Solstizio d’Estate, la rinascita dell’Alta Versilia

A trent'anni dall'alluvione che devastò la Versilia dai monti al mare torna il festival Il Solstizio d’Estate, che porta gioia, cultura e ricordo in tre borghi di montagna

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La doppia alba nel Monte Forato durante il solstizio d'estate (credit foto Paola Fazzi)

solstizio+26+locandinaSono i borghi antichi di Pruno, Volegno e Cardoso i protagonisti della XXVII edizione di un festival che è ormai entrato nel cuore degli abitanti del posto, e non solo. Dal 18 al 23 giugno questi luoghi si preparano a riaccendersi, letteralmente, con Il Solstizio d’Estate, un festival che trasforma l’Alta Versilia in un palcoscenico a cielo aperto tra cultura, musica, teatro di strada. E tradizioni storiche, con la proposta di riti la cui origine si perde nello scorrere dei secoli. Quest’anno la manifestazione riveste un significato ancora più profondo. Ricorre infatti un anniversario a cifra tonda per l’alluvione del 19 giugno 1996, tragedia che colpì duramente questa valle e che spinse l’associazione di volontariato I Raggi di Bèlen a creare un evento che promuovesse la sensibilità verso la salvaguardia dell’ambiente, la tutela e la promozione della cultura, delle tradizioni storiche e artistiche proprie dell’Alta Versilia.

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Il borgo di Pruno con la stupenda scenografia della Pania della Croce, una delle vette iconiche delle Alpi Apuane (credit foto Andrea Guidi)

L’uomo in montagna: custode e non semplice abitante

Il tema del 2026, Lungo la via dell’acqua tra ricordo e consapevolezza, mette al centro del festival la riflessione sul rapporto tra uomo, montagna e rischio idrogeologico. Si indaga sul legame tra l’abbandono dei terreni montani e i cambiamenti climatici, trasformando la memoria in un’opportunità di dialogo e ripartenza. «Nelle nostre vite esiste un prima e un dopo alluvione» spiega Andrea Guidi, presidente de I Raggi di Bèlen. «L’edizione 2026 del Solstizio d’Estate richiama alla memoria questo drammatico avvenimento, ricordando che la nostra associazione nacque proprio per reagire ai fenomeni di spopolamento e abbandono del territorio che si scatenarono in seguito al disastro». E la correlazione fra l’incuria e il rischio idrogeologico è immediata e chiara a tutti.

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La band di gipsy jazz Mania Gitana e la piazza gremita di spettatori davanti alla facciata di San Nicolò a Pruno (credit foto Camilla Maria Santini)

L’inaugurazione: territorio e cultura

Anche l’assessora del Comune di Stazzema Anna Guidi sottolinea l’importanza di guardare al futuro: tra le novità di quest’anno spicca il focus sul progetto delle Archeovie, «un’iniziativa che gestisco insieme ad Archeoversilia, presieduta dalla dottoressa Deborah Giannessi, e che si prefigge di portare alla luce scientificamente il ricco patrimonio minerario e storico del territorio». Proprio di questo si occuperà a Volegno la tavola rotonda del pomeriggio del 18 giugno, che aprirà il festival riunendo associazioni, istituzioni, operatori culturali e realtà locali intorno al tema “Territorio e Cultura: prospettive di sviluppo per l’area Apuo Versiliese”. Alle 21 sarà la volta dell’inaugurazione ufficiale del festival, con gli interventi degli enti sostenitori e uno spettacolo teatrale itinerante della Compagnia di Teatro e Danza Jenco.

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L’arpista Marta Celli durante il recital del 2024 al Solstizio d’Estate: a farle da sfondo, il Monte Forato (credit foto Tiziano Baldi Galleni)

Immergersi nella natura per capirne forza e fragilità

Venerdì 19 giugno è la giornata più toccante, quella della commemorazione dell’alluvione del 1996, con una fiaccolata serale che dal paese di Pontestazzemese sale fino a Cardoso. E come ormai da tradizione, l’associazione Uominidellaneve illuminerà scenograficamente il Monte Forato. È proprio questo monte il grande protagonista dell’evento e il fulcro dell’attenzione di tutti. Per tutta la durata del festival avviene un fenomeno naturale davvero emozionante. Ogni mattina, prima delle 7, si raggiunge il cosiddetto Pianello di Pruno per ammirare il sole che sorge due volte: entra all’interno dell’arco naturale del monte, lo attraversa e quindi lo scavalca regalando una doppia alba, qualcosa di raro e bellissimo. Fu questo spettacolare momento, che avviene appunto nei giorni intorno al solstizio d’estate, a ispirare la nascita del festival.

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Esibizioni come quelle della Zastava Orkestar, qui nel 2024, accendono (letteralmente!) i borghi versiliesi che ospitano il festival (credit foto Camilla Maria Santini)

L’Alta Versilia delle riflessioni, dei laboratori, dell’arte

La mattina di sabato 20, al Palazzo della Cultura di Cardoso, ecco il convegno “Cardoso 2026: trent’anni tra alluvione e cambiamento climatico”, moderato niente meno che da Licia Colò; nel pomeriggio, all’Opera Pia di Pruno, una conferenza sul cambiamento climatico con la fisica, meteorologa e climatologa Serena Giacomin, presidente dell’Italian Climate Network. Nel frattempo il borgo si riempirà dei banchi del mercatino di artigianato e prodotti locali, presenti ogni sera del festival, e prenderanno il via i laboratori per bambini e ragazzi. Sempre sabato si terrà uno spettacolo di giocoleria e teatro di strada della Compagnia Begheré, mentre la Pieve di San Nicolò diventerà lo scenario di Les Amants du Ciel, happening di circo aereo e danza verticale acrobatica.

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A Pruno, in località Antichi Lavatoi, la “focata” è il momento clou della Baldoria di San Giovanni, evento conclusivo della manifestazione Il Solstizio d’Estate (credit foto Andrea Guidi)

Un programma ampio e variegato

E poi camminate, orienteering, osservazione astronomica, ancora teatro, altri incontri e concerti della musica più varia. Si spazia dal cantautorato di Nicolas Zullo ai violini e ai violoncelli della Archibaleno Suzuki Ensemble, dal live set di paesaggi sonori immersivi del progetto Nova Halo di dual?mono alla trasformazione di Pruno in una dance hall con la travolgente band torinese dei Bandakadabra. A chiudere il festival, martedì 23 giugno, la grande focata tradizionale della Baldoria di San Giovanni accompagnata dal fire show di Red Circus e dalla musica psichedelica di Timer Shine. Un programma davvero ricco (consultabile e scaricabile da qui), per tornare a vivere la montagna con leggerezza e riguardo, in piena consapevolezza.


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