Consapevolezza e sostenibilità: torna IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile

Tra giugno e ottobre si svolge la 18ª edizione del primo festival itinerante in Italia dedicato al turismo responsabile. Nel 2026 IT.A.CÀ tocca otto regioni italiane durante sedici tappe con un ricco programma di passeggiate, cicloturismo, laboratori, concerti e reading

Itacà+2026+grafica

Giunto nel 2026 alla sua diciottesima edizione, IT.A.CÀ migranti e viaggiatori – festival del turismo responsabile rinnova la partnership con Itinerari e Luoghi. La nostra rivista condivide e sostiene da sempre la forma e la sostanza di un’iniziativa che vuole influenzare positivamente il comportamento del turista. L’obiettivo è dimostrare come la buona riuscita di un viaggio sia indissolubilmente connessa alla protezione e alla valorizzazione dei patrimoni naturali, culturali e sociali del territorio.

Itacà+escursione+collina
Camminare, ritrovarsi, stare insieme alla natura: IT.A.CÀ è tutto questo, e molto di più

Geografie di pace, il tema dell’edizione 2026

Il focus centrale del festival per quest’anno è Geografie di pace: mobilità/rsi attraverso confini e culture. In un contesto storico globale particolarmente complesso, IT.A.CÀ propone il viaggio e la mobilità (sia essa turistica o migratoria) come potenti strumenti di relazione e di resistenza pacifica. L’intento degli organizzatori è trasformare la narrazione del confine: non più visto come una barriera invalicabile, ma come una forzatura immaginaria, trasformando così lo spazio geografico in un luogo di incontro, ascolto e scambio interculturale. Si promuove, in questo modo, un modello di turismo basato sul rispetto delle comunità locali e sul rifiuto della logica del consumo territoriale “mordi e fuggi”.

Itacà+2025
Un momento di un’escursione nei pressi di Bologna durante l’edizione 2025 di IT.A.CÀ

Il programma di IT.A.CÀ 2026: le prime tappe estive

Il festival non è un evento centralizzato, ma si articola su diverse tappe locali sviluppate grazie a una progettazione condivisa che quest’anno coinvolge ben 700 realtà del territorio. L’inaugurazione ufficiale scatta il 21 giugno, in concomitanza con la Giornata Internazionale dello Yoga, con una camminata di 7 chilometri nel Parco Fluviale del Panaro in Emilia. Un evento incentrato sul tema della pace, che ospiterà anche una mostra fotografica e letture dedicate. Tra luglio e agosto (ma poi fino a ottobre) ci si sposta in Trentino per la tappa della Valle di Ledro e delle Giudicarie Esteriori, un percorso focalizzato sui paesaggi naturali, sonori e interiori. Da segnalare l’appuntamento del 3 luglio nel ricordo del pacifista Alexander Langer, con mostre di disegni di bambini ucraini e palestinesi. Tra gli altri eventi escursioni a Storo, il progetto “Slenzi in quota” e il concerto di Alessandro Sipolo a Riva del Garda.

Monte+Catria
Il Monte Catria, una delle tappe dell’edizione 2026 (credit foto IT.A.CÀ)

I.TA.CÀ 2026 da agosto all’autunno

Ad agosto in Emilia il festival toccherà Castelvetro, con trekking inclusivi, e Spilamberto, con un talk sull’accessibilità e l’evento musicale Rock Never Dies. In Umbria, la Valnerina e la Valle Spoletana ospiteranno un approfondimento su San Francesco e l’ecologia integrale. E poi cammini lungo la Via di Francesco, l’uso di bus di linea per incentivare la mobilità sostenibile e la diffusione della “Carta del viaggiatore”, che traduce i principi del Laudato si’ in azioni concrete contro gli sprechi. Ma il calendario completo include ben sedici edizioni locali che copriranno quasi per intero lo Stivale. A settembre, infatti, il festival proseguirà in Sardegna e Sicilia, poi a Bologna, la “tappa madre”, dal 18 settembre al 18 ottobre. A seguire Mantova, Terre dei Gonzaga e Valli della Romagna. Ottobre sarà la volta di Brescia con le sue Valli, Ravenna e Brisighella, Pavia e Oltrepò, Monte Catria (di cui abbiamo parlato qualche tempo fa), Brianze e Laghi, Milano, Modena.

Un’eccellenza italiana premiata nel mondo

IT.A.CÀ rappresenta un vero e proprio progetto d’eccellenza nel panorama del turismo responsabile, già premiato nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite. E per il 2026 ha ottenuto un ulteriore prestigioso riconoscimento, venendo selezionato dal Ministero degli Affari Esteri nell’ambito del progetto IDEAS_Italy. La motivazione? È una realtà simbolo di innovazione territoriale, civismo attivo ed economia locale sostenibile nel nostro Paese. Una certificazione che ci regala una sintesi perfetta di quello che è diventato un festival che non è solo tale ma che, per usare la definizione d’autore del lemma data dalla saggista Piera Detassis, “è quel luogo dell’utopia in cui ancora abbiamo il coraggio di pensare che il reale non è una prigione, che i linguaggi possono mutare, infiammarsi e frantumare i luoghi comuni”.


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