vitigno monumentale Tintore alle vigne secolari, le Formichelle ai limoneti e la storia della pizza ai forni che hanno formato generazioni di pizzaioli. Perché il cosiddetto polmone verde della Costiera Amalfitana non è soltanto un rifugio dalla frenesia delle mete più conosciute, ma un territorio che custodisce una parte fondamentale della storia della costa, spesso lontano dai riflettori ma capace di sorprendere chi decide di rallentare e guardare oltre il mare. Con la bella sorpresa di rimanere non soltanto stupito, ma di innamorarsene perdutamente.

Dove il Tintore racconta quattro secoli di storia
Per capire davvero Tramonti bisogna entrare in una vigna. Non una vigna qualunque, ma una di quelle dove i ceppi sono alberi monumentali e il tempo si misura in secoli anziché in vendemmie. A Tenuta San Francesco, all’ombra dei Monti Lattari, il primo incontro è con Giovanni Giordano che, con la viva passione di un 37enne che ha ben compreso il valore del territorio, illustra la storia dell’azienda accompagnando fra alcune piante di Tintore che possono superare addirittura i trecento o quattrocento anni di età.
I tronchi hanno dimensioni impressionanti, le radici affondano in terreni di origine vulcanica e i tralci si allungano per decine di metri. Più che filari, sembrano creature vive che raccontano la lunga storia agricola di queste colline. «Ci possiamo definire la Pompei del vino» scherza Giordano. Ma nemmeno troppo, visto che questi monumenti vegetali sono sopravvissuti alla fillossera e alle trasformazioni del Novecento. Il Tintore è il vitigno simbolo di Tramonti e uno dei tesori più preziosi della viticoltura campana. Cresce quasi esclusivamente qui, tra i versanti dei Monti Lattari, dove il sistema di coltivazione tradizionale misto alle particolari caratteristiche del terreno hanno permesso di preservare un patrimonio unico.

Visitare le vigne significa entrare nel cuore dei cosiddetti vini eroici della Costiera Amalfitana. Eroici perché nascono su pendii scoscesi, in condizioni che richiedono ancora oggi gran parte del lavoro manuale. Eroici perché raccontano la tenacia di generazioni che hanno trasformato la montagna in paesaggio agricolo. Dopo la passeggiata tra i filari, la visita prosegue in cantina. Nei calici scorrono Falanghina, Biancolella, Pepella e naturalmente il Tintore in purezza. Ma la vera esperienza resta quella vissuta tra le vigne: il vino, a Tramonti, si comprende prima con gli occhi e poi con il palato.
Tredici frazioni, una sola identità

Tramonti non è un paese nel senso tradizionale del termine. È una costellazione di comunità distribuite lungo le vallate dei Monti Lattari: Campinola, Capitignano, Cesarano, Corsano, Figlino, Gete, Novella, Paterno Sant’Arcangelo, Paterno Sant’Elia, Pietre, Polvica, Ponte e Pucara formano un mosaico che racconta secoli di storia locale. Percorrere le strade che collegano le diverse frazioni significa attraversare un territorio che ha costruito la propria identità attorno alla montagna, all’agricoltura e ai rapporti con la vicina Amalfi.
Si può partire in autonomia alla scoperta del territorio: un sistema di audioguide (sia in italiano che in inglese), basato su codici QR posizionati in punti strategici del paese, permette di avere gratuitamente a portata di smartphone un’esaustiva spiegazione dei luoghi via via visitati.

Dove soffia la Tramontana
Proprio nel Medioevo Tramonti ebbe un ruolo importante nella vita della Repubblica Marinara, fornendo uomini di governo, religiosi e amministratori. Ancora oggi questo passato riaffiora nelle architetture, nelle chiese e nelle antiche dimore disseminate tra i borghi. Anche il nome racconta qualcosa di questo territorio: la tradizione popolare narra che Tramonti deriverebbe dal vento di Tramontana che scende dai Monti Lattari verso il mare. Fu ai tempi della Repubblica di Amalfi che la Rosa dei Venti assunse la configurazione giunta fino a noi e i marinai amalfitani chiamarono Tramontana il vento del Nord, associandolo al territorio di Tramonti da cui pareva provenire. Un nome sopravvissuto nei secoli e trasmesso di generazione in generazione, benché oggi la sua origine sia nota a pochi.
Figlino, il borgo che custodisce tesori inattesi
Tra le tredici frazioni, Figlino è una delle tappe più sorprendenti. Qui si trova la Chiesa di San Pietro Apostolo, che conserva uno dei gioielli artistici meno conosciuti della Costiera Amalfitana: uno splendido pavimento settecentesco in maiolica attribuito alla scuola di Capodimonte. Le decorazioni floreali, gli animali fantastici e la ricchezza cromatica testimoniano il prestigio delle famiglie che nei secoli hanno lasciato il proprio segno sul territorio.
Ancora più suggestiva è la cripta di origine bizantina, testimonianza di un passato che affonda le radici nell’Alto Medioevo. Gli affreschi superstiti e le tracce delle decorazioni originarie raccontano una storia fatta di influenze culturali, spiritualità e incontri tra mondi diversi. Una sorpresa che stupisce e che ricorda come Tramonti sia molto più di una semplice destinazione naturalistica.
La Cappella Rupestre di San Michele Arcangelo di Gete

Tra i tesori di Tramonti è bene visitare la Cappella Rupestre di San Michele Arcangelo, nella frazione di Gete. Scavata nella roccia e legata agli antichi insediamenti monastici che tra Alto Medioevo e piena età medievale interessarono la Costiera Amalfitana, custodisce testimonianze di grande valore storico e artistico. Il piccolo santuario, dedicato al santo guerriero particolarmente venerato nel territorio amalfitano, racconta una pagina poco nota della storia di Tramonti, quando eremiti e monaci sceglievano queste vallate come luogo di preghiera e isolamento.
Sulle tracce delle Formichelle

Oggi ci sono le strade, i mezzi pubblici, collegamenti comodi. Ma fino a qualche tempo fa la spola commerciale fra l’entroterra e i centri costieri di Maiori e Minori era basata su una rete di percorsi montani, spesso impervi, calcati dalle “Formichelle”. Il nome deriva dalle donne che percorrevano queste vie trasportando sulla testa pesanti ceste di limoni, uva e altri prodotti agricoli destinati ai mercati della costa. Procedevano in fila lungo i sentieri, proprio come le formiche.
Erano loro il motore silenzioso dell’economia locale. E oggi quel percorso – straordinario come esperienza trekking (meno per bike ed e-bike perché ci sono punti assai stretti o scoscesi) – attraversa limoneti, vigneti e castagneti offrendo scorci che raccontano il rapporto profondo tra l’uomo e il territorio. Ogni gradino di pietra, ogni muretto a secco e ogni curva del sentiero conservano la memoria di una fatica quotidiana che ha modellato il paesaggio.
Altro itinerario sentieristico – ottimo a piedi e anche in bike ed e-bike – che si sviluppa nel territorio di Tramonti è quello delle tredici chiese che attraversa l’intero territorio comunale e permette di entrare in contatto con l’anima più autentica di Tramonti.
Dove la pizza ha trovato la sua strada

Parlare di Tramonti significa inevitabilmente parlare di pizza. Non come semplice specialità gastronomica, ma come fenomeno culturale e sociale che ha segnato la storia della comunità. Molto prima che diventasse uno dei simboli dell’Italia nel mondo – nel 1889 il giovane pizzaiolo tramontano Raffaele Esposito omaggiò la regina Margherita di Savoia, in visita a Napoli, con una pizza da lui elaborata – nelle case contadine di queste vallate si preparavano focacce ottenute dai cereali coltivati localmente: segale, miglio, farro e orzo. Una cucina essenziale, arricchita da olio, pomodoro, erbe aromatiche e, nelle occasioni migliori, dal Fior di Latte dei Monti Lattari.
Da questa tradizione prende forma la Pizza di Tramonti, considerata una delle espressioni più antiche della cultura pizzaiola campana. Ma il legame fra Tramonti e la pizza si rafforza soprattutto nel Novecento: furono migliaia i tramontani che lasciarono il paese per cercare fortuna altrove, portando con sé un mestiere creato e imparato tra queste colline. Molti aprirono pizzerie nel Nord Italia e successivamente all’estero (negli anni Novanta si contavano oltre tremila pizzerie legate a Tramonti). Altri formarono nuove generazioni di pizzaioli. Nel tempo si è sviluppata una vera e propria diaspora professionale che ha contribuito alla diffusione della pizza ben oltre i confini regionali.

Dal 1989 opera l’Associazione Pizza Tramonti, ideale erede dell’antica Corporazione dei Pizzaioli di Tramonti: l’associazione, oggi guidata da Antonio Erra, porta avanti un’attività di tutela e valorizzazione della tradizione pizzaiola locale e nel 2010, primo caso in Italia, è stato ottenuto il riconoscimento De.Co. per la Pizza della Tradizione. L’impegno si estende anche alla promozione delle altre eccellenze enogastronomiche del territorio, dal pomodoro Re Fiascone al Fior di Latte dei Monti Lattari, dall’olio EVO DOP Colline Salernitane fino a nuove produzioni come lo zafferano.
Ancora oggi migliaia di pizzerie nel mondo affondano le proprie radici nelle famiglie di Tramonti e per questo il borgo viene spesso definito la Patria dei Pizzaioli. Un titolo che nasce dalla storia prima ancora che dalla gastronomia.
Procedimento per la Pizza Tramonti integrale aromatizzata al finocchietto selvatico

La tradizionale Pizza Tramonti veniva un tempo preparata con il criscito, una pasta di riporto del lievito madre tramandata di famiglia in famiglia; oggi, per praticità, viene sostituita dalla biga, un pre-impasto ottenuto con farina forte, acqua e lievito, lavorato brevemente e lasciato maturare per 16-22 ore. L’impasto finale si realizza unendo farina integrale macinata a pietra (orzo, farro, miglio e segale), biga, acqua fredda, sale e finocchietto selvatico, senza aggiunta di grassi, poiché la farina integrale è naturalmente ricca di oli essenziali. Dopo una lunga maturazione a freddo di almeno 16 ore, l’impasto viene diviso in panetti da 250 grammi, sottoposti a un’ulteriore lievitazione tra temperatura ambiente e frigorifero, quindi riportati a circa 20 °C prima della stesura. La cottura ideale avviene in forno a legna, a una temperatura compresa tra 340 e 370 °C, per circa due minuti.
Limoni, castagne e sapori di montagna

La pizza è soltanto una delle tessere del mosaico gastronomico locale. I limoni raccontano il legame con la Costiera Amalfitana, mentre i castagneti che ricoprono gran parte del territorio ricordano la vocazione montana di Tramonti, insignita del titolo di Città del Castagno. Negli ultimi anni si è affacciata anche una piccola ma significativa produzione di zafferano, segno di una comunità agricola che continua a innovare senza rinunciare alle proprie radici. Sono sapori che raccontano un territorio complesso, sospeso tra montagna e mare, dove ogni prodotto porta con sé una storia.
Le eccellenze enogastronomiche della zona stanno per trovare casa: in zona Polvica è ormai in dirittura d’arrivo la “Casa del gusto”, un centro di valorizzazione delle esperienze locali e formazione finanziato con fondi PNRR destinato a diventare punto di riferimento per tutta la Costiera per ciò che riguarda pasticceria, prodotti tipici, ricchezze enogastronomiche in generale e, ovviamente, la pizza! A Tramonti, del resto, la pizza è molto più di una

specialità gastronomica: è il fulcro dell’identità locale. Da questa consapevolezza è nata anche la PizzAcademy che ogni primavera riunisce maestri pizzaioli e maestri pasticcieri – tra cui il noto Sal De Riso, ambasciatore nel mondo delle eccellenze dolciarie tramontane che ha fortemente voluto mantenere il suo laboratorio a Tramonti –, produttori, studiosi e giornalisti per un confronto fra tradizione e innovazione. L’obiettivo è rileggere in chiave contemporanea l’eredità della scuola pizzaiola tramontana, custodendo e trasmettendo un patrimonio di saperi, valori e cultura che rappresenta una delle più autentiche espressioni del territorio.
Il volto più autentico della Costiera
La forza di Tramonti non risiede in un singolo monumento, in una vista spettacolare o in un prodotto simbolo. Risiede nell’insieme: nella possibilità di passare, nel giro di pochi chilometri, da una vigna secolare a una cripta bizantina, da un sentiero immerso nei limoneti a una tavola dove il vino e la pizza raccontano secoli di tradizioni.

In una Costiera Amalfitana sempre più frequentata, Tramonti conserva un carattere appartato che rappresenta quasi un privilegio. Invita a rallentare, a percorrere strade secondarie, ad ascoltare storie tramandate da generazioni. Ed è forse proprio qui il suo fascino più grande: nella capacità di mostrare un volto diverso della Costiera, a tratti meno spettacolare ma più profondo.
Un volto che profuma di mosto, di pane appena sfornato e di terra. E che continua a raccontare, con discrezione, una delle storie più autentiche del Mediterraneo.
Indirizzi utili
Associazione Pizza Tramonti, Piazza Treviso, 1 – Tramonti (SA), Tel. +39 3207987979
Distretto turistico costa d’Amalfi
Tenuta San Francesco, Via Fieccia, 84010 Tramonti SA, tel. 089.876434
Sal De Riso (Salvatore De Riso) – Laboratorio di Produzione Tramonti, Via Santa Maria La Neve, Tramonti, Tel. 089.856446
Caseificio “Al Valico”, Via Chiunzi, 87, 84010 Tramonti SA, tel. 089.856205
Società Agricola “Le Formichelle”, Via Vitagliano, 63, 84010 Tramonti SA, tel. 320.0217163 (Nicola Giordano)
Agriturismo Da Regina, Via Vaccaro 90, Loc. Campinola, Tramonti. Tel. 089.876249
Sal De Riso Ristorante& Bistrot / Pasticceria Sal De Riso a Minori, Via Roma 80 – Minori, tel. 089.877941
Ristorante Al Valico di Chiunzi, Via Chiunzi, 91, 84010 Tramonti SA. Tel. 089.876165
Azienda Agricola Terra di mezzo Tramonti, via Chiunzi 130, 84010 Tramonti. Tel. 334.7919180
Azienda agricola e agriturismo Il Tintore, Via Vitagliano, snc – Fraz. Capitignano, 84010 Tramonti (SA), tel. 333.4527220 (Agriturismo); 344.4178324 (Info e Check-in)
B&B Puesta de Sol, Piazza Ponte 1, 84010 Tramonti, tel. 089.856163
Country house Il Frescale, via Figlino, 84010 Tramonti. Tel. 089.876317














