
Cinque tappe a piedi da Oleggio a Novara tra vigneti, borghi storici, risaie e le opere dell’architetto Alessandro Antonelli.
Dai vigneti lo sguardo si alza verso le Alpi, con il Monte Rosa a dominare la scena: è “la chimera” del celebre romanzo di Sebastiano Vassalli. Camminando sulle Colline Novaresi si scoprono le opere dell’architetto Alessandro Antonelli, nato in queste terre, e un territorio ricco di biodiversità: sedici Città del Vino, un parco e una riserva naturale, una Riserva della Biosfera e un Geoparco Unesco. Avvicinandosi a Novara, il paesaggio si apre sulle risaie che fanno da specchio al cielo.
Tre percorsi partono da Oleggio verso Novara – Via della Sesia, Via dell’Agogna e Via della Traversagna – lunghi un centinaio di chilometri ciascuno, tutti diretti verso il simbolo della città: la Cupola di San Gaudenzio, capolavoro dell’Antonelli. Proposte ideali per l’estate, ma anche per i mesi di settembre e dell’autunno, quando le temperature sono ancora ottime per praticare piacevoli trekking.
L’itinerario
Il Cammino delle Colline Novaresi qui descritto segue la Via della Sesia, la più breve delle tre. Le varianti dell’Agogna e della Traversagna richiedono qualche giorno in più ma regalano soste di grande interesse.
Tappa 1: da Oleggio a Bogogno
Lunghezza: 16 km | Dislivello: 190 m in salita, 140 m in discesa | Tempo: 4:45 h | Difficoltà: E

Oleggio, ben collegata a Malpensa e Novara, ha origini romane e fu fortificata dagli Sforza nel XV secolo. Al Museo Civico Fanchini si ritira la credenziale e si riceve il primo timbro. Da vedere la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, il Campanile di Piazza e, al cimitero, la romanica chiesa di San Michele con i suoi affreschi.
Una pista ciclopedonale porta a Mezzomerico, paese dei murales, tra cui uno dedicato al gorgonzola. Si incontra quindi la Big Bench num. 339 e la chiesetta della Madonna delle Vigne, con vista sui vigneti e il Monte Rosa. Più avanti una bosa (invaso per la raccolta d’acqua) e la Preja da scalavè, masso erratico glaciale, precedono l’Osservatorio Astronomico Galileo Galilei; una breve deviazione conduce a Suno, con il castello medioevale e la pieve di San Genesio.

La tappa termina a Bogogno, dove meritano una visita la parrocchiale di Sant’Agnese, la Cascina Montecchio e i ruderi del colle di San Quirico.
Tappa 2: da Bogogno a Borgomanero
Lunghezza: 16 km | Dislivello: 260 m in salita, 230 m in discesa | Tempo: 4:45 h | Difficoltà: E
Da Bogogno si raggiunge l’oratorio di Sant’Antonino (XIV secolo). A Cressa un piccolo museo racconta la bachicoltura locale. Superata l’autostrada dei Trafori, si sale alla chiesa di Sant’Alessandro e poi a Santa Cristina, da cui si apre una vista su Borgomanero, le colline di Boca e Maggiora e il Monte Rosa; qui sorge anche il museo etnografico La Manèra.
Dopo Maggiate Inferiore e l’oratorio della Madonna della Neve, il guado di un ruscello precede l’arrivo a Borgomanero. Villa Marazza, Palazzo Tornielli e la collegiata di San Bartolomeo si affacciano su Piazza Martiri. A Villa Zanetta, sede del CAI locale, una targa ricorda che proprio qui nacque l’idea del Cammino delle Colline Novaresi nel 2023.

Tappa 3: da Borgomanero a Romagnano Sesia
Lunghezza: 22 km | Dislivello: 450 m in salita, 510 m in discesa | Tempo: 6:15 h | Difficoltà: E
Dopo i ruderi del Castellazzo di Cureggio, il battistero ottagonale di San Giovanni e la pieve dell’Assunta, si sale a Maggiora, paese natale e luogo di sepoltura di Alessandro Antonelli, dove si trova la sua prima opera nella parrocchiale dello Spirito Santo.
Si entra quindi nel territorio di Boca, culla dell’omonima DOC, tra vigneti che raggiungono i 500 metri all’interno del Parco Naturale del Monte Fenera, sul Supervulcano della Valsesia tutelato dal Geoparco Unesco. Qui sorge il monumentale santuario del Santissimo Crocifisso di Boca, la più imponente opera antonelliana dell’intero cammino e meta di pellegrinaggi fin dal XVII secolo.
Attraversati i vigneti di Cavallirio e i resti di una torre di avvistamento, si raggiungono il castello di Sopramonte e la Big Bench num. 127, prima di concludere la tappa a Romagnano Sesia, dove Villa Caccia ospita il Museo Etnografico della Valsesia.

Tappa 4: da Romagnano Sesia a Briona
Lunghezza: 17 km | Dislivello: 150 m in salita, 230 m in discesa | Tempo: 4:45 h | Difficoltà: E
Tra i vigneti DOCG di Ghemme si incontra il castello cinquecentesco di Cavenago, con splendide vedute sul Monte Rosa e sul Monviso, oltre al Calice Gigante num. 12. Ghemme, paese natale di Antonelli, conserva il suggestivo Ricetto medioevale e la parrocchiale dell’Assunta con le reliquie della Beata Panacea.
Si prosegue tra le DOC di Sizzano e Fara, raggiungendo la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, famosa per gli affreschi. A Fara Novarese si visitano la parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano e il Castrum Vetus. La tappa termina a Briona, dominata da uno dei castelli più scenografici dell’intero Cammino.

Tappa 5: da Briona a Novara
Lunghezza: 29 km | Dislivello: 50 m in salita, 80 m in discesa | Tempo: 8 h | Difficoltà: E
L’ultima tappa è la più lunga ma anche la più semplice dal punto di vista altimetrico. Da Briona si entra infatti nel regno delle risaie del Novarese, che accompagnano il cammino fino all’arrivo a Novara.
L’itinerario tocca la Rocca dei Caccia a Castellazzo Novarese, i resti della pieve di Santa Maria in Camoieda, Casaleggio Novara con la chiesa di Sant’Antonio Abate, il castello di Gargarengo e Mosezzo, dove meritano una visita la parrocchiale barocca dei Santi Vito e Modesto.
Tra Cascina Visconta e Casalgiate, dominata dal caratteristico castello, si incontra anche il santuario della Madonna del Latte a Gionzana. Una volta entrati a Novara, presso la Fondazione Comunità Novarese si riceve l’ultimo timbro sulla credenziale, prima di raggiungere la spettacolare Cupola di San Gaudenzio, autentico simbolo della città. Il cammino si conclude al castello di Piazza Martiri della Libertà, dove l’Azienda Turistica Locale consegna il testimonium a chi ha completato il percorso.

Le varianti: Via della Traversagna e Via dell’Agogna
Chi desidera allungare il viaggio può scegliere una delle due varianti del Cammino delle Colline Novaresi.
La Via della Traversagna si stacca dal santuario di Boca e attraversa Grignasco, dove si trova la parrocchiale barocca dell’Assunta progettata da Bernardo Vittone, per poi passare da Prato Sesia e ricongiungersi alla Via della Sesia nei pressi del castello.
La Via dell’Agogna, invece, parte da Cavallirio e attraversa la Riserva Naturale delle Baragge, un ambiente sorprendente che ricorda una savana. Il percorso tocca Fontaneto d’Agogna, Cavaglio d’Agogna e il borgo di Barengo, con il castello e la chiesa di Santa Maria di Campagna. Dalla Big Bench num. 130, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino a Milano. Dopo il passaggio al castello di Proh, riaperto al pubblico nel 2025, la variante rientra a Briona sulla Via della Sesia.
Cosa mangiare sulle Colline Novaresi

Il viaggio è anche un itinerario tra i sapori del territorio. Tra i prodotti tipici spiccano la cipolla bionda di Cureggio e Fontaneto, presidio Slow Food, il riso nelle sue numerose varietà, il gorgonzola, l’uva fragola, le mele antiche, le nocciole e le castagne.
Tra i piatti tradizionali meritano un assaggio la paniscia novarese, il celebre tapulone di Borgomanero a base di carne d’asino, i brasati, le frittate di erbette e i biscotti di Novara.
Le Colline Novaresi sono anche terra di grandi vini. Accanto al Nebbiolo si coltivano gli autoctoni Vespolina e Croatina, protagonisti delle denominazioni locali. Non mancano birre artigianali e grappe ottenute dalle vinacce del territorio.
Come organizzare il viaggio

Il Cammino delle Colline Novaresi è percorribile in autonomia grazie alla rete di strutture ricettive presenti lungo il tracciato. Il sito ufficiale curato dal CAI di Borgomanero con la Fondazione Comunità Novarese mette a disposizione mappe, tracce GPX, informazioni su alloggi, ristoranti, cantine, punti acqua e aree picnic, facilitando l’organizzazione del trekking.
Attraverso il portale è inoltre possibile richiedere la credenziale del Cammino, indispensabile per raccogliere i timbri lungo il percorso e ottenere, una volta arrivati a Novara, il diploma finale che certifica il completamento dell’itinerario. La credenziale può essere ricevuta a domicilio oppure ritirata nei punti informativi di Novara, Oleggio e Borgomanero.
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