
Una passeggiata lungo il Brenta, un incontro con Milo Manara davanti alle opere di Canova, una serata con Chiara Francini ad Asolo, un tè sulle note delle danze Regency a Caorle. E poi Jane Austen, Klimt, la filosofia della lasagna, il viaggio come incontro tra culture e le storie di chi ha scelto di mettersi in cammino verso gli altri. È un Veneto decisamente fuori dagli schemi quello che dal 18 settembre all’11 ottobre ospita la dodicesima edizione del Festival del Viaggiatore 2026.
Il filo conduttore di quest’anno è la “Rivoluzione”, parola che il festival interpreta come una ri-evoluzione gentile: un modo diverso di stare nel mondo e, di conseguenza, anche di viaggiare. Più attenzione alle persone, ai luoghi, alla bellezza e alla relazione con ciò che si incontra lungo la strada. A costruire questo racconto sono ville storiche, musei, borghi e paesaggi di Possagno, Vicenza, Bassano del Grappa, Asolo, Caorle, Riese Pio X e Feltre, trasformati per l’occasione nelle tappe di un unico itinerario culturale.
Non soltanto un calendario di appuntamenti, quindi, ma un’occasione per attraversare il Veneto seguendo una mappa fatta di storie, incontri e luoghi, lasciando per qualche giorno le rotte più conosciute.
Un festival itinerante tra ville, borghi e paesaggi veneti

Il Festival del Viaggiatore 2026 prende forma attraverso una serie di appuntamenti distribuiti in alcuni dei luoghi più significativi del Veneto. Si parte il 18 settembre da Possagno, alla Gypsotheca Antonio Canova, con un incontro dedicato a Milo Manara, per poi proseguire nei giorni successivi tra Cassola, Bassano del Grappa, Caorle, Asolo, Riese Pio X, Vicenza e Feltre.
La formula è quella di un festival itinerante, nel quale il luogo non fa semplicemente da sfondo all’evento, ma diventa parte del racconto. Ville storiche, musei, teatri, borghi e paesaggi contribuiscono così a costruire un’esperienza che mette insieme cultura e territorio.
Per chi sta cercando itinerari culturali in Veneto o un’idea per un weekend fuori porta in Veneto, il programma offre quindi anche l’occasione per scoprire destinazioni meno scontate, seguendo gli appuntamenti del Festival come una sorta di guida attraverso un Veneto fatto di arte, storia, natura e incontri.
Festival del Viaggiatore 2026: gli appuntamenti in programma
Il programma alterna voci femminili, arte, ironia e riflessione civile, con protagonisti provenienti da mondi diversi. A Caorle, il 26 settembre, Giovanna Zucca porta il pubblico alla scoperta della modernità di Jane Austen, mentre il 4 ottobre, ad Asolo, Chiara Francini affronta il tema della resilienza femminile a Villa Cipriani.

L’ironia diventa invece una chiave per guardare alla contemporaneità con Moni Ovadia, protagonista il 20 settembre a Cassola, e con Vito (al secolo Stefano Bicocchi), che il 26 settembre a Caorle propone la sua “Filosofia della lasagna”. Un modo leggero, ma non per questo superficiale, per parlare di cultura, società e quotidianità.
L’arte attraversa diversi appuntamenti del Festival, a partire dal dialogo tra Canova e Manara alla Gypsotheca di Possagno. Ad Asolo, invece, Sebastiano Somma e Paolo Pagani sono protagonisti di due incontri a Villa Cipriani, mentre altri appuntamenti riportano l’attenzione su Gustav Klimt e sulle Secessioni.
Accanto all’arte e all’intrattenimento trovano spazio temi più profondi e universali, come la pace, la memoria, la cura e l’accoglienza. Tra gli ospiti Maurizio De Giovanni, Brunilde Neroni e Nicoletta Polla-Mattiot. A chiudere il Festival, l’11 ottobre a Feltre, sarà la testimonianza di Lorena Fornasir, impegnata nell’accoglienza lungo la rotta balcanica.
Il viaggio lento tra sostenibilità, accessibilità e incontro

Il tema del viaggio torna esplicitamente al centro della tavola rotonda dedicata al turismo sostenibile, in programma il 3 ottobre a Riese Pio X, nella casa natale di Papa Pio X. Al centro della discussione c’è la necessità di ripensare il rapporto tra turismo e territorio, valorizzando anche le realtà minori e favorendo forme di viaggio capaci di distribuire presenze e opportunità oltre le destinazioni più conosciute. La riflessione riguarda anche l’accessibilità del viaggio, inteso come esperienza che dovrebbe poter essere vissuta da un pubblico il più ampio possibile.
Lo stesso filo conduce alla camminata lungo il Brenta guidata dal geografo Francesco Visentin, in programma il 19 settembre a Bassano del Grappa. Qui il paesaggio viene attraversato a passo lento, diventando occasione per osservare e conoscere il territorio. E proprio il viaggio come strumento di conoscenza e dialogo tra culture sarà al centro dell’incontro con Beppe Tenti, ideatore di Overland.
Sono prospettive diverse che finiscono per incontrarsi nella stessa idea: viaggiare non significa soltanto raggiungere una destinazione, ma anche fermarsi, osservare, ascoltare e creare una relazione con i luoghi attraversati.
Caorle e il turismo open air: la novità del 2026

Una delle novità dell’edizione 2026 è il coinvolgimento di Caorle in un intero fine settimana, dal 25 al 27 settembre, realizzato attraverso la collaborazione tra Festival del Viaggiatore, Federcampeggio e Villaggio Turistico San Francesco.
La tappa guarda in particolare al mondo del turismo open air, mettendo in relazione il viaggio in camper con la scoperta culturale e paesaggistica. Per i campeggiatori associati sono previste passeggiate nella natura e nel centro storico, mentre alcuni degli appuntamenti del Festival sono aperti a tutto il pubblico.
Tra questi lo spettacolo di Vito e l’incontro “Un tè con Jane”, dedicato all’universo di Jane Austen e accompagnato dalle danze Regency. Una formula che porta il Festival in un contesto turistico particolarmente vocato all’ospitalità all’aria aperta e che amplia il modo stesso di vivere gli appuntamenti culturali.
Il fine settimana di Caorle diventa così un esempio concreto di come turismo lento e turismo open air possano incontrarsi, trasformando la partecipazione a un evento in un’occasione per conoscere un territorio e fermarsi più a lungo.
Come partecipare al Festival del Viaggiatore 2026
Le prenotazioni sono aperte sul sito ufficiale del Festival, dove è disponibile il programma completo con date, orari, location e ospiti dei singoli appuntamenti. Alcuni eventi sono a ingresso libero, mentre per altri è richiesta la prenotazione, anche in considerazione della disponibilità limitata dei posti.
Per organizzare un itinerario, quindi, vale la pena consultare in anticipo il calendario e scegliere le tappe in base ai propri interessi. Possagno, Asolo, Bassano del Grappa, Caorle, Vicenza, Riese Pio X e Feltre possono diventare altrettante destinazioni per un viaggio nel Veneto d’autunno, alternando un incontro culturale a una passeggiata, una visita a un museo o una sosta in uno dei borghi coinvolti.
Il Festival del Viaggiatore 2026 propone, in fondo, proprio questo: una ragione per mettersi in viaggio senza avere necessariamente una sola meta. Si parte per ascoltare una storia, vedere un’opera, incontrare un autore o camminare lungo un fiume e si finisce per scoprire un territorio attraverso prospettive diverse.
Dal 18 settembre all’11 ottobre il Veneto diventa così una grande mappa da attraversare lentamente, seguendo il filo della “Rivoluzione” proposta dal Festival: non una fuga dalla realtà, ma un modo diverso di guardarla, attraverso la cultura, le persone e i luoghi.














