
Mantova accoglie la trentesima edizione del Festivaletteratura proponendosi come laboratorio critico a cielo aperto. Dal 9 al 13 settembre 2026 la città di Virgilio coniuga parola scritta e patrimonio monumentale ospitando grandi protagonisti del panorama internazionale come Emmanuel Carrère, Siri Hustvedt, Lorrie Moore e Alessandro Barbero. Da esperimento perfettamente consolidato, l’appuntamento del trentennale non rinuncia a trasformare l’architettura rinascimentale in infrastruttura viva di dibattito, dimostrando come la fruizione di un luogo storico possa integrarsi con le grandi voci del panorama letterario globale e con la decodifica delle urgenze del presente.
Geometrie dell’erranza e memorie
La mappa tematica di questa edizione affronta le geometrie dell’erranza e le ricomposizioni di memoria. Il paradigma dello “straniero nel mondo” sviscera la condizione di continua transizione identitaria e linguistica attraverso autori come David Szalay, Emmanuel Carrère, Amitav Ghosh e Mathias Énard. Questa prospettiva trova una precisa declinazione geopolitica nelle rifrazioni dei conflitti contemporanei: la ferita del Medio Oriente e il ruolo dell’arte come testimonianza vengono analizzati tramite l’architettura investigativa di Eyal Weizman, la prosa di Isabella Hammad e la poesia di Haidar al-Ghazali.

Questione sociale e sfide digitali
Il programma della manifestazione riorganizza le categorie dell’attualità sociale e tecnologica affiancando grandi nomi italiani e internazionali. La questione di classe torna al centro con Geoff Dyer, Eva Baltasar, Douglas Stuart e Natasha Brown, che riportano la riflessione sulla materialità dei corpi, sul lavoro precario e sulle fratture sociali. In parallelo, la sezione “Tecnologie (stra)potenti” ridiscute la presunta neutralità degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale accogliendo il creatore del web Tim Berners-Lee e il neuroscienziato Vittorio Gallese per esplorare le mutazioni cognitive ed etiche dell’era digitale.

Agenda e percorsi per il viaggiatore
Per chi visita Mantova nei giorni del festival l’organizzazione offre stimoli di calendario che trasformano l’esplorazione urbana in un itinerario culturale diffuso. Non ci sono solo gli incontri nelle piazze storiche e nelle sale della Biblioteca Teresiana con autori come Sandro Veronesi e Niccolò Ammaniti. Il pubblico può sperimentare format insoliti come le letture ad alta voce sui bus urbani o la riscoperta itinerante dell’opera di Ippolito Nievo. Di particolare rilievo per il turismo culturale è l’apertura straordinaria del Museo Etnografico a Palazzo del Podestà, ma poi ci sono le grandi mete cittadine. Palazzo Ducale con la Camera Picta di Andrea Mantegna, Palazzo Te con la Sala dei Giganti di Giulio Romano. Il triangolo fra Piazza Erbe, la Rotonda di San Lorenzo e la Basilica di Sant’Andrea, progettata da Leon Battista Alberti. I tre laghi, le passeggiate sotto i portici, la tavola non proprio leggera ma straordinaria. Un invito continuo, perché non c’è dubbio: Mantua genuit.
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