Sestri Levante, la città dei due mari

Tra la Baia delle Favole e quella del Silenzio, tra l'Isola e Punta Manara, guida alla scoperta di una vera perla del Levante ligure. Dove la poesia di Descalzo e le fiabe di Andersen continuano ad accendere i cuori di chi la visita

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Il centro di Sestri Levante ripreso dal cielo sopra Punta Manara (foto LevanteDrones per Comune di Sestri Levante)

La voce di Enzo Tortora ancora riecheggia. Lo fa negli orecchi di quelli un po’ più in là con gli anni, per la presenza costante, pulita e cordiale che portò alla RAI divenendo uno dei padri fondatori della conduzione televisiva italiana. E lo fa nel sibilo del vento di mare che s’insinua fra i caruggi di Sestri Levante. Fu lui, genovese doc, a inventare per la grande spiaggia di ponente della cittadina il nome di Baia delle Favole. Un omaggio al grande fiabista Hans Christian Andersen, che qui soggiornò nell’autunno del 1833 durante il suo grand tour rimanendo rapito dalla bellezza del luogo.

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La Baia del Silenzio ripresa al tramonto dal punto panoramico poco sopra la chiesa dei Cappuccini (foto Iacopo Sequi)

Del resto l’altra insenatura, quella più piccola protetta dal promontorio di Punta Manara, aveva già ricevuto un’intitolazione da un poeta sestrino. Era stato infatti Giovanni Descalzo a chiamarla Baia del Silenzio; provate ad arrivarvi all’alba, quando i gabbiani ancora sonnecchiano e le barche sono in secca o devono ancora rientrare. Capirete che cosa intendeva questo gran vate della marineria.

 

 

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Circondati dal verde dell’Isola, i ruderi dell’oratorio di santa Caterina dominano il mare turchese della Baia del Silenzio (foto Iacopo Sequi)

A passeggio sull’Isola

“Sestri, tu sei come una nave / che ha gettato l’ancora tra due mari; / e i tuoi marinai sono i pini / che cantano al vento delle alture. / Le tue case sono vele spiegate / al sole che le imbionda, / e il tuo cuore è un ritmo d’onda / che non sa mai riposare”. È Descalzo, sì. Quali altre parole meglio potrebbero descrivere che cos’è Sestri. Il nucleo su cui insiste il centro dell’abitato è quell’istmo sottile che unisce all’Isola, il piccolo promontorio così chiamato poiché fino in epoca altomedievale era staccato dalla terraferma. Una torre che vi svetta, purtroppo non visitabile, consentì nel 1934 a Guglielmo Marconi di compiere un importante esperimento, conducendo l’Elettra (la sua celebre nave-laboratorio) in porto guidata solo dai segnali emessi dalla strumentazione radio. In sostanza, l’antenato del radar!
In pochi minuti si sale in cima garantendosi belle vedute, specialmente nei pressi dei ruderi del cinquecentesco oratorio di Santa Caterina – raso al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale – e più in alto della chiesa di San Nicolò, databile alla metà del XII secolo e sede parrocchiale finché ai piedi della salita fu eretta la basilica di Santa Maria di Nazareth. Tralasciando l’impattante facciata neoclassica che si deve a una ristrutturazione di metà Ottocento, al suo interno le ricche decorazioni barocche avvolgono opere pregiate tra cui il ligneo Santo Cristo del XII secolo, da secoli venerato dai sestresi, e belle tele fra cui spicca il toccante Transito di san Giuseppe di Orazio De Ferrari.

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L’ex Convento dell’Annunziata, oggi importante sede di eventi, chiude la spiaggia della Baia del Silenzio ai piedi del promontorio dell’Isola (foto Roberto Montanari per Comune di Sestri Levante)

La Baia del Silenzio, magico fulcro della vita di Sestri

Sulla Baia del Silenzio affaccia l’ex Convento dell’Annunziata, fondato dai domenicani nella seconda metà del Quattrocento. I suoi spazi sono oggi adibiti ad attività culturali e ad eventi come Discover Italy, che a fine marzo ha tagliato il nastro della sua decima edizione. Si tratta di uno dei workshop B2B più efficaci e apprezzati perché è completamente incentrato sull’incoming, e a differenza delle grandi fiere generaliste concentra il focus esclusivamente sul vendere l’Italia a buyer stranieri di alta qualità in un networking informale favorito proprio da una cornice tanto agile quanto suggestiva. E l’Annunziata non si ferma qui: la sua terrazza panoramica, che guarda la baia e il Golfo del Tigullio, è una delle location che il Comune propone per i matrimoni. L’altra è la spiaggetta della baia, fra le vecchie barche di legno. Come non innamorarsi a Sestri e di Sestri?

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Sestri offre un ventaglio di opportunità di fruizione turistica davvero ampio: mai pensato di provare a guardarla dal mare con il sup? (foto StaiFuori)

Intorno al centro, per terra e per mare: Sestri esperienziale

Proprio di fronte, a dominare la baia in posizione più elevata, la seicentesca chiesa dei Cappuccini spinge verso il punto panoramico poco sopra: ma è continuando a salire verso Punta Manara che si regalano agli occhi vedute davvero spettacolari. Sul promontorio sono presenti diversi sentieri, tutti segnati e ben tenuti, che consentono di ammirare la natura incontaminata anche con un facile percorso ad anello. E sono davvero tante le escursioni a piedi, in mtb ed e-bike da scegliere: più in generale, le attività outdoor per cui partire facendo base a Sestri. Stai Fuori, un’agenzia giovane e dinamica (e con un nome geniale!), offre un ventaglio amplissimo di uscite di terra e di mare: un “dopamine menu” che include snorkeling, sup e tour guidati in kayak alla scoperta delle curiosità del territorio.

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Oltre a reperti di varie epoche, il MuSeL di Sestri Levante offre un approccio interattivo per grandi e piccini (foto Palazzo Fascie / Mediaterraneo Servizi)

Una cittadina, mille opportunità

Nell’ottica fortunatamente dilagante della destagionalizzazione, Sestri è vivace e sa come muoversi fra iniziative e altri must-see che si aggiungono a quelli citati. Al Premio Andersen, che quest’anno giunge alla cinquantanovesima edizione, si affianca l’Andersen Festival che dal 4 al 7 giugno accende la città di appuntamenti per i più piccoli. Per di più ci sono eventi musicali, di cinema, di gastronomia e di tradizione come la partecipatissima Barcarolata estiva, una sfilata di barche in stile carnascialesco che si conclude con uno spettacolo pirotecnico. Non manca la possibilità di percorrere gli itinerari culturali immaginati per una fruizione piena del territorio: per farsene un’idea completa si può visitare l’ufficio IAT che si trova a Palazzo Fascie. È in questo grande edificio in stile Coppedè che si trovano la bellissima biblioteca comunale, l’archivio storico e soprattutto il MuSeL, Museo Archeologico e della Città: due piani che raccolgono in un bell’allestimento il racconto della storia del territorio dalla Preistoria fino al Novecento, offrendo inoltre una panoramica sull’emigrazione e sulla storia marinara e artigianale. È forse questo, in fondo, il luogo da cui partire per imparare a conoscere Sestri. E per poi conoscerla da sé, al ritmo lento del proprio cammino. Osservandola, ascoltandola, aprendosi a lei. Perché, come scrisse Descalzo, a Sestri “il silenzio ha voce / e il sole accende i cuori”.


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