
L’autunno entra nel vivo e nelle Marche aleggia un profumo che arriva prima di tutto il resto: quello del tartufo bianco. Ad Acqualagna, nel cuore della provincia di Pesaro e Urbino, la stagione di raccolta ha aperto i battenti lo scorso 1 ottobre e la 61^ Fiera Internazionale del Tartufo Bianco si prepara ad accogliere visitatori da tutta Italia dal 25 ottobre al 15 novembre. Tre settimane per conoscere la Capitale del Tartufo tra mercati, cucina d’autore e paesaggi dell’entroterra.
Una stagione di raccolta che parte con qualche incognita
La ricerca del tartufo bianco proseguirà fino al 15 gennaio e per Acqualagna questo periodo è particolarmente importante: il tartufo, infatti, è parte dell’identità del paese e della sua economia, con una filiera che richiama operatori e appassionati da ogni angolo d’Italia.
Quest’anno l’annata si apre con qualche punto interrogativo. Giancarlo Marini, storico imprenditore del settore, parla di un «deficit idrico che riguarda tutta la penisola e di un cauto ottimismo per le prossime settimane. La speranza dei tartufai è affidata anche alla grandine: a differenza della pioggia intensa, che scivola sul terreno arido, si ferma e penetra in profondità, aiutando il tartufo a crescere».
Anche le quotazioni possono cambiare parecchio nel corso dei mesi. L’anno scorso i prezzi erano partiti molto alti per poi scendere durante la Fiera e, soprattutto, verso la fine della raccolta. Per chi viaggia, il messaggio è semplice: la stagione è un processo vivo, che cambia di settimana in settimana, e visitare Acqualagna in momenti diversi significa trovare un’esperienza sempre un po’ diversa.
Fiera del Tartufo di Acqualagna 2026: date e novità

La 61^ Fiera Internazionale del Tartufo Bianco parte domenica 25 ottobre con l’apertura, in piazza Mattei, della tradizionale area dedicata al commercio del tartufo fresco. Si chiude il 15 novembre, per un calendario che copre quattro fine settimana. Tra le novità il nuovo Mercato del Tartufo, pensato per diventare uno dei nuovi cuori della manifestazione. Cresce anche la vocazione internazionale, con la partecipazione dell’Ungheria come paese ospite.
Tornano poi i momenti di riconoscimento e di sfida: il Tartufo Award, gara nazionale delle Città del Tartufo, il Premio Ruscella d’Oro e il Premio Nazionale Enrico Mattei. «Essere Capitale del Tartufo significa custodire una tradizione ma anche saper innovare – osserva il sindaco Pier Luigi Grassi -. L’obiettivo è rendere la Fiera sempre più un luogo di incontro, promozione e opportunità, capace di valorizzare il Tartufo Bianco e, insieme ad esso, l’intero territorio marchigiano. Acqualagna è pronta ancora una volta ad accogliere il mondo e a raccontare, attraverso il suo tartufo, l’autenticità, la qualità e la forza della nostra terra».
Salotto da Gustare: chef, vino e racconti di territorio

Chi viene ad Acqualagna per mangiare bene troverà un programma ricco. Il Salotto da Gustare porterà in Fiera chef stellati, protagonisti della cucina italiana e internazionale, food creator e interpreti della tradizione. Tra i nomi annunciati ci sono Michele Pidone, Danny Horseele, Érsek Gergely, Giorgione, Stefano Ciotti e Sonia Peronaci.
La Fiera allarga lo sguardo anche al bicchiere e al paesaggio. Tra gli appuntamenti più attesi c’è il forum nazionale “Culture di vigna tra Alba e Acqualagna – Il valore della terra”, un viaggio tra Piemonte e Marche dedicato al vino, al paesaggio agricolo e al dialogo con la gastronomia del tartufo.
Come conservare il tartufo?

I tartufi sono prodotti delicati e, una volta cavati, hanno tempi di consumo e lavorazione piuttosto stretti. I più fragili sono quelli bianchi, sia il Pregiato sia il Bianchetto, che in frigo si conservano al massimo per cinque giorni. Per le varietà del nero il tempo è circa il doppio.
Se avete intenzione di acquistarlo in Fiera, è consigliabile portare una borsa termica con del ghiaccio, per tenere il tartufo il più possibile al fresco. Una volta a casa, il metodo più semplice è avvolgerlo in un foglio di carta assorbente da cucina, da cambiare quando si inumidisce, e riporlo in un vasetto di vetro ben chiuso. In questo modo resiste fino a cinque giorni, ma la regola resta una: aspettare il meno possibile.
Il tartufo si pulisce soltanto prima di portarlo in tavola. Dopo averlo tolto dal vasetto, si eliminano i residui di terra e lo si spazzola con rapidi passaggi sotto l’acqua, per togliere l’ultimo strato di terriccio. Poi lo si tampona con la carta assorbente e lo si lascia mezz’ora a temperatura ambiente. A quel punto è pronto per essere affettato su piatti ben caldi che ne esaltano l’intenso aroma.
Acqualagna tappa di un bell’itinerario nelle Marche

Acqualagna si trova nell’entroterra marchigiano e si presta bene a un weekend lento, da costruire intorno alla Fiera. Il piano più semplice è dedicare la mattina al mercato di piazza Mattei, tra bancarelle, profumi e assaggi, e il resto della giornata a un’escursione nei dintorni. A pochi chilometri, infatti, si trova la Riserva naturale Gola del Furlo che offre uno scenario ideale per una passeggiata d’autunno, quando i boschi cambiano colore. Proseguendo si apre l’itinerario classico delle Alte Marche, con borghi e città d’arte come Urbino, Patrimonio UNESCO, e Cagli, perfetti per una pausa culturale tra un pranzo e l’altro.
Consigli pratici per organizzare la visita
La Fiera si sviluppa nell’arco di tre settimane con i weekend animati dagli espositori: 25 e 31 ottobre; 1, 7, 8, 14 e 15 novembre sono le giornate di fiera. Il programma aggiornato è sul sito della manifestazione e una volta nel paese si possono chiedere informazioni direttamente ai commercianti, felici di raccontare come si riconosce un buon tartufo e come valorizzarlo al meglio in cucina.














