Un luogo dove il tempo si è fermato. Benvenuti ad Ávila, a un centinaio di chilometri a nord ovest di Madrid, città inconfondibile per le mura del XII secolo perfettamente che cingono il centro storico: oltre due chilometri e mezzo di perimetro, 87 torri merlate, nove porte monumentali.

Nel 1985 l’UNESCO le ha riconosciute patrimonio dell’umanità e oggi Ávila è una delle città murate medievali meglio conservate al mondo, e lo si capisce nel momento stesso in cui la si vede stagliarsi all’orizzonte, nella luce tagliente dell’altopiano castigliano.
Dal 3 al 6 settembre questa città fuori dal tempo farà un passo in più: tornerà deliberatamente indietro di otto secoli. Sono le Jornadas Medievales Ciudad de Ávila, conosciute come Mercado de las Tres Culturas, dedicate all’incontro fra le tradizioni cristiana, ebraica e musulmana. È l’evento più importante dell’anno per la città e uno degli appuntamenti a tema più significativi della penisola iberica: quest’anno, per la prima volta, si estenderà a quattro giorni, dal giovedì alla domenica, in risposta al crescente apprezzamento del pubblico.
Le mura di Ávila come palcoscenico

Il fulcro di tutto è la muraglia. Durante le giornate medievali diventa un fondale vivo, adornato di bandiere, stendardi e decorazioni d’epoca, mentre i camminamenti dell’adarve – il percorso sopraelevato a dodici metri d’altezza, con quasi 1.700 metri praticabili – regalano una prospettiva mozzafiato sulla città e sulla campagna circostante. Tra le novità di questa edizione spicca il ritorno, dopo il successo dello scorso anno, della rievocazione dell’assalto alla sezione nord delle mura, con un accampamento militare d’epoca allestito lungo il perimetro: un momento di teatro storico che ha già conquistato il pubblico e che quest’anno tornerà arricchito di nuovi dettagli.
Il mercato delle tre culture: artigiani, trovatori e sapori d’epoca

Le strade intramuros, con il loro selciato antico, i palazzi medievali e le chiese romaniche, si trasformano ulteriormente a partire dal 3 settembre. Oltre 300 tra banchi di artigiani e attività animano ogni angolo della città, restituendole una fisionomia che appartiene a un’altra epoca: fabbri, sarti, maestri argentieri e falegnami lavorano sotto gli occhi di residenti e visitatori. I trovatori suonano fin dalle prime ore del mattino, i giocolieri attraversano le piazze e le locande servono vino e vivande secondo l’usanza medievale. All’evento partecipano oltre 45 gruppi specializzati in arti e rievocazioni storiche, otto dei quali provenienti dall’estero: Spagna, Portogallo, Argentina e Italia.
Frecce, falchi e tornei a cavallo
Tra gli spettacoli più attesi ci sono le esibizioni di tiro con l’arco: 250 arcieri provenienti da tutta la Spagna si posizionano lungo le mura del XII secolo e scoccano le loro frecce in un momento di grande effetto scenico, preceduto da un rituale fatto di attesa e silenzio che tiene il pubblico con il fiato sospeso. Nell’Atrio di San Isidro si alternano invece la falconeria, con i rapaci che planano sulla città murata in voli controllati e vertiginosi, e i tornei medievali, con cavalieri in armatura, scudi, lance ed esibizioni di scherma con spade e daghe: spettacoli che parlano direttamente a qualcosa di atavico, senza bisogno di troppe spiegazioni.
Il Desfile de las Tres Culturas e i costumi d’epoca
Il sabato mattina è il momento del cuore simbolico dell’evento: il Desfile de las Tres Culturas parte da Plaza del Mercado Chico e attraversa le vie del mercato in un corteo di costumi riccamente ricamati, velluti, copricapi d’epoca e i celebri bailes de bandera, i balli con le bandiere eseguiti dagli sbandieratori internazionali con una coordinazione che raccoglie ovazioni a ogni passaggio. Nei negozi del centro storico è possibile noleggiare o acquistare abiti medievali, alcuni confezionati su misura: non è raro trovarsi circondati da dame, buffoni e cavalieri che non sono figuranti, ma semplici visitatori entrati nello spirito dell’evento.
Il filo che lega Camerino ad Ávila
Da vent’anni, ogni settembre, un gruppo di italiani percorre la strada per Ávila. È la Comunità Montana di Camerino, nelle Marche, presente ininterrottamente dal 2005 con i propri sbandieratori. I loro lanci precisi, colorati e spettacolari sono diventati parte integrante dell’identità delle giornate medievali, uno dei momenti più applauditi di un programma che non ne è avaro. Un legame che racconta come questo evento abbia saputo costruire nel tempo una rete di relazioni autentiche, al di là dei confini regionali e nazionali.
Mostre e memoria storica tra i palazzi

Il Palacio de los Verdugo ospita ogni anno, già dal mese di agosto, la mostra fotografica che anticipa l’atmosfera delle giornate medievali. Il Palacio de Superunda, che custodisce la Colección Caprotti-De la Torre dedicata alle opere del pittore italiano Guido Caprotti, diventa invece sede di un’esposizione di costumi medievali e di laboratori di sartoria storica, arricchendo l’evento grazie al valore documentario dei dipinti custoditi, fondamentali per la memoria culturale della città.
Tra mura millenarie, tornei e falconeria, Ávila si conferma una delle mete più sorprendenti della fine dell’estate spagnola, perfetta per un weekend lungo tra storia, spettacoli e suggestioni medievali.
Come arrivare ad Ávila
Da Milano, Roma e dalle principali città italiane, il collegamento più comodo è un volo per Madrid, servita da numerose compagnie, inclusi i vettori low cost, e da lì un autobus o un treno ad alta velocità fino ad Ávila: meno di un’ora e mezza di viaggio. La città si raggiunge con facilità e si visita comodamente a piedi.
(Immagini a corredo fornite dall’ufficio stampa AT Comunicazione)
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